Fenucci a 360° su Donadoni, Corvino, stadio e mercato estivo


L’ad rossoblù Claudio Fenucci, durante la conferenza stampa per annunciare il rinnovo della FAAC come main sponsor, ha parlato a 360° del presente e del futuro del Bologna

– di Luigi Polce –

Fenucci ha spiegato che Donadoni sarà l'allenatore del Bologna anche nella prossima stagione (ph. zimbio)

Fenucci ha spiegato che Donadoni sarà l’allenatore del Bologna anche nella prossima stagione (ph. zimbio)

Alla conferenza stampa tenuta questa mattina all’Auditorium Manini di Zola Predosa, indetta per annunciare il rinnovo dell’accordo di sponsorizzazione tra Bologna FC e FAAC anche per la stagione 2016-17 (con opzione per l’anno successivo) ha presenziato l’amministratore delegato rossoblù Claudio Fenucci, che si è intrattenuto a lungo con i giornalisti tra presente e futuro toccando diversi temi, in primis quello legato alla permanenza di Roberto Donadoni: “Ho un ottimo rapporto con Roberto, e quando sono andato a trovarlo per la prima volta ho avuto subito l’impressione che fosse la persona giusta per dare una mano a un Bologna che in quel momento aveva delle difficoltà a trovare i risultati. Lui ha portato qualche novità, ha uno staff di grandissimo livello, e la nostra volontà è quella di fare un lungo percorso insieme e credo valga lo stesso per loro, come Donadoni mi ha ribadito più volte. Sia lui che noi crediamo fortemente nei rapporti, e posso dire serenamente che sarà l’allenatore del Bologna il prossimo anno, anzi rimarrei anche io sorpreso se la Federazione continuasse, se mai lo ha fatto, a proporre lui come c.t., premesso che secondo me lo meriterebbe. Non vedo comunque minacce all’orizzonte, Roberto ha un contratto col Bologna e si trova bene qui e per noi è lo stesso”. Il pareggio contro la Roma nell’ultimo turno, intanto, avvicina i rossoblù alla aritmetica certezza della salvezza: “Ho visto una bella reazione da parte della squadra, avevo parlato con loro e avevo chiesto di ritrovare quella determinazione che ci aveva portati a dei risultati importanti contro club di prima fascia. Probabilmente a livello inconscio qualcosina si era perso, visto che la squadra si è sempre allenata con grandissima professionalità. Al di là del risultato però, la prova di Roma è una testimonianza della reazione della squadra. Salvezza raggiunta? La mia ventennale esperienza mi suggerisce che ci sono delle quote simboliche che ci fanno sentire più tranquilli una volta raggiunte, anche se il campionato del club non finirebbe lì ma nascerebbe una nuova piccola stagione. Le scelte per il futuro si faranno una volta consolidato l’obiettivo”.

Pantaleo Corvino, attuale ds del Bologna (ph. Bologna)

Pantaleo Corvino, attuale ds del Bologna (ph. Bologna)

