Donadoni: “Finale di stagione importante per capire il futuro. La difesa a tre mi è piaciuta”


Alla vigilia di #FiorentinaBFC il tecnico rossoblù Donadoni guarda al proprio futuro e a quello della sua squadra

– di Marco Vigarani –

Roberto Donadoni durante la conferenza stampa

Due vittorie consecutive alle spalle contro Sassuolo e Chievo sono la base da cui parte mister Donadoni nella sua analisi alla vigilia della trasferta di Firenze: “Non mi interessa trasmettere alla squadra la voglia della terza vittoria, ma quello di una crescita graduale che ci permetta di scendere sempre in campo con la giusta convinzione. Anche nelle ultime due partite abbiamo sofferto e faticato come nelle precedenti. Servono sempre convinzione e consapevolezza nei propri mezzi: dopo viene tutto di conseguenza, anche il gusto ed il divertimento nello stare in campo“. Al ritorno dalla settimana con le Nazionali poi c’è da fare la conta ed il tecnico spiega: “L’esordio è stato un bel messaggio per Verdi, respirare quell’aria e vestire quella maglia fa bene. Sono contento per lui ma tutto dipende dal lavoro in settimana e quanto successo servirà da stimolo ulteriore. Helander purtroppo invece è infortunato mentre invece Pulgar torna lunedì, gli altri stanno abbastanza bene quindi oggi voglio capire chi è più fresco in vista della gara di domani“. Ecco allora che Donadoni guarda alla sfida di domani pomeriggio fornendo anche qualche delucidazione a livello tattico: “Voglio una bella prestazione contro la Fiorentina. L’idea di aver giocato a tre dietro avendo avuto buone risposte mi piace ma non ho ancora deciso. Vorrei schierare una formazione che mi permetta di passare da un modulo all’altro anche in corso d’opera quindi con giocatori duttili. In passato è una cosa che ho già fatto e so che richiede un lavoro particolare agli esterni sulle due fasi di gioco. La duttilità e la generosità di Krejci possono anche renderlo simile a Biabiany che avevo al Parma il quale però aveva qualche gol in più nei piedi“. Fiorentina come modello di crescita per il Bologna? Il mister non è del tutto d’accordo e spiega: “Guardiamo il percorso della Fiorentina nell’ultimo decennio: è stata sempre stabile in una certa zona di classifica. Possiamo ambire anche noi a quel livello ma per il momento si tratta di una similitudine prematura anche se il mio desiderio è sicuramente questo. La volontà è quella di crescere sempre e a tutti i livelli tra giocatori, staff tecnico, dirigenti e presidente così come nei desideri dei tifosi che ci sono sempre stati vicini. Non dobbiamo però neanche dimenticarci del percorso che ha fatto il Bologna negli ultimi anni anche se purtroppo ce ne si scorda in fretta e si pretende sempre di più“.

Krejci come Biabiany? Per Donadoni il paragone può reggere (ph. Zimbio)

La domanda sul futuro a questo punto non può che riguardare proprio il contratto del tecnico, in procinto di firmare un rinnovo fino al 2020 con il presidente Saputo: “Far parte di un percorso simile è stimolante – spiega il mister – sono contento di esserci. Il prossimo anno vogliamo fare ancora meglio anche se non basta dirlo, serve anche la rosa adatta a fare certi discorsi. Nell’ultimo mese siamo passati dai pensieri sul rinnovo a quelli sull’esonero ma adesso dobbiamo solo finire al meglio la stagione. Non ho alcuna fretta di firmare un rinnovo, ora voglio solo capire quale sarà il nostro percorso e il contratto verrà di conseguenza“. Un discorso analogo poi viene trasferito anche ai giocatori con Donadoni che spiega: “Il finale di stagione deve dimostrare stimoli e carattere dei giocatori per agevolare il lavoro della dirigenza in fase di mercato. Un ‘ni’ di oggi può diventare un ‘no’ definitivo ma anche un ‘si’ convinto. Se capisci che c’è margine di crescita allora si può guardare avanti, se invece senti che un ragazzo non può dare nulla di più allora si fanno ragionamenti diversi anche prendendosi qualche rischio. Esempi? Qui ci sono tanti giovani al primo anno come Verdi, Di Francesco, Nagy e Krejci. Ma anche ragazzi come Masina che l’anno scorso ha avuto un finale difficile e poi si è ripreso. E poi ancora Donsah e Pulgar“. Infine una battuta sul malumore di Destro al termine della gara contro il Chievo: “Sono stato calciatore e capisco cosa significhi vivere certi momenti. L’insoddisfazione è sempre relativa alla propria prestazione e non al risultato della squadra. Vuol dire pretendere sempre qualcosa di più da se stessi e per perseguire questo scopo mi andrebbe bene anche vedere sempre dei musi lunghi“.

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