Donadoni: “Verdi si è allenato bene, le voci di mercato devono spingere a dare qualcosa in più, non il contrario”


Il tecnico bergamasco ha parlato in conferenza stampa della sfida di domani, alle 12,30, contro il Torino, che vedrà  l’esordio in panchina del nuovo allenatore granata Mazzarri

– di Calogero Destro –

Roberto Donadoni parla in conferenza stampa alla vigilia di Torino-Bologna

Inizia il girone di ritorno, e per il Bologna,  la gara contro il Torino, è forse l’ultimo treno per rimanere nella scia della squadre in corsa per il sesto posto. L’amarezza per la sconfitta interna contro l’Udinese non è stata ancora smaltita del tutto, ma la sfida contro i granata – al cambio di guida tecnica con l’avvicendamento fra Mihajlovic e Mazzarri – può essere l’occasione buona per dare nuova linfa ai rossoblù. Roberto Donadoni ha presentato così la gara di domani, partendo dall’analisi dell’avversario e dagli errori commessi contro i frilulani: “L’avvicendamento sulla panchina del Torino? Noi dobbiamo comunque lavorare su noi stessi. Che loro possano cambiare delle cose non deve far variare il nostro modo di affrontare la partita, dobbiamo pensare a noi, a fare meglio. Più punti fuori casa? Chiaro che in casa vuoi, e devi, fare qualcosa in più. Perché le squadre che ti vengono ad affrontare – eccezion fatta per quelle che hanno un bagaglio tecnico superiore alla media – si coprono di più, sono un po’ più rinunciatarie e magari, in alcune situazioni, come successo con l’Udinese, rischi di trovarti scoperto e di subire gol. Ma è un aspetto che ci deve fare riflettere, facendoci leggere e valutare meglio queste circostanze durante la gara. Le reti subite contro i friulani non sono frutto di un problema difensivo, ma di carenza di comunicazione fra i giocatori, che devono essere più partecipi anche da questo punto di vista. Modulo? Al di là di come ci schiereremo sarà importate avere una certa compattezza: essere corti e stretti ed avere un atteggiamento positivo, con i nostri attaccanti partecipi anche a palla lontana. Torino senza Ljajic e Belotti? Quello che ha fatto Belotti l’anno scorso lo sappiamo: ha fatto la differenza a suon di gol. Il fatto che non ci siano sta a noi trasformarlo in un vantaggio, anche perché al loro posto ci sarà qualcuno che avrà voglia di dimostrare il proprio valore”.

Poi il tecnico bergamasco fa punto sulle condizioni della squadra: “Verdi? Sarebbe peggio essere un anonimo che essere al centro di

Simone Verdi, al centro di tante voci di mercato ormai da diversi mesi (ph.zimbio)

voci di mercato. Quando sento dire che queste voci possono distrarre mi viene da sorridere: essere al centro dell’attenzione ti dà, piuttosto, qualcosa in più. Comunque si è allenato bene, e non ci sono problemi. Il mio trasferimento dall’Atalanta al Milan? Si svolse tutto d’estate, ma io, per mia mentalità, sentendo l’interesse di grande squadre, mi sentivo ancor più spronato. Io penso di tenermi Verdi, voglio lavorare con lui da qui a fine campionato. Ma quando c’è la possibilità che un giocatore vada in un grande club è una situazione da non sottovalutare. Purtroppo adesso il Bologna non è il Napoli o la Roma. In questo momento c’è il gap ma spero che possa essere presto colmato. Comunque dipenderà da lui: credo che sia normale puntare in alto, non solo nel calcio ma in un tutte le carriere, in generale. Per un professionista di questo sport la parola accontentarsi non deve esistere“.

Sul mercato Donadoni si esprime così: “Quello di cui abbiamo bisogno, nel momento in cui c’è la fattibilità lo sappiamo. Le idee sono già chiare e non saranno queste due/tre partite a cambiare le cose. Dzemaili? Il giocatore dal punto di vista tecnico non si discute, lo sappiamo. Vedremo cosa ci propone il mercato. Avenatti? Ad oggi non ha ancora fatto una partita di allenamento da 45 minuti. Ha grande entusiasmo: lo voglio valutare bene in queste settimane per capire che tipo di giocatore è e cosa ci può dare. Mi auguro che possa darci un utilizzo diverso rispetto alle caratteristiche dei nostri giocatori”.

Sulla posizione a cui il Bologna può ambire il tecnico felsineo risponde così: “A parte le prime sei/sette possiamo giocarcela alla pari con tutte. Per lo scudetto vedo una lotta a due fra Juventus e Napoli, perché i valori sono molto vicini. Squadra rivelazione? Non saprei, spero potremo essere noi a fine campionato. Giocatore che mi ha sorpreso? Milinkovic-Savic, che è giovanissimo ma gioca già a un livello molto alto”.  

 

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