Donadoni: “Massima concentrazione domani. Cercheremo di ingegnarci ancor più nel prossimo mercato visto il budget limitato”


Le parole di Roberto Donadoni alla vigilia di #BFCPescara: “Dovremmo avere 7/8 punti in più di quanti ottenuti. A Bologna c’è tutto per poter migliorare”

– di Tiziano De Santis –

Roberto Donadoni, allenatore del BolognaFC, in conferenza stampa al centro tecnico Niccolò Galli

In una calda vigilia di Bologna-Pescara, gara della 36^ giornata di A, Roberto Donadoni conferma il dovere dei suoi in conferenza stampa: “Credo di dover fare bene domani, mi interessa solo questo e non i conti complessivi delle ultime tre partite. Fare più di vincere domani mi interessa poco. Domani sarà una partita molto importante per noi, conquistare 3 punti sarà contro il Pescara, fatto di giocatori che si vogliono confermare, nonostante la retrocessione, di un allenatore che compie anche gli anni e che vorrà cercare di festeggiare nel modo migliore. Domani massima allerta e massima concentrazione. Zeman è una persona che ha 70 anni e ha insegnato qualcosa a tutti nel calcio. Da Zeman come da tutti si può imparare. Penso che il tecnico boemo sia una persona tutta d’un pezzo, trasparente, che dice qualcosa se la vuole dire. In tante cose mi riconosco, poi ognuno ha il suo modello di calcio. Se oggi anche io sono quello che sono è perchè ho preso un po’ da uno, un po’ all’altro. Ci sono, tuttavia, dei concetti che apprendi dagli altri, ma che poi non sono sempre trasferibili negli atleti che vogliono fare qualcosa di diverso. Bisogna anche adattarsi agli atleti a disposizione“. Il match dell’Adriatico contro gli abruzzesi, all’andata, si è rivelato un crocevia per la stagione rossoblu, come conferma lo stesso tecnico bergamasco in un excursus tra passato e futuro del proprio team: “La partita dell’andata è stata particolare, fondamentale per noi nel modo di interpretarla; siamo stati bravi ad approfittare di quella situazione. Dobbiamo far tesoro di situazioni del genere: quanto più saremo bravi a tener sempre alta la nostra attenzione, tante più partite come quella dell’Adriatico si vedranno. Forse l’anno scorso siamo anche stati un pizzico fortunati, quest’anno non abbiamo mai attinto alla risorsa della buona sorte. Questo ci fa capire che quest’annata dev’essere fatta ancor più di concentrazione, perchè nessuno ci regala niente. I discorsi col senno di poi rispetto allo scorso anno mi interessano poco. A me serve fare delle valutazioni su come si deve lavorare, su cosa bisogna migliorare o meno per il futuro. Dobbiamo pensare alle prossime tre gare, con 9 punti in palio, e cercare di raccogliere quanto più possibile. Oggi avremmo potuto avere tranquillamente 7-8 punti in più per quelle che sono state delle situazioni che non ci hanno dato una mano. Questo fa capire che dobbiamo partire da ora, cercando di essere positivi e costruttivi, per costruire qualcosa. Le polemiche e i chiacchiericci disgregano e non ci interessano. Partiamo da quanto fatto per far qualcosa in più. Tante situazioni non ci hanno aiutato a poter valutare certi giocatori, come Sadiq, arrivato qui infortunato e mai riuscito a dar continuità per gli infortuni. Avremmo potuto sapere in più per lui come per altri, se avessero dato continuità, ma il problemino o la squalifica o altro non hanno aiutato i ragazzi e noi che dobbiamo valutare. Quello di Donsah non è il primo, nè sarà l’ultimo caso di giocatori acquistati ma che poi non si sono rivelati come secondo le attese. Il calcio è fatto di questo. Donsah ora sta trovando continuità, ma deve essere convinto di poter migliorare attraverso l’allenamento quotidiano, oltre che con la prestazione della domenica. Deve credere di più in se stesso, per dare delle risposte a quello che io e la società ci aspettiamo e pensiamo di lui. Credo che tutti i giocatori che sono qui abbiano un margine di crescita importante sia dal punto di vista fisico – indispensabile reggere il colpo nel calcio di oggi -, sia dal punto di vista tecnico”.

Antonio Conte (di spalle) stringe la mano a Francesco Totti (ph. Tuttomercatoweb.com)

Donadoni si allaccia, così, al prossimo mercato, discorso delicato per il Bologna, società con in programma l’autofinanziamento per la propria campagna acquisti: “Qualcosa cercheremo di farla ovviamente per l’anno prossimo, nella misura in cui il mercato ti consente di fare. Anche vedere una nuova destinazione per chi ritiene di non aver potuto esprimersi completamente è importante. Facciamo tutti una bella colletta compreso il sottoscritto e facciamo il mercato. A parte gli scherzi, con un budget piccolo bisogna ingegnarsi di più per poter prendere quelle 3/4 pedine utili e perfetti per l’ambiente e per far fare il salto di qualità. Con le nostre possibilità, metteremo tutta la nostra capacità per far sì che questa squadra possa migliorare. Penso che qui ci siano tutte le componenti, non solo il centro tecnico nuovo, per attirare i giocatori. Il centro è l’esempio di una società che ha le idee in testa ben chiare. Ma se sono un calciatore, mi bastano dei campi buoni per poter migliorare per andare da qualche parte. E a Bologna c’è tutto per poter solo dimostrare e ricambiare le aspettative di chi compra il giocatore. A noi interessa comunque di avere qui giocatori che abbiano voglia di crescere e migliorare, questo è il nostro obiettivo”. Il tecnico rossoblu torna, per un attimo, alla situazione presente della propria rosa, specificando le pedine a disposizione per la gara col Pescara e quelle ancora ferme nell’infermeria: “Nagy non si è mai allenato con la squadra, anche se lo vedo molto più avanti rispetto ai primi piani di recupero fatti al momento del suo infortunio. Viviani con problemino al ginocchio, Masina non si è allenato durante la settimana e penso di non portarlo con me domani. Krafth ha risolto tutto, Torosidis sta bene, Di Francesco convive col classico problemino legato alle ginocchia, che dà fastidio, ma è a disposizione, come anche Helander, che è in ballottaggio“. Sul finire della conferenza, Donadoni esce per un attimo dalle mura bolognesi per dire la sua sul caso-Totti e per far i complimenti ad Antonio Conte, vincitore, ieri, della Premier League. Sul primo, il tecnico rossoblu chiarisce: “A me viene da ridere quando tutto si traduce in un semplice saluto. Chi si può permettere di dare un consiglio a Francesco è chi lo conosce a fondo. Io non lo conosco, ma so che ha dato tantissimo al calcio italiano e che è stato una bandiera, non semplice al giorno d’oggi. Ora ha il dovere di trasferire alle nuove generazioni tutto il suo sapere sul campo tramutato in un lavoro nella società della Roma o ovunque lui andrà”. Sull’allenatore Blues, infine, il discorso si traduce in termini di totale riconoscimento: “Approfitto per fagli i complimenti per il lavoro straordinario che ha fatto. Ranieri stamattina diceva di aver vinto il campionato adattandosi alla Premier. Conte, invece, sembra aver portato la tipologia italiana al Chelsea“.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *