Dovizioso vince a Motegi: ora è a -11 da Marquez. Tripletta azzurra in Moto3


Dovizioso non sbaglia, vince a Motegi e si porta a -11 da Marquez con tre gare a disposizione. Bene anche Petrucci, terzo. Tripletta italiana in Moto3 con Fenati, Antonelli e Bezzecchi

– di Alberto Bortolotti –

Risuona per ben due volte l’Inno di Mameli al Twin Ring di Motegi, anche se proprio nella gara in cui non lo si ascolta le chances della vittoria mondiale crescono ancora: Franco Morbidelli, leader di Moto2, è solo ottavo ma porta a 24 il margine di punti sullo svizzero Luthi.

15 giri per la categoria di mezzo e 13 per Moto3, dove si assiste a una tripletta azzurra, Fenati batte Antonelli e Bezzecchi e diminuisce a 55 i punti di svantaggio in classifica dal leader Mir, solo diciassettesimo.

La Motogp non accorcia il numero dei giri, fa fuori presto i vecchi draghi Rossi e Pedrosa, ed esalta sotto il diluvio le doti acrobatiche del ducatista Petrucci, alla fine terzo. Il duello finale tra Marquez e Dovizioso è entusiasmante così come la solidità del pilota di Forlimpopoli, che profitta di un errore del catalano, mantiene un grip invidiabile sul bagnato e centra il meritatissimo quinto successo stagionale.

Dovizioso coglie a Motegi il suo quinto successo stagionale (ph. Ducati)

Gli ultimi giri sono stati davvero difficili ed abbiamo alzato i tempi di un paio di secondi, perché pattinavamo anche in quarta, quinta e sesta in rettilineo, quindi era davvero molto difficile rimanere concentrati. All’ultimo giro lui ha spinto davvero forte ed è riuscito a non cadere, però quello mi ha dato la possibilità di riagganciarmi. Sono riuscito ad uscire attaccato dalla curva 10 e gli ho tirato davvero una staccatona alla curva 11. Poi però sono rimaste le ultime due curve e quelle le facevo davvero piano, quindi ho immaginato che ci saremmo ritrovati come in Austria. Marc ci ha provato anche stavolta, ma l’ho preparata bene e quindi lui è dovuto uscire piano e sono riuscito ad incrociare. Batterlo più di una volta sul suo punto forte a noi fa bene, anche se non credo che cambi molto nella sua testa. Lui le faceva molto più forte di me quelle due curve ed essendo attaccato, ci avrebbe provato per forza. Poteva farlo solo nel cambio di direzione, quindi ho fatto molto larga la doppia curva a sinistra per cercare di lasciargli meno spazio possibile. Lui è riuscito comunque ad infilarsi in maniera magica, perché davvero queste manovre vengono solo a lui, ma non abbastanza da riuscire a chiudere la curva davanti a me, anche perché siamo ripartiti praticamente da fermi e non andavamo più avanti“.

Dietro Petrucci un ritrovato Iannone, poi l’altra Suzuki di Rins precede la Ducati di Lorenzo, davanti all’Aprilia di Aleix Espargaro. Maverick Vinales, terzo in classifica, è nono, preceduto dall’altra Yamaha di Zarco.

Gli 11 punti di vantaggio di Marquez su Dovizioso assicurano un finale di mondiale scoppiettante. Si corre in Australia, Malesia e Valencia. Ecco le previsioni di Marquez: “La nostra moto è molto forte, ma ha degli aspetti su cui è ancora piuttosto debole. Dobbiamo lavorare su queste cose per il prossimo anno. Io però devo pensare che mi sento bene su questa moto e non a dove sono gli altri. Io devo solo provare a stare davanti. Chiaramente dipenderà anche dal meteo. Ma in un weekend normale, sull’asciutto, credo che Dovizioso sarà molto forte in Malesia, ma in Australia e a Valencia ci sono molte curve a sinistra, quindi credo che ci divertiremo“.

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