Donadoni: “Quest’anno è mancato soprattutto il reparto difensivo. Bisognerà investire. Contro l’Udinese conta solo vincere”


Le parole di Roberto Donadoni alla vigilia di Bologna-Udinese: “Mirante ci sarà al 95%, Verdi è ok. Sulla vacanza di Dzemaili non ho deciso io”

– di Tiziano De Santis –

L’esultanza di Blerim Dzemaili dopo il gol segnato contro il Chievo (ph. Zimbio.com)

Alla vigilia di Bologna-Udinese, gara della 34^ giornata di A, in una tiepida mattinata primaverile, Roberto Donadoni è chiamato a rispondere subito ad una domanda su Dzemaili, attualmente a Dubai con la propria famiglia perchè squalificato: “Questi sono programmi che non decide il sottoscritto e che chiaramente sono stati gestiti in questo modo, ma non si vuole trasmettere qualcosa di diverso dalla serietà nel lavoro. Noi sappiamo qual è il nostro target di fine stagione e siamo coscienti di dove esattamente vogliamo arrivare. Se poi vogliamo trovare qualcosa di negativo è facile trovarlo. Abbiamo un’idea di massima sulla gestione di Dzemaili da qui alla fine ma tutto è in evoluzione in base al risultato e alla prestazione della domenica dopo: può andare via qualche giorno prima come qualche giorno dopo. C’è una logica se Dzemaili se ne è andato a Dubai e lui è uno che ha la logica giusta per non sbagliare quando fa le cose. Blerim è un giocatore che domenica non è a disposizione della squadra e questo è quello che conta di più, come conta anche il fatto che ci saranno altri, in campo, che dovranno fare altrettanto bene. Io in questa settimana ho visto una squadra che ha carattere“.
Si passa, in seguito, all’analisi dei prossimi rivali, l’Udinese di Gigi Delneri, 11^ in classifica e a quota 43 punti: “Domani affronteremo un avversario che sta facendo bene, molto accorto ed equilibrato e pericolosissimo nelle ripartenze; dobbiamo stare attenti soprattutto quando la palla la prendiamo noi e dobbiamo gestirla. Spesso abbiamo preso dei rischi in fase di impostazione e gestione della sfera. Quella di domani è per noi una partita in cui i tre punti sono d’oro e per conquistarli servono grandi equilibrio e attenzione. L’Udinese è una squadra con esperienza e molto equilibrata, che cerca di sfruttare le proprie armi secondo il concetto del suo bravo allenatore. I friulani riescono a cambiare modulo nel corso di una partita e questo dimostra una grande duttilità. Noi, però, dobbiamo concentrarci su noi stessi, basta guardare la convinzione di ieri dell’Atalanta e la pressione alla Juventus in occasione del secondo gol. L’Udinese ha 8 punti in più di noi, quindi è stata più brava di noi. Inoltre, ha una società che è stata in A con costanza e il lavoro societario si vede poi in campo. Bisogna, però, dire anche che il Bologna sta cercando di arrivare ai livelli di altre squadre e bisogna crescere e farlo insieme. Non bisogna accontentarsi sempre e solo del risultato o della prestazione: puoi fare un buon risultato e giocare male o viceversa puoi fare bene in campo e non ottenere neanche un punto“.

Godfred Donsah in azione contro il Cagliari (ph. Zimbio.com)

Ma come valutare la stagione del Bologna portata avanti sinora? “Il bilancio di questa stagione dev’essere fatto in base ai propositi iniziali della stagione stessa: la salvezza prima di tutto e qualcosa in più da guadagnarsi sul campo rispetto allo scorso anno. Che poi a Bologna, come ovunque, ci sia una piazza che ha vissuto grandi ambizioni e momenti tragici, fa capire che è giusto vedere il bicchiere mezzo pieno ma anche mezzo vuoto. Sapete gli obiettivi della presidenza ma è un percorso da fare poco per volta. Penso che nella stagione in corso si siano intravisti dei lati positivi e dei lati negativi e dobbiamo fare in modo di alzare il target acquistando gli elementi giusti e migliorando i nostri giocatori per venderli magari a una cifra superiore a quella odierna. Sapete com’è il campionato italiano se non sei tra le prime sei. Bisogna fare delle operazioni che siano possibili e bisogna avere la bravura di prendere gli elementi giusti sia a livello tecnico che a livello caratteriale per crescere e diventare più positivi e prepositivi. E’ l’esempio dell’Atalanta, che ieri sera ha mostrato di voler competere con una corazzata fortissima. L’Atalanta ha un gran settore giovanile ma quello che raccoglie oggi è il frutto del lavoro di tanti anni: quando proponi Kessie, Conti e gli altri, non puoi farlo dall’oggi al domani. La mia aspirazione è un pò quella dell’Atalanta, più che dell’Udinese, perchè prendere giovani dall’estero non implica sempre la  buona riuscita nel fattore ambientamento. Costruire una società che parte dalle basi, è questa la mia direzione. E’ difficile fare una valutazione sull’uomo da comprare in sede di calciomercato, il resoconto più preciso e i dati certi li puoi avere grazie ad un osservatore che vada a vedere cosa esprime a tutto tondo sul campo quel giocatore. I giocatori da acquistare bisogna valutarli prima di giugno in modo che quando sei lì per prenderlo hai un quadro completo della persona e del professionista. Oltre al valore tecnico, c’è quello comportamentale, come anche il fattore moglie o famiglia o altro: sono tutte considerazioni che vanno fatte“.
Donadoni fa, poi, un’analisi dei singoli, chiarendo chi sarà a disposizione per il match di domani e ciò che è mancato al Bologna quest’anno per arrivare in altre posizioni in graduatoria: Mirante lo voglio vedere ora ma al 90% c’è. Anche Verdi si è allenato bene e non ha particolari difficoltà ad esserci domani. Avendo un centrocampo contato, nel momento in cui fai dei cambi devi correre il rischio di mandare in campo un giocatore in un ruolo diverso da quello originario. Ho visto Donsah allenarsi con grandi concentrazione e motivazione. L’importante è che chi va in campo giochi per vincere. Okwonkwo è qui con noi e non a Milano con la Primavera, perchè per noi domani sarà una partita molto importante. Mi auguro che anche contro l’Udinese possa entrare in campo come spesso è successo quando è venuto con noi in panchina. Quest’anno è mancato soprattutto il reparto difensivo – come dimostra il fattore gol incassati, passati, rispetto allo scorso anno, dalla media di 1 a partita a quella di 1.5. – che deve essere il più omogeneo possibile. Il che non vuol dire che debbano giocare sempre gli stessi. Anche questo è un processo di crescita che dobbiamo cercare di fare. Noi spesso partiamo quando la palla ci arriva tra i piedi, invece bisogna anticipare ed essere sempre nel vivo dell’azione perchè quella frazione di secondo ti permette di trovarti sulla palla ed essere imprevedibile“. Il tecnico bergamasco risponde, infine, indirettamente ad Antonio Cassano, che due giorni fa ha nuovamente ammesso di aver sbagliato in passato con Donadoni, riesprimendo alla Gazzetta la voglia di rimettersi in discussione magari anche con la maglia del Bologna: “Mi fa piacere quello che ha detto Cassano su di me, so com’è il lui giocatore e il lui uomo. So anche che è difficile che venga a Bologna anche e soprattutto per la direzione della nostra società. Se si è proposto tre volte al Bologna è perchè forse lo hanno intervistato solo tre volte. Lui è un passo oltre al 95% dei giocatori di Serie A per valore tecnico e visione di gioco“.

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