E tra queste scelte rientra sicuramente quella sul direttore sportivo, visto che Corvino appare ormai fuori dai giochi. Questa la fotografia della situazione fatta da Fenucci: “Avete scritto tanto, noi come club abbiamo una politica molto rigida in termini comunicativi, cercando di parlar poco e in maniera mirata. Se ripercorriamo la nostra storia in queste due stagioni, vediamo un club che si è rinnovato parecchio, che ha realizzato già lavori allo stadio ristrutturando alcune aree del Dall’Ara, che ha trovato l’accordo per i lavori di ampliamento del centro sportivo e che ha avvicinato tante aziende. E’ stato fatto un lavoro positivo, e mi sorprende talvolta vedere ancora tanta confusione su alcuni media attorno al nostro club. Sulla vicenda interna – prosegue l’ad –posso dire che io sono diventato amministratore delegato di un club di A nel 1996 e poi l’ho sempre fatto, vivendo tutte le fasi di trasformazione del nostro settore. Penso che i modelli di governance seguiti in passato siano stati funzionali e vincenti quando le proprietà avevano grandi disponibilità, oggi invece non funziona più perché le nuove proprietà, soprattutto quelle straniere, non sono più disponibili a gestire club solo propensi al raggiungimento dell’obiettivo sportivo. E’ il momento che le società si riorganizzino e si trasformino in aziende, seguendo nuovi modelli di governance fatti di condivisione degli obiettivi e delle scelte e linearità dei processi interni: nessun club può assegnare il monopolio di un’area ad un singolo, ed in questa direzione noi lavoreremo. Se qualcuno ha la volontà di proseguire con noi con questi processi saremo felici, altrimenti faremo altre scelte ma da questo non derogheremo, nell’ottica di costruire un club forte e gestito in maniera dinamica, guardando all’azienda nel suo complesso. Per essere chiari: al momento il nostro ds è Pantaleo Corvino, un professionista serio, e non è vero che dentro Casteldebole ci sono muri o cose del genere. Se mai si dovesse interrompere tale rapporto con l’attuale ds, faremo valutazioni funzionali al bene del club. Sabatini? Lui come altri fa parte del nostro mondo e abbiamo frequentazioni continue, ma finché non sarà chiaro il quadro interno noi non pensiamo ad altri direttori sportivi, adesso il tema è prematuro anche perché la squadra deve raggiungere ancora l’obiettivo”.

Suggestiva vista dall'alto del Dall'Ara in occasione di Bologna-Juventus (ph. Bologna)

Suggestiva vista dall’alto del Dall’Ara in occasione di Bologna-Juventus (ph. Bologna)

Un tema caldo è quello legato allo stadio e alla risposta della Sovrintendenza che tarda ad arrivare. Fenucci prova a chiarire il quadro: “L’opportunità dello stadio va inquadrata in tre segmenti: quello archittetonico-strutturale, che stiamo affrontando, visto che parliamo di un bene vincolato e che per necessita dell’approvazione della Sovrintendenza per essere ristrutturato. La stessa ha richiesto un parere al Ministero, noi stiamo aspettando ma siamo fiduciosi sul buon esito della vicenda, anche in base alle caratteristiche che abbiamo indicato come l’avvicinamento delle curve e la copertura totale dell’impianto. C’è poi l’aspetto legato al piano economico-finanziario, con l’obiettivo di trovare una copertura finanziaria che non venga solo dall’azionista di maggioranza le cui risorse non sono infinite: in questo senso occorre incrementare i ricavi, ci sono squadre che competono per l’EL che fatturano quasi il doppio del Bologna. C’è infine il segmento logistico-amministrativo: ristrutturare un impianto può richiederne la chiusura totale, bisognerà decidere dove andare a giocare. Ad oggi comunque, posso dire che non ci sono ipotesi alternative a quella di verificare se ci sono le possibilità di ristrutturare e restare al Dall’Ara, forti di un’amministrazione molto efficiente fin qui. La tempistica? Se i lavori iniziassero per la stagione 2018-19 sarebbe una buona cosa”.

Diawara e Giaccherini, il Bologna punta a tenerli entrambi (ph. ZImbio)

Diawara e Giaccherini, il Bologna punta a trattenere entrambi (ph. ZImbio)

In chiusura una battuta in proiezione del prossimo mercato estivo, focalizzando l’attenzione su due gioielli come Diawara e Giaccherini: “Con Diawara stiamo discutendo per un adeguamento del suo contratto, e anche Giaccherini fa parte del progetto legato alla campagna acquisti prossima per la quale forse è un po’ prematuro parlare. Il club ha investito sin qui oltre 40 milioni di euro, cifra molto vicina al fatturato, per cui anche in futuro le operazioni che andranno fatte dovranno essere compatibili con il piano economico-finanziario condiviso con l’azionista. Ciò però non significa che il club ha bisogno di vendere, anche se per principio personale ritengo che nessuno sia incedibile: se arriva un’offerta congrua al valore attuale e potenziale del giocatore, è giusto prenderla in considerazione per poi eventualmente reinvestire le risorse incassate in un’ottica di crescita della squadra. Ma voglio ripeterlo, per tranquillizzare i tifosi: il club non ha assolutamente bisogno di vendere per fare cassa”.

 

 

 

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