Donadoni inadatto ai giovani? Falso! Chiedere a Giovinco, Amelia, Sansone…


I dati smentiscono l’idea che Donadoni non voglia lavorare con i giovani. Rose da meno di 26 anni in carriera, sei stagioni sotto media e tanti campioni lanciati

– di Marco Vigarani –

Donadoni in carriera ha lavorato con squadre di età media pari a 25,3 anni (ph. Schicchi)

Ormai da diverse settimane a Bologna ci si interroga con sempre maggiore frequenza sull’opportunità di continuare il cammino con Roberto Donadoni, al quale sicuramente possono essere imputate responsabilità nel fallimento della stagione ma che troppo semplicisticamente spesso viene additato come unico capro espiatorio. Uno dei peccati originali del tecnico bergamasco pare essere l’allergia a lavorare con i giovani calciatori che si trasformerebbe in totale diversità di vedute con un Bologna che, per necessità e per scelta di vita, ha deciso invece di investire soprattutto su atleti ancora da formare. Eppure basterebbe studiare la carriera di Roberto Donadoni in tutte le sue tappe per scoprire che in realtà le sue squadre sono state spesso caratterizzate dall’ampio utilizzo di ragazzi giovani e tanti di loro si sono affermati proprio per merito anche dell’allenatore.

Partiamo dall’età media delle squadre allenate dall’attuale mister rossoblù escludendo ovviamente le due tappe (Genoa e Napoli) in cui ha avuto a disposizione troppo poco tempo (25 gare in totale) per esprimere giudizi sensati. Già a Lecco nel 2001/02 però Donadoni si trovò a lavorare con un gruppo caratterizzato da un’età media di 24,8 anni pari a quello che poi allenò a Parma nel 2012/13 e la stagione scorsa a Bologna ma la squadra più giovane in assoluto fu il suo ultimo e purtroppo disastrato Parma che toccò i 24,5 anni di media. Il punto più alto? Il suo primo Livorno del 2004/05 con i suoi 26,4 anni medi ma già nel campionato successivo il gruppo venne poi svecchiato anche se quel biennio in Toscana rappresenta sicuramente il picco più elevato sotto questo punto di vista. Per tracciare una panoramica complessiva può essere utile sapere che in carriera Donadoni ha lavorato con squadre di età media pari a 25,3 anni e che quasi sempre ha avuto in rosa più di dieci atleti Under 23 (uniche eccezioni i già citati anni a Livorno ed il primo a Parma). Restando ancora un momento all’analisi dei numeri, può essere interessante paragonare l’età media delle squadre del tecnico orobico con quella del campionato di riferimento. Ecco che si scopre così che negli ultimi sei anni le formazioni guidate da Donadoni in Serie A sono sempre state abbondantemente sotto la media del campionato che ad esempio nel 2016/17 è di 26,8 mentre l’età del Bologna attuale arriva appena a 25,1.

STAGIONE SQUADRA CATEGORIA ETÀ MEDIA ETÀ MEDIA CAMPIONATO DIFFERENZA
2011/12 Parma A 25,9 27,5 -1,6
2012/13 Parma A 24,8 27,5 -2,7
2013/14 Parma A 25,1 26,8 -1,7
2014/15 Parma A 24,5 26,3 -1,8
2015/16 Bologna A 24,8 27,5 -2,7
2016/17 Bologna A 25,1 26,8 -1,7

Marco Amelia è stato tra i talenti lanciati da Donadoni (ph. SerieB24.com)

Analizzare però soltanto fredde cifre non sarebbe forse sufficiente per smentire la convinzione errata portata avanti da parte della critica cittadina ed allora guardiamo anche i risultati ottenuti da alcuni ragazzi sotto la gestione Donadoni. Partiamo dal 2001/02 quando il portiere Michele Arcari, allora 23enne, visse la sua prima stagione da titolare nel Lecco (C1) in cui raggiunse per la prima volta la doppia cifra anche l’attaccante 22enne Simone Cavalli. L’anno dopo poi a Livorno (B) arrivò anche la prima annata da protagonista per il 20enne Marco Amelia ed il coetaneo Maurizio Ciaramitaro oltre ad un posto da titolare inamovibile per il 23enne Claudio Grauso. Tornato a Livorno nel 2004, Donadoni diede poi fiducia ad Amelia anche in A per poi far esordire il 18enne attaccante brasiliano Paulinho mentre l’anno dopo fu il turno del 21enne Raffaele Palladino, autore anche di due reti. Nella parentesi a Cagliari poi il tecnico lavorò alla maturazione di Radja Nainggolan e riuscì a rilanciare anche Robert Acquafresca: entrambi avevano allora 22 anni ma il futuro dei due si rivelò poi molto differente. Arriviamo infine agli anni di Parma in cui Donadoni dalla panchina è stato coautore dell’unica doppia cifra italiana di Sebastian Giovinco (24 anni), dell’esordio col botto di Nicola Sansone (20), delle migliori stagioni delle carriere di Ishak Belfodil (20) ed Ezequiel Schelotto (24), del primo gol in Serie A di Afriyie Acquah ed infine del lancio del 17enne Jose Mauri.

Da una parte ecco allora le cifre che raccontano della disponibilità mostrata da Donadoni a scegliere squadre giovani e ad allestirne successivamente di ancora più verdi inserendo in rosa in media un 30% di ragazzi Under 23. Dall’altra parte invece ci sono i nomi di alcuni giocatori che sotto la gestione del tecnico di Cisano Bergamasco hanno fatto passi avanti importanti nella propria carriera che ha portato qualcuno a diventare campione del mondo e qualcun altro verso valutazioni multimilionarie e spesso pesanti plusvalenze di mercato. Joey Saputo sembrava quasi essere a conoscenza di questi dati quando nei mesi scorsi ha espresso pubblicamente la sua stima per Donadoni e la convinzione di avere in casa il tecnico giusto per il Bologna di domani. Ora tocca al club non farsi influenzare dal giustificabile malcontento per una stagione anonima, compiere un’autoanalisi per suddividere correttamente le colpe ed infine vincere la voglia di far cadere un’altra testa sacrificando così quella continuità che dovrebbe essere alla base di qualsiasi forma di progettualità.

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