Effetto Brexit: campioni esclusi dalla Premier?


Il referendum Brexit potrebbe comportare un terremoto nel calcio inglese: stop agli stranieri di ogni età e cessione di quelli non in regola

– di Marco Vigarani –

Brexit

Votata la Brexit, i campionati scozzesi ed inglesi rischiano pesanti ripercussioni

Nella giornata in cui l’Europa è scossa dal risultato del referendum che esclude la Gran Bretagna dalla comunità continentale, anche il mondo del calcio si interroga sui potenziali effetti della Brexit. Si tratta di un vero e proprio terremoto che, causando uno stravolgimento nella suddivisione giuridica dei Paesi, comporta cambiamenti radicali anche nel mercato dei lavoratori e quindi anche dei calciatori. A maggior ragione alla vigilia dell’apertura ufficiale del calciomercato, stiamo parlando di una rivoluzione che potrebbe cambiare probabilmente in peggio e per sempre il volto della Premier League andando invece ad arricchire di talento gli altri campionati. Fatto un rapido conto, sono infatti ben 322 i calciatori che da oggi diventano extracomunitari e quindi non possono più rientrare nelle liste dei due principali campionati di Inghilterra e Scozia. Ovviamente la Brexit genera anche una fortissima ripercussione sul calciomercato visto che adesso un atleta non inglese per essere tesserato dovrà ottenere il permesso di lavoro, riconosciuto solo in caso di ottemperanza a questi parametri:

– Un giocatore dalle nazioni ‘top 10’ deve aver giocato il 30% delle proprie partite della Nazionale nei due anni precedenti alla richiesta del permesso di lavoro per giocare in Inghilterra.
– Un giocatore di una nazionale classificata tra l’11 ed il 20 posto, deve aver giocato almeno il 45% delle gare internazionali della propria Nazionale.
– La percentuale sale al 60% per le successive 10 nazioni, al 75% per quelle classificate nel ranking FIFA tra il 31 ed il 50 posto.

Amadou Diawara (ph. Zimbio)

La Brexit chiude le porte della Premier League per il rossoblù Amadou Diawara (ph. Zimbio)

Detto che la Scozia potrebbe presto evitare ogni problema uscendo dalla Gran Bretagna con un referendum e che comunque esistono già casi di eccezioni alla regola generale britannica che permettono ad esempio ai calciatori svizzeri e norvegesi di essere tesserati liberamente, la Brexit oggi chiuderebbe la porta all’arrivo in Premier League di grandi campioni stranieri che abbiano però poche presenze nelle rispettive Nazionali ed allo stesso tempo genera una lista di nomi più o meno illustri che diventano immediatamente esuberi. Ne fanno parte ad esempio il campione in carica Kantè ed il connazionale Payet, i Red Devils De Gea, Martial e Herrera o anche vecchie conoscenze italiane come Ogbonna, Borini, Obiang, Holebas e Bojan Krkic. Si possono quindi aprire inattesi scenari di mercato in uscita mentre in entrata rischia di complicarsi notevolmente la consueta opera di scouting sui giovani che avrebbe ad esempio consentito ad un club britannico di bussare alla porta del Bologna per il gioiellino Diawara.

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