Donati non ha dubbi: “Schwazer è un martire, Conconi il grande corruttore dello sport italiano”


Sandro Donati attacca nuovamente la IAAF sul caso Schwazer e racconta la sua scomoda verità durante un evento a Villa Pallavicini

– di Alberto Bortolotti –

Sandro Donati accusa nuovamente la IAAF

Alex Schwazer è stato intrappolato“. Non ha dubbi Sandro Donati (già capo del settore Ricerca e Sperimentazione del CONI per 16 anni), il suo allenatore, nella chiacchierata che, da ospite di Libera, svolge a margine delle MiniOlimpiadi, un evento che raduna migliaia di bimbi bolognesi nelle accoglienti strutture di Villa Pallavicini.

Il racconto del Prof segue un ritmo da legal thriller e cattura l’attenzione dei presenti: “La Federazione Internazionale di Atletica Leggera, Iaaf, è stata definita dalla magistratura francese ‘organizzazione a delinquere’. E’ stato provato che i russi hanno pagato il presidente, Lamine Diack, senegalese, poi arrestato, come il responsabile del settore anti doping. Nemmeno il nuovo Presidente, l’inglese Sebastian Coe, dovrebbe essere ignaro di quanto capitava. Questo è il quadro di riferimento internazionale. Nello specifico di Schwazer, va notato che il Dottor Fischetto, uno degli accusatori dell’atleta altoatesino, era nella scomoda veste di controllore e controllato, avendo ruoli tanto nella federazione internazionale quanto in quella italiana. E’ altamente probabile che i movimenti di Schwazer, le sue permanenze in solitudine in Germania e a Tenerife (dove operava l’allievo di Conconi, Michele Ferrari) fossero a conoscenza della FIDAL e del Gruppo Sportivo Carabinieri, di cui Alex faceva parte. Dopo la deposizione in tribunale del 16 dicembre 2015, la IAAF chiede un controllo su di lui il 1° gennaio. A Colonia il laboratorio è chiuso, le provette vengono depositate a Stoccarda, senza garanzia sulla loro integrità. E la IAAF non consente alla magistratura italiana di farle esaminare dal RIS di Parma“.

Alex Schwazer e Sandro Donati
(ph. Atleticalive.it)

Schwazer usufruiva delle famose esenzioni terapeutiche, che a tanti atleti consentono di aggirare le norme antidoping? E perchè lei ha accettato di diventarne l’allenatore?
Sì, l’esenzione terapeutica era per asma. E io ho accettato perché lui era in depressione e l’ho visto sinceramente voglioso di cambiare strada, io ero stato colui che aveva richiesto di controllarlo, ero un suo visibile “nemico”. Si allenava a Saluzzo, ma il suo tecnico aveva riempito quel luogo di cinesi, essendo diventato ct di quella nazionale. Sentitosi escluso, è tornato ad affidarsi a Ferrari. Io non avevo mai allenato un marciatore, ma non è stato difficile perchè le metodologie sono relativamente semplici e lui ha una classe immensa. Mi ero accordato con l’Ospedale San Giovanni per “chiamate” a sorpresa, in pratica ci eravamo fatti una “Wada” in casa, a Roma. Alex esprimeva valori fisiologici straordinari. Solo che era stato allenato da cani. E’ un bravo ragazzo talmente fesso e naive che va ad acquistare l’Epo in Turchia. Poi con l’Epo faceva peggio che senza“.

Cioè?
Sui 40 chilometri nel momento in cui si dopava ottiene il tempo di 3 ore e 40. Senza, poco sopra le 3 ore. A che serve il doping per una “macchina” così?

Che conclusioni possiamo trarre?
Diverse. Schwazer è un martire, diversi personaggi della IAAF hanno preso soldi dalla federazione russa ma ora irrompono nel grande mercato degli atleti borderline spagnoli, turchi, marocchini, etiopi, giamaicani. Conconi è è resta il grande corruttore dello sport italiano. Però non siamo solo pessimisti: 20 anni fa non vincevi senza doping ora si. Al massimo ci si iniettano microdosi nelle 23 ore tra un controllo e l’altro, ma l’effetto è blando, sono stati fatti grandi passi avanti. E non vi posso raccontare tutto perchè tanti aspetti della vicenda mia e di Schwazer – il dibattimento a Rio, prima delle Olimpiadi che lui avrebbe certamente vinto, è stata una farsa – li useremo nella causa. Seguitela, scoprirete tante cose“.

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One thought on “Donati non ha dubbi: “Schwazer è un martire, Conconi il grande corruttore dello sport italiano”

  1. Marco

    Il Prof. Donati é una delle persone che rendono orgogliosi di essere italiani.

    Per modestia e grandezza d’animo non dice che la prima vittima della mafia del doping é lui, defenestrato dalla guida della squadra di mezzofondo italiana – dopo aver ottenuto con i suoi atleti vittorie straordinarie e libere da doping, vedi la leggendaria vittoria di Venanzio Ortis ai Campionati d’Europa – perché non accettó di sottoporre i suoi atleti alle cure del dopatore Conconi, al contrario di TUTTI gli altri allenatori degli altri settori della nazionale di atletica.

    Quando questa terribile sofferenza che hanno inflitto a Schwazer sará chiarita, si vedrá il marcio che esiste nella Federazione Italiana di Atletica, ma purtroppo rimmarrá anche che ad un grande atleta che aveva abbandonato la strada del doping, la mafia del doping ha impedito la partecipazione alle Olimpiadi.

    Onore e rispetto al Prof. Donati, un hombre vertical come ce ne sono pochi e che ha pagato e sta pagando la sua lotta trentennale al doping.

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