Donadoni: “Voglio una grande prestazione. Destro? Può dare di più, non può essere soddisfatto della sua stagione”


Roberto Donadoni contro il Milan chiede alla sua squadra una prestazione di livello. Il 4-2-3-1 può essere una base per il futuro. E su Destro..

-di Luca Nigro-

Roberto Donadoni durante la conferenza stampa

Nel pre partita di Milan-Bologna, Roberto Donadoni inizia parlando delle motivazioni che la sua squadra deve avere domani pomeriggio a San Siro: “La partita di andata fa una storia a se. Sicuramente non meritavamo di perdere ma non siamo stati bravi e intelligenti da vincerla. Al di là di ciò, il Milan domani avrà delle grandi motivazioni ma noi non dobbiamo pensare a questo ma gli stimoli per fare bene dobbiamo trovarceli da soli. E’ la penultima occasione di incontrare una grande squadra e dimostrare di saper giocare alla pari. Questo deve essere il nostro obiettivo. Troveremo una squadra motivata che vuole mantenere il sesto posto ma se noi non scendiamo in campo con grande motivazione e convinzione sapendo che ci sarà da soffrire, alla fine della gara torneremo a casa con le orecchie basse e questo l’ho detto anche ai ragazzi. Dobbiamo cercare di fare una grande prestazione. Spero che la brutta partita di Empoli sia servita, perciò dobbiamo partire sin dal primo secondo con la mentalità giusta. Se concedi e lasci spazio al Milan come abbiamo fatto con il Pescara domenica scorsa, è chiaro che possono farti male visto la loro qualità. Noi dobbiamo essere bravi a non commettere questo errore. Di Francesco? Io valuto un giocatore durante tutto l’arco di una stagione e non solo in partite singole. Lui è uno che non si risparmia mai e cerca di dare il massimo. Questo non significa che sia già arrivato ma è una buona base di partenza. Voglio giocatori con questa mentalità. Anche in sede di mercato voglio calciatori che abbiano queste caratteristiche. Per quanto mi riguarda ho dato il massimo e ho speso molto. Però se ti rendi conto che c’è una crescita futura, a livello personale la fatica passa in secondo piano. Noi squadra più danneggiata del campionato? Se qualcuno ha parlato di questo, oggi vorrebbe dire avere 5 o 6 punti in più ed essere decimi o undicesimi e questo sicuramente avrebbe un peso diverso. Tuttavia noi dobbiamo essere bravi a lavorare per andare al di là di questo e migliorare la nostra classifica a prescindere e per farlo, si deve crescere tutti”. Donadoni poi si sofferma sul modulo, dichiarando che il 4-2-3-1 visto nelle ultime partite può essere una base per il futuro: “Non nascondo che questo sistema può essere un’opzione importante. Verdi? Sicuramente giocare in mezzo al campo è differente che giocare sull’esterno, soprattutto in fase di non possesso ma anche quando la palla l’abbiamo noi, devi fare degli spostamenti diversi e devi essere bravo a collegarti sia con l’attaccante che non i centrocampisti ma anche con gli esterni. Simone è uno di quei giocatori che può fare bene questo tipo di ruolo. Come gli avevo spiegato domenica contro il Pescara, chi stava al centro tra lui Krejci e Di Francesco doveva avere dei compiti ben precisi da svolgere e questo dopo tre minuti è stato disatteso. Da questo punto di vista bisogna crescere, anche se ciò succede in tutte le squadre. Certe cose le metabolizzi solo giocando e allenandoti e in queste ultime settimane abbiamo lavorato molto su questi aspetti. E’ ovvio che ci vuole grande disponibilità e applicazione per cercare di migliorare. Quando cambi dal punto di vista tattico, c’è qualcosa che non ti soddisfa e quando le cose vedo che non vanno bene, è chiaro che bisogna cambiare. Di Francesco, Verdi e Destro? Sono giocatori che si stanno mettendo in mostra ma sono ancora distanti da quello che può essere una grande appetibilità. Non è una critica nei loro confronti, ma uno stimolo per fare meglio. Un giocatore diventa più appetibile quando hai una classifica migliore. Prendete per esempio Gagliardini: sicuramente con l’Atalanta quinta in classifica acquisisce un valore diverso da un’Atalanta quindicesima, ragion per cui nei prossimi anni dobbiamo avere una crescita costante in questo senso. La regola però non deve essere solo quella di prendere un giocatore, farlo crescere e venderlo. Se fosse solo così, è difficile raggiungere obiettivi importanti. Destro con me ha i migliori numeri della carriera? A volte ho sentito critiche su di me che fatico a capire. Destro è un giocatore che deve fare molto di più perché il suo target può essere ben più importante ma questo non dipende solo dall’allenatore ma soprattutto da lui. A volte quando si sta pareggiando una partita, è più importante che un attaccante faccia un gol in quel frangente che su un risultato già acquisito. Se ci fermiamo a guardare solo le statistiche, oggi Destro ha fatto un  buon campionato con 11 gol, ma secondo me un calciatore come lui non può essere soddisfatto di una stagione così”. Infine, il tecnico rossoblù, chiude con un pensiero sul Milan: “Per tutto quello che il Milan ha costruito dall’86 in poi, negli occhi di ognuno di noi c’è quel tipo di target. La situazione è questa, è una fase di cambiamento, cambiare la proprietà è un passaggio radicale. Per chi è legato a determinati sentimenti sono processi difficili da metabolizzare. Nel calcio di oggi è importante essere reattivi”.

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