Europa League: Lazio ai quarti, il Milan cade a Londra, ma esce a testa alta


I biancocelesti raddrizzano il 2-2 dell’andata all’Olimpico sbancando Kiev per 2-0 e volano ai quarti. Il Milan cade ancora a Londra 3-1, ma esce a testa alta e recrimina per il rigore assegnato ai “gunners”

– di Calogero Destro –

Lucas Leiva, autore del gol del vantaggio della Lazio a Kiev (ph.zimbio)

Tre squadre italiane ai quarti: due in Champions League, una in Europa League. Non succedeva da tanto, troppo tempo. Ma l’Italia avrebbe anche potuto fare l’en plein. Perché Oltre a Roma, Juventus e Lazio, anche il Milan avrebbe potuto passare il turno e trovarsi fra le prime otto squadre dell’ex Coppa Uefa. Ma i rossoneri si sono trovati davanti una corazzata (almeno per la competizione in questione) come l’Arsenal di Wenger. Squadra qualitativamente eccelsa, ma anche fortunata nella gara di ritorno col “diavolo”. Calhanoglu aveva infatti portato avanti i ragazzi di Gattuso al 35′, con un missile dai 30 metri che trovava Ospina impreparato e faceva tornare in mente al pubblico dell’Emirates cattivi pensieri. Poi due grandi interventi di Donnarumma a fare da preludio al pareggio inglese. Arrivato, però, grazie a un rigore inventato dallo svedese Eriksson per un presunto fallo di Rodriguez ai danni di Welbeck, che dal dischetto non perdonava al 39′. Nella ripresa, Cutrone e Kalinic sprecavano le chance per il nuovo vantaggio ospite, venendo definitivamente condannati al 71′ dall’errore di un Donnarumma, bucato dalla distanza da Xhaka, fin lì insuperabile. Infine il 3-1 di Welbeck, che realizzava la doppietta personale e sanciva l’eliminazione del Milan dall’Europa League, nonostante i rossoneri tornino da Londra a testa alta.

Nell’altra gara di serata che vedeva impegnata un’italiana, riesce raddrizzare il 2-2 dell’Olimpico la Lazio di Simone Inzaghi, che sbanca Kiev grazie ad un gol per tempo (Lucas Leiva al 23′ e De Vrij all’83’). Biancocelesti che raggiungono dunque i quarti di finale e sperano adesso in un’urna benevola, per continuare a sognare di riportare a Roma un successo europeo che manca da vent’anni (Supercoppa Europea del 1999).

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