Donadoni: “Vicino a Zuniga, voglio esserci nel nuovo Dall’Ara”


Il tecnico rossoblù, nella consueta conferenza stampa della vigilia, ha espresso la sua vicinanza a Zuniga per la morte del padre, provando poi a presentare il derby di domani contro il Sassuolo

– di Luigi Polce –

Donadoni in conferenza stampa (ph. Bologna)

Donadoni in conferenza stampa (ph. Bologna)

Sembra una delle tante mattine di vigilia in quel di Casteldebole, almeno fino a quando arriva la notizia che cambia l’umore di tutti, mister Donadoni compreso, che si presenta in conferenza stampa qualche minuto dopo: “Quando viene a mancare un genitore è una tragedia immensa – ha esordito il tecnico rossoblù commentando la morte del papà di Zuniga –, sono vicino a Camilo per questa triste situazione. Tutte le parole in queste circostanze diventano superflue, è una mancanza che non si può riempire in nessun modo”. Parlare di campo diventa così complicato, ma l’impegno col Sassuolo incombe: “Si tratta di una società che negli ultimi anni è andata in crescendo e ha fatto investimenti importanti, grazie ad un presidente come Squinzi che ha creduto molto nel progetto ed in poco tempo ha messo insieme una grandissima realtà, i risultati parlano per lui. Loro hanno raggiunto una consapevolezza importante nei propri mezzi, per noi invece questo è un obiettivo ancora da perseguire per fare davvero il salto di qualità. Vero che hanno delle assenze importanti (Vrsalijko, Missiroli e Magnanelli, ndr), ma ce le abbiamo anche noi e ognuno farà di necessità virtù: ogni situazione sulla carta complicata deve essere, secondo me, motivo di crescita”. Mancherà ovviamente Zuniga, mentre torna a disposizione Rizzo. Al di là di chi sarà a disposizione, la sensazione è che il Bologna sia cresciuto rispetto al ko beffardo della gara di andata: “La squadra indubbiamente è cresciuta, credo però che ogni squadra e ogni partita vadano interpretate conoscendo le qualità degli avversari. Il Sassuolo ha dei giocatori tali per cui, se gli concedi spazi come successo in quella partita, ti fanno gol e non gli si deve dare questo tipo di possibilità. Dobbiamo però tenere conto di ciò non pensando solo a quello, ma mettendo anche in evidenza quelle che sono le nostre qualità. Credo comunque – ha aggiunto Donadoni – che possiamo e dobbiamo ancora crescere, soprattutto nella gestione della palla che non è frutto solo di qualità squsitamente tecniche ma anche dell’approccio mentale. E’ un percorso difficile, che non passa solo dal campo, ma piano piano dobbiamo cercare di completarlo”. Il miglioramento nella gestione passa anche da Destro, il più ammonito della serie A: “Un calciatore come lui deve saper gestire meglio certe situazioni, ha un tipo di tabellino che non mi piace e gliel’ho detto anche in settimana. Per quanto riguarda i 6 gol fatti, sono un discreto bottino ma ritengo abbia un bagaglio superiore”. Capitolo mercato. Ad una settimana circa dal termine della sessione, questo il Donadoni pensiero: “Mi aspetto solo, se ci sarà l’occasione, di prendere giocatori che si sappiano calare nella nostra realtà, tutto il resto non conta nulla. Ramirez? E’ un epilogo che mi lascia indifferente, è giusto che ogni professionista faccia la scelta che ritiene più opportuna, dico solo che forse non aveva questa grande ambizione di riproporsi a grandi livelli: mi sarebbe piaciuto allenarlo, ma la sua scelta va rispettata”. Una battuta anche sul progetto del nuovo Dall’Ara, presentato in settimana: “Non l’ho ancora visto ma credo lo farò settimana prossima, anche per quanto riguarda i miglioramenti che verranno fatti al centro tecnico. Se ci sarò nel nuovo Dall’Ara? Dipende dalle tempistiche, se ci vogliono dieci anni faccio un po’ fatica”, dice sorridendo. Poi torna serio, e lancia un bel messaggio a tutto l’ambiente: “Sì, spero proprio di essere ancora l’allenatore del Bologna quando i lavori al Dall’Ara saranno ultimati”.

 

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