Dybala spegne le illusioni del Milan tra le polemiche. Atalanta, sette strette fatali dal Biscione. Napoli e Roma ok, Lazio verso l’Europa


Il riassunto della 28^ giornata di A: Bacca illude il Milan, Dybala lo sentenzia. Icardi e Banega, triplette show contro la Dea. Muriel piega il Genoa

– di Tiziano De Santis –

Paulo Dybala esulta dopo aver segnato il rigore decisivo al 97′ in Juventus-Milan 2-1 (ph. Clarin.com)

Il 28° turno di Serie A mette in scena dei match interessanti in vista dell’alta classifica del campionato italiano: nell’anticipo serale del venerdì, lo Stadium è il teatro del big match tra Juventus e Milan. I bianconeri vogliono vendicare la doppia sconfitta incassata tra il girone di andata e la Supercoppa dalla squadra di Montella: non è un caso che l’intera gara sia dominata dal team di Allegri, che apre le marcature al 30′ minuto di gioco con l’uomo che non ti aspetti: Benatia, infatti, concretizza al massimo una splendida palla di Dani Alves – autore, a sua volta, di una bella triangolazione con Dybala – mettendo in discesa una partita che, tuttavia, viene riaperta sul finire del primo tempo da Carlos Bacca. Il colombiano si muove sulla linea del fuorigioco sull’avanzata a tutta velocità di Deulofeu dalla sinistra; l’assist dello spagnolo è al bacio ma il piede dell’ex-Siviglia è in fuorigioco. Il guardalinee non sbandiera e allora Bacca fa quello che gli riesce meglio: controllo di sinistro ed esterno destro per anticipare di un tempo l’uscita di Buffon. La Juventus, dal canto suo, recrimina un rigore su Dybala, toccato in area da Zapata, ma l’arbitro sorvola. Nella ripresa Donnarumma fa il fenomeno e riesce a bloccare più volte l’assedio avversario: nel corso del match, Pjaca, Higuain, Pjanic e Khedira vedono schiantarsi nelle paratone del neo 18enne i propri tentativi di andare a rete, ma al 93′ accade quello che ormai, forse, non ti aspetti più. Se Gigio è miracoloso sulla bella girata di Higuain, pochi secondi più tardi il cross di Lichtsteiner viene deviato da De Sciglio irregolarmente, secondo Massa: l’arbitro vede un tocco di mano del terzino rossonero e decreta il rigore che Dybala trasforma al 97′ con un sinistro forte e teso su cui Donnarumma non riesce a compiere l’ennesimo miracolo, seppur per questione di centimetri. Per il Milan, che perde Bacca per infortunio e Sosa per una doppia ammonizione, si tratta di un pesante k.o. dopo tre vittorie di fila; la Juventus, invece, allunga la striscia di vittorie consecutive allo Stadium, portando momentaneamente a undici le lunghezze di distanza dalla Roma, seconda in classifica.

Ever Banega (sx) e Mauro Icardi (dx) con i palloni in mano dopo le rispettive triplette in Inter-Atalanta 7-1 (ph. Mediagol.it)

Se Sampdoria e Bologna superano di misura Genoa e Sassuolo grazie alle reti di Muriel e Destro, nel pomeriggio della domenica spettacolare è la prestazione dell’Inter contro l’Atalanta di Gian Piero Gasperini: a San Siro il match tra le squadre nerazzurre è a dir poco avvincente, specie per i padroni di casa, capaci di andare a segno per ben cinque volte in appena 34 minuti. Pazzesca la prestazione di Icardi, autore di una tripletta tra il 17′ e il 26′: una girata di sinistro dopo la punizione di Banega deviata dalla barriera, un cucchiaio di destro su rigore da lui stesso conquistato, un rapace colpo di testa su cross di Banega e voilà, ecco la completezza di un attaccante migliorato anche in fase di assistman. Il resto lo fanno Banega e Gagliardini, che tra il primo e il secondo tempo sminuiscono il valore della Dea, il cui gol della bandiera porta la firma di Freuler al 42′. Nel pomeriggio domenicale, il Napoli supera facilmente il Crotone davanti ai propri tifosi: Lorenzo Insigne decide di fare “Il Magnifico” timbrando una doppietta personale; Mertens si ci mette di mezzo con un rigore spiazza-Cordaz e i partenopei raggiungono i 60 punti in classifica. Se Empoli e Pescara cadono malamente con Chievo e Udinese (4-0 e 1-3 i risultati), per assistere alla vittoria della Fiorentina di Paulo Sousa, nella complicata trasferta di Cagliari, bisogna aspettare il 92′, quando Kalinic confeziona di testa il gol della vittoria sul bel cross dalla sinistra di Tello. Tutto facile, invece, nella sera della domenica, per la Roma di Luciano Spalletti contro il Palermo di Diego Lopez, messo in ginocchio al Renzo Barbera dalle reti di El Shaarawy, Dzeko e Bruno Peres.
Nel posticipo del lunedì la Lazio di Simone Inzaghi riagguanta di prepotenza il quarto posto piegando il Torino 3-1 davanti ai propri tifosi: dopo un primo tempo a reti inviolate, è Immobile, al 56′, ad aprire le marcature bruciando Hart sul cross dalla destra di Barta, deviato da Moretti; il team di Mihajlovic, tuttavia, riesce a riequilibrare il risultato al 72′, quando Maxi Lopez, subentrato poco prima a Ljajic e ben pescato sul calcio da fermo da Iturbe, sfrutta la disattenzione difensiva di Milinkovic per incorare alle spalle di Strakosha. La Lazio non ci sta e si affida a Keita e Anderson per riportarsi davanti: se il senegalese, all’87’, dipinge un gran destro a giro da fuori area alla sinistra di Hart, il brasiliano chiude definitivamente i conti sul preciso lancio di Lulic, timbrando il definitivo 3-1 per i biancocelesti, alla quarta vittoria di fila in campionato.

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