Donadoni pronto a cambiare: l’attacco ora diventa un rebus


Dopo un’estate ad attendere Destro, il Bologna ora cerca una punta che possa anche affiancarlo. Donadoni può abbandonare il tridente a 10 giorni dal via

– di Marco Vigarani –

Destro (ph. Zimbio)

La lunga attesa di Mattia Destro rischia di essere un pericoloso boomerang per il Bologna (ph. Zimbio)

Il calciomercato è il momento delle voci, dei sussurri e delle illusioni ma è anche quello della programmazione indispensabile a non farsi trovare impreparati dall’arrivo del campionato. A poche ore dall’esordio contro il Trapani in Coppa Italia e con una decina di giorni per preparare la sfida al Crotone, il Bologna oggi si interroga sulla bontà delle proprie strategie estive e pensa al modo per correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Alla base dell’equivoco c’è ovviamente Mattia Destro, stella e bomber designato ma anche assenza illustre e pesantissima che mostra ancora oggi un evidente ritardo di condizione che potrà essere definitivamente colmato forse solo con un altro mese di lavoro. Dal giorno del suo infortunio sono passati più di cinque mesi e, al netto dei problemi insorti durante la guarigione, è chiaro che il Bologna pensasse di poterlo avere in forma ben prima tanto da liberarsi senza problemi già ad inizio luglio di Mancosu (bravo ragazzo ed ottimo professionista anche se sfortunato in rossoblù) affrontando di fatto il ritiro con il solo Floccari. Se lo fece scappare lo stesso Donadoni dopo la prima amichevole a Castelrotto quando disse: “Destro? Sta lavorando, mi aspettavo che potesse essere più avanti”. E successivamente il tecnico non ha lesinato messaggi all’orgoglio del suo numero 10 (“Prima tornerà meglio sarà per tutti ma ora dipende tanto dal suo spirito di sacrificio”) ma anche alla sua dirigenza mostrando a tutti la tenuta del ragazzo sui 65 minuti della gara contro lo Schalke. Ora però il tempo stringe e, complice l’infortunio di Floccari che ha comunque anche richieste dal mercato, non si può più procrastinare un investimento per un attacco che oggi può contare solo su brevilinei o esuberi.

Roberto Donadoni (ph. Zimbio)

Roberto Donadoni vuole un’attaccante d’esperienza e pare pronto a cambiare anche  modulo (ph. Zimbio)

Donadoni vuole un attaccante e questo dovrà avere. Con buona pace di Saputo e dei giusti paletti economici posti dal Canada ad una dirigenza che finora non è riuscita a trovare il modo per fare cassa né con Diawara né con altri potenziali cedibili. La soluzione non può essere rappresentata dalla baby scommessa Sadiq che comunque rischia di restare a lungo in Brasile e non potrà arrivare neanche dal lungo elenco di volenterosi ma improduttivi ragazzi accostati in questi giorni al Bologna. Con Trotta, Falcinelli, Inglese, Thiam e Petkovic non si arriva neanche lontanamente a 10 gol totali in Serie A ed è lampante che l’ex peggiore attacco del campionato debba ambire a qualcosa di più per rispetto della propria storia, dei propri tifosi e del proprio allenatore che come sempre sarebbe il primo a rischiare in caso di un avvio storto di stagione. Persa la possibilità di chiudere per Borriello, ecco che oggi a Casteldebole si cerca di non fare lo stesso errore con profili analoghi come Matri e Pinilla. Il milanista è stato allettato da un futuro tra Bologna ed il Canada mentre invece il cileno gode della stima di Donadoni che per lui potrebbe anche rinunciare, o almeno accantonare, il lavoro tattico svolto in estate sul 4-3-3 e sul 4-2-3-1. Avere a disposizione un attaccante vero porterebbe anche il tecnico bergamasco a riconsiderare l’idea di giocare con due punte di ruolo dirottando la pletora di esterni a giocare più larghi in un 3-5-2 o più facilmente in un 4-4-2 a trazione offensiva. In tale ottica però non possono essere dimenticati i tempi di Castelrotto quando Di Vaio disse: “Non cerchiamo una seconda punta”. Allora veniva chiusa la porta del Bologna in faccia a Giuseppe Rossi, oggi forse gli verrebbe spalancata.

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