Donadoni: “Vietato rilassarsi”


Il tecnico rossoblù Donadoni, alla vigilia della trasferta di Torino, tiene alta la concentrazione dei suoi ragazzi, indicando nel lavoro e nel continuo miglioramento la via giusta per proseguire nel momento positivo

– di Luigi Polce –

Donadoni in conferenza stampa questa mattina

Donadoni in conferenza stampa questa mattina

L’anno scorso Torino fu amara per Roberto Donadoni: il suo Parma fu sconfitto dai granata grazie al primo gol in A di Matteo Darmian, oggi punto fermo del Manchester United e della Nazionale di Antonio Conte. Era il 29 ottobre 2014, solo il preludio di una stagione che si sarebbe poi rivelata drammatica. Adesso Donadoni se la passa decisamente meglio: 7 punti in tre partite con il Bologna, e la trasferta di Torino da preparare con fiducia: “Il Torino è una squadra consolidata negli anni, noi dobbiamo ancora trovare un’identità e quella continuità fondamentale nel corso del campionato – le parole del mister rossoblù nell’insolita conferenza stampa della mattina -. Ogni squadra cerca di impostare la gara a seconda delle proprie qualità, noi dobbiamo conoscere le caratteristiche dell’avversario lavorando però anche su noi stessi e su quelli che sono i nostri pregi: è sbagliato pensare solo a smussare i difetti, perchè anche le certezze possono essere migliorate. Quali sono i nostri pregi? Il desiderare fortemente il risultato e il voler dimostrare un carattere importante”. Mancherà Destro, la cui assenza per squalifica rischia di diventare un grosso problema. Anche se Donadoni non è dello stesso avviso: “Non mi sento di far diventare l’assenza di Mattia un problema con la “p” maiuscola, significherebbe sminuire i compagni di reparto. Ha commesso una sciocchezza e gliel’ho detto subito, ma ormai è un capitolo chiuso e sono convinto che chi prenderà il suo posto farà bene. C’è competizione all’interno del gruppo, e questa è una cosa che mi piace”. Il mister, oltre alla squalifica del numero 10, dovrà far fronte anche ai problemi di Maietta e Rossettini, in dubbio per la trasferta piemontese: “Li devo valutare nella rifinitura, ma non credo ci siano problemi. Rossettini in particolare l’ho visto meglio, vedremo”. Non dovesse farcela l’ex Cagliari, potrebbe tornare sulla destra Ferrari, provato anche da centrale durante la settimana: “Ferrari penso possa ricoprire entrambi i ruoli, mi piace che i giocatori abbiano una certa duttilità. L’esempio è Rossettini: è più un centrale ma si sta adattando sulla fascia, e questo credo sia stimolante per i calciatori”. Chiaro però che, in questo momento, le idee del mister sono quelle di puntare su un preciso blocco di giocatori, non chiudendo però le porte a nessuno: “Tutti hanno delle possibilità, di volta in volta faccio le mie considerazioni che sfociano poi in una scelta. Ma è ovvio che quando sei in una situazione di classifica e psicologica di un certo tipo, preferisci quelli con un po’ di esperienza in più sulle spalle, bravi a gestire meglio certi momenti”. In chiusura, l’ex giocatore del Milan tiene alta la soglia dell’attenzione, che può abbassarsi facilmente dopo diversi risultati positivi: “L’euforia del momento non ci deve far perdere di vista la nostra dimensione: il rischio più grande è quello di pensare di aver superato tutte le difficoltà, diventando così presuntuosi e superficiali. Vorrebbe dire fare non uno, ma due passi indietro rispetto a quanto abbiamo fatto nelle ultime settimane”.

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