Donadoni: “E’ importante dare continuità. Il Chievo è una squadra esperta, sarà fondamentale l’imprevedibilità grazie all’aiuto delle seconde linee”


Le parole di Roberto Donadoni nella conferenza stampa pre-#BFCChievo: “Mbaye recuperato. Destro non è da valutare solo in base a un gol segnato”

– di Tiziano De Santis –

Roberto Donadoni in conferenza stampa alla vigilia di Bologna-Chievo

In una calda vigilia di Bologna-Chievo, match del 29° turno di A, Roberto Donadoni chiarisce subito l’obiettivo che il proprio team perseguirà nella giornata di domani: “E’ una buona occasione quella di domani contro un avversario esperto che ha malizia nel saper gestire i momenti e le partite: per noi è importante dare continuità e conferma di quanto di buono fatto contro il Sassuolo. Era fondamentale fare un buon risultato a Reggio Emilia, la mia squadra ha espresso ciò che mi aspettavo nella coesione del gruppo sino alla fine del match, quando il Sassuolo ha avuto una palla per pareggiare il match. Non dev’essere una vittoria che cambia nulla dal punto di vista dell’interpretazione degli allenamenti. Dieci partite significano 30 punti in palio e questi sono tanti. Il Chievo è una squadra difficile da affrontare e dobbiamo essere ancora più compatti e sfruttare le occasioni anche con le seconde linee, che son sempre difficili da marcare anche per un team che sa ben coprire. Quando si dice che anch’io voglio una squadra esperta vorrei che si motivasse la cosa. Bisogna capire quanti nostri giocatori hanno militato in Serie A: abbiamo Mirante, Torosidis, Maietta, Masina, Donsah, Pulgar, Krejci, Nagy, Verdi, ragazzi che hanno disputato poche partite in Serie A. Dzemaili, invece, ha più esperienza; gioventù vuol dire fare qualche errore in più proprio per un’inesperienza nella massima serie. Questo non vuol dire che non si debba dare il meglio di sè in campo“. Si passa, subito dopo, all’analisi dei singoli, incanalata in un excursus di quanto di buono o meno fatto sinora: “Mbaye è recuperato totalmente, se non lo avessi avuto per domani non avrei riadattato comunque nulla, tutti avrebbero giocato nei ruoli più idonei alle proprie caratteristiche. Mirante ha un fastidio di cui dobbiamo capire l’entità in allenamento per poi prendere una decisione. Di Francesco, nell’ultimo match disputato, non ha iniziato bene ma pian piano è cresciuto. E’ un giocatore ancora molto istintivo secondo me, e deve capire quando fare una cosa e quando un’altra e non fare sempre la stessa; però è uno che si mette sempre a disposizione, un atteggiamento che a me piace molto: per lui è il primo anno in A e può crescere ancora tanto. Per quanto riguarda Destro, facciamo che ne parliamo quando farà una serie di gol di fila, secondo me è sbagliato parlare di un attaccante solo in relazione a un gol fatto o a un aiuto per non subirlo. Un attaccante, un difensore e un centrocampista devono essere bravi ad essere sempre in partita, aiutando a difendere e a segnare. Considero il valore di Destro e quindi bisogna spingere il ragazzo a dare sempre il meglio durante l’intero corso del match e non solo se realizza una marcatura o meno. Dzemaili dal punto di vista della precisione, dell’ordine e del sapersi muovere in fase difensiva magari concede qualcosa, ma nella spinta offensiva dà tanto, come è accaduto anche nella scorsa settimana in occasione del gol contro il Sassuolo, quando tutto è partito da un suo movimento. La conclusione non è una qualità che ci contraddistingue, bisogna far capire ai ragazzi che è meglio tirare anche in tribuna ma cercare di farlo con continuità: bisogna provarci per far finire l’azione, anche col rischio di non riuscire a fare ciò che tutti si aspettano da te, e non togliersi la responsabilità di farlo. Continuiamo a fare l’errore di essere prevedibili, pensando una frazione di secondo dopo a quello che dobbiamo fare e invece è l’imprevedibilità che può far male ad una squadra. Se entri in area con le seconde linee solo due tre volte, è chiaro che diventa più difficile andare a bersaglio. Adesso cerco di dare quanto più spazio possibile a tutti, anche a chi commette qualche errore di troppo, poi magari faremo le valutazioni tra cinque partite. L’obiettivo principale è raccogliere il maggior numero di punti possibili di gara in gara. La cosa fondamentale è che chi non entra sul campo deve dare ancor di più in allenamento per cercare di dire la sua anche durante il corso di un match“. Donadoni ritorna, infine, sull’episodio della scorsa settimana, quando quattro giocatori rossoblu – Masina, Pulgar, Viviani e Oikonomou – sono stati multati dalla società per una notte passata sino alle 2 in discoteca nonostante l’allenamento del giorno dopo e un periodo sicuramente difficile del Bologna in campionato: “Personalmente non amo lo stile discoteca: se ogni volta devo andare alla ricerca di qualcosa di esterno per poter fare meglio, vuol dire che tutto ciò che faccio internamente non aiuta a fare meglio. Chiaro che gli agenti esterni possono aiutarti, ma non vorrei vivere le settimane in maniera complicata, perchè chi va in campo è un assoluto protagonista. Bisogna divertirsi a giocare, chiaro che la questione mentale incide e sicuramente un’Atalanta può divertirsi più di un Pescara, alla luce di quanto fatto in campionato sinora“.

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