Ebossè fu pestato a morte negli spogliatoi


Albert Ebossè, attaccante camerunense morto a fine agosto, non fu colpito da una pietra lanciata dai tifosi ma vittima di un linciaggio negli spogliatoi

– di Marco Vigarani –

Albert Ebossè, vittima dei suoi stessi tifosi

Albert Ebossè, vittima dei suoi stessi tifosi

Probabilmente ricorderete la tragica vicenda di Albert Ebossè, calciatore camerunense di soli 24 anni morto quattro mesi fa al termine di una partita nel campionato algerino pochi minuti dopo aver segnato un gol. La versione ufficiale fornita immediatamente dalle forze dell’ordine locali aveva riferito di una contestazione violenta da parte dei tifosi del Cabilia sfociata in un lancio di oggetti verso il campo durante il quale un sasso avrebbe colpito alla testa l’attaccante uccidendolo. Oggi però emerge una verità diversa e decisamente più inquietante che scagionerebbe i sostenitori del club e sposterebbe l’accusa su qualcuno che era presente negli spogliatoi insieme al ragazzo. Il patologo Andre Moune che ha svolto ulteriori indagini ha infatti spiegato ai microfoni della BBC: “Il corpo di Ebossè presenta ferite alle spalle che denotano chiaramente un attacco fisico“. Lo scenario che si sta tragicamente delineando vedrebbe qualcuno immobilizzare il calciatore provocando anche una distorsione al braccio e successivamente colpirlo con un oggetto pesante tanto che ancora il medico precisa: “Una pietra lanciata dagli spalti anche ad alta velocità non può provocare un danno grave come quello che ho riscontrato durante gli esami. Per sfondare il cranio c’è bisogno di molta forza e quindi è probabile che il colpo sia stato inferto da distanza ravvicinata“. Si tratterebbe quindi di un vero e proprio linciaggio avvenuto all’interno degli spogliatoi per mano di autori al momento ancora ignoti e non di un atto di violenza da parte del pubblico di un paese come l’Algeria che comunque negli ultimi anni ha visto moltiplicare i reati gravi legati alle tifoserie delle squadre di calcio. Lo stesso dottor Moune ha infatti ulteriormente confermato: “Ho visto un video in cui Ebossè esce dal campo sulle sue gambe scortato dalla polizia. Non gli era accaduto assolutamente nulla tale da impedirgli di rientrare regolarmente negli spogliatoi“. Di fronte a queste nuove rivelazioni però il ministro dello sport Tahmi e ed il Cabilia hanno deciso di non rilasciare dichiarazioni mentre invece la famiglia del ragazzo sta premendo per ottenere giustizia dalle autorità ed un risarcimento inizialmente promesso sia dalla Lega che dal club ma che non sarebbe mai arrivato.

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