Dopo la disfatta dell’Italia in Coppa Davis conosciamo meglio gli eroi kazaki


L’Italia del tennis si era presentata in Kazakistan da favorita ma lo sport è bello perché nulla è scontato, e adesso, mentre gli uomini di Barazzutti saranno costretti ad affrontare lo spareggio per non retrocedere in Serie B, Kukushkin e compagnia potranno invece godersi la trasferta australiana con la leggerezza di chi non ha niente da perdere e tutto da guadagnare

di Calogero Destro-

Dopo l’inaspettata disfatta in Coppa Davis ad Astana,  in molti si saranno perlomeno chiesti chi siano questi tennisti semisconosciuti che hanno condannato gli azzurri all’eliminazione. Cercheremo di presentarli nel dettaglio:

Nedovjesov, eroe di coppa e autore del punto decisivo contro Fognini

Nedovjesov, eroe di coppa e autore del punto decisivo contro Fognini

Nedovjesov– Il vero eroe di coppa è stato certamente lui: Oleksandr Nedovjesov, 28 anni, ucraino naturalizzato kazako e numero 130 del mondo. Con una mossa a sorpresa il suo capitano l’ha messo in campo al posto di uno spento Golubev e lui ha colto l’occasione della vita. Dopo essere andato sotto di 2 set a 1 contro Fognini (numero 22 al mondo!) il match sembrava indirizzarsi verso un copione già scritto, ma l’impeccabile score al servizio, la freddezza su alcuni punti decisivi e anche un po’ di fortuna (un paio di chiamate a favore da parte dei giudici di linea) hanno permesso al tennista di casa di compiere l’impresa, con il Kazakistan per il terzo anno consecutivo ai quarti e l’Italia eliminata.

Golubev– Stavolta, il gigante di Volzskj ha disputato due match sottotono, subendo in entrambi i casi dure sconfitte contro Andreas Seppi, ma Golubev è così, lo stesso giocatore che l’anno passato fu devastante in Svizzera e mise paura a Roger Federer, croce e delizia del tennis kazako, numero 33 del ranking Atp nel 2010, ma attualmente al 91. Di certo Golubev, russo di nascita e kazako d’adozione (come i suoi compagni Kukushkin e Nedovyesov) quando scende in campo ci mette sempre il cuore, lo sa bene Massimo Puci, che, fino al 2012, lo ha allenato al Match Ball di Bra, vedendogli raggiungere anche un traguardo speciale: nel 2010, infatti, l’Atp gli conferisce il premio per il maggior balzo in graduatoria nel corso di un anno agonistico(dal numero 133 al 33!).

Kukushkin– Prima della sfida all’Italia si era detto pronto per giocare anche tre incontri di cinque set, presentandosi con due settimane d’anticipo sul National Tennis Centre: Mikhail Kukushkin ha mantenuto le attese e forse, addirittura, le ha superate. In Coppa Davis era già stato capace di vincere con Wawrinka e il punto dell’1-0 su Bolelli insieme all’apporto dato in doppio, confermano che ormai è lui il leader, non solo tecnico, del team di Doshkarayev. Attualmente al numero 58 nel ranking Atp, il tennista di Volgorod ha sempre dichiarato di non aver mai rimpianto la sua scelta, anche se ad oggi sarebbe il numero uno di Russia. Anche nel passato un bel pezzo d’Italia, con gli allenamenti a Vicenza tra il 2007 e il 2009 e le prime vittorie, ottenute in doppio (sempre in Veneto insieme a Ghedin) e nel Challenger di Barletta, nel 2008. Un ragazzo umile e con la testa sulle spalle, che non smette mai di ringraziare il padre, il quale lo ha accompagnato fino all’età di 17 anni facendo tanti sacrifici, e con una curiosa storia d’amore: la moglie Anastasia è la compagna di ogni momento, fuori dal campo ma soprattutto dentro, ad ogni allenamento pretende il massimo e di sicuro, come ha spesso sottolineato Kukushkin, non le interessano i premi o i soldi ma soltanto i buoni risultati. Touchè!

 

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