Drucker reclama soldi, la FIBA blocca il mercato alla Fortitudo


Lo spettro della vecchia gestione Sacrati continua a fare danni. In seguito alla richiesta di 350 mila euro avanzata da Sharon Drucker, la FIBA ha bloccato il mercato estero della Fortitudo: Flowers in bilico

– di Massimo Righi –

Drucker richiede circa 350 mila euro alla Fortitudo (ph- slamdunk.ru)

Drucker richiede circa 350 mila euro alla Fortitudo (ph- slamdunk.ru)

Fulmine a ciel sereno in casa Fortitudo. Sharon Drucker, coach israeliano che fu ingaggiato nel 2009 dalla gestione Sacrati ma mai tesserato, si è rivolto al tribunale arbitrale della FIBA per avere quanto gli spetta dalla vecchia Fortitudo, per una somma intorno ai 350 mila euro. Sebbene la ‘nuova’ Fortitudo dal punto di vista legale non abbia nulla a che fare con quella precedente, Drucker sostiene che l’attuale società è la prosecuzione di quella fallita nel 2012. In ragione di ciò, la FIBA ha dato ragione all’ex coach di Ostenda e Montegranaro bloccando pertanto il mercato estero della Fortitudo che a questo punto si trova impossibilitata a tesserare Jonte Flowers, il quale proviene da un campionato estero. Lo stesso provvedimento esenta l’altro americano, Ed Daniel, perché l’anno scorso militava nel campionato italiano. In attesa di ulteriori sviluppi, la difesa della Fortitudo è stata affidata all’avvocato Mattia Grassani. Inoltre, la società biancoblù ha diramato il seguente comunicato, pubblicato in seguito all’accoglimento del ricorso di Drucker:

“Con grande stupore ed incredulità, ha appreso di essere, in via permanente e senza data finale, impossibilitata a tesserare atleti provenienti da federazione estera in forza di un inaccettabile provvedimento disciplinare irrogato il 22 luglio scorso dalla FIBA. La stessa FIBA, in forza di un potere assolutamente discrezionale attribuito gli d al Regolamento dalla stessa adottato, a causa di reiterate morosità della precedente società nei confronti di ex atleti, accertate dal Tribunale Arbitrale FIBA, ha esteso nei confronti della scrivente gli effetti dell’interdizione dai trasferimenti internazionali imposta nel 2010 alla Fortitudo Pallacanestro S.r.l., esclusa da ogni campionato al termine della stagione 2009-2010, a cui è stata revocata l’affiliazione dalla Federazione Italiana Pallacanestro, oltre che dichiarata fallita dal Tribunale di Bologna nel settembre 2012. L’esponente società, come noto, priva di qualsivoglia collegamento e/o rapporto di carattere legale e sportivo con la fallita Fortitudo Pallacanestro S.r.l., ritiene assolutamente inammissibile dover subire, in ragione del mero esercizio di un assoluto potere discrezionale della FIBA, le conseguenze relative a comportamenti e responsabilità addebitabili a soggetti, persone fisiche e persone giuridiche, del tutto estranei alla scrivente, ritrovandosi destinataria di sanzioni ed obbligazioni prive di qualsiasi giustificazione giuridica o sportiva. Appare intollerabile che l’oculata gestione finanziaria condotta, nel corso degli anni, dall’attuale proprietà nonché i risultati tecnici sino ad oggi ottenuti sul campo dalla prima squadra della Fortitudo Pallacanestro Bologna 103 S.S.D. A R.L vengano vanificati dall’illegittimo ed arbitrario provvedimento in commento, peraltro riferito a fatti risalenti a più di 5 (cinque) anni fa, con il concreto pericolo di pregiudicare la genuinità delle competizioni sportive ed il corretto svolgimento dei campionati nazionali, con violazione della parità competitiva della Fortitudo Pallacanestro Bologna 103 S.S.D. A R.L. rispetto alle altre società sportive. La società, pertanto, ha conferito mandato all’Avv. Mattia Grassani di Bologna di impugnare, con procedura di urgenza, il predetto provvedimento disciplinare dinanzi al Tribunale di Appello della FIBA e, se necessario, innanzi al TAS di Losanna, onde difendere i propri diritti e proteggere gli interessi tecnici ed economici della Fortitudo Pallacanestro Bologna 103 S.S.D. A R.L., certi del sostegno della Federazione Italiana Pallacanestro, in questo caso chiamata a proteggere una propria affiliata dall’esecuzione di una sanzione sprovvista di qualsivoglia fondamento, assicurando, così, a tutte le proprie affiliate, pari condizioni agonistiche e competitive ed evitando che un pericolosissimo principio, in futuro estensibile ad altre società sportive che versassero nelle medesime condizioni dell’esponente, possa affermarsi all’interno dell’ordinamento sportivo nazionale ed internazionale”.

Fortitudo Pallacanestro Bologna 103

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