Ferron: “Puntare sui giovani italiani per salvare il nostro calcio”


Ospite de “Il Pallone Gonfiato Monday Night”, l’ex portiere Fabrizio Ferron ha condiviso riflessioni interessanti sul ruolo dell’estremo difensore e sul calcio moderno regalando anche un retroscena inedito sul ct azzurro Antonio Conte

– di Marco Vigarani –

Fabrizio Ferron, ospite del Pallone Gonfiato Monday Night

Fabrizio Ferron, ospite del Pallone Gonfiato Monday Night

Ieri sera è andato in onda come di consueto “Il Pallone Gonfiato Monday Night” e l’ospite della puntata è stato Fabrizio Ferron, ex portiere che ha concluso la sua carriera al Bologna dopo aver collezionato quasi 400 presenze in Serie A. Proprio dal suo passato di calciatore è iniziata la chiacchierata condotta da Alberto Bortolotti (in studio Gianni Marchesini e Luca Nigro): “Sono orgoglioso di quello che ho fatto – ha raccontato – anche se non sono stato titolare in grandi squadre, perchè ho vissuto la mia carriera nel massimo campionato quando il livello dei portieri era davvero alto e venivano a giocare in Italia i migliori stranieri del mondo alzando ulteriormente il livello. Poi però la sentenza Bosman ha cambiato tutto aprendo un periodo davvero buio per i nostri settori giovanili dal quale ci stiamo rialzando solo negli ultimi anni“. Oggi Ferron è preparatore delle selezioni nazionali giovanili e quindi ben presto il discorso si è spostato sul futuro del ruolo del portiere in Italia: “La scuola italiana sta tornando a crescere ma si continua a non dare fiducia ai nostri ragazzi e a non avere nei confronti dei giovani la stessa pazienza che si ha con quelli più esperti. Pensare che Gollini (miglior portiere dell’ultimo Torneo di Viareggio, ndr) sia dovuto andare in Inghilterra a completare la sua formazione per poi tornare in Italia e trovarsi la strada chiusa da altri due a Verona è pazzesco. Così come non comprendo perchè il Perugia abbia tesserato Amelia invece di dare fiducia ad un ragazzo di talento come Provedel“.

Ferron in rossoblù insieme a Marocchi (ph. Web Calcio)

Ferron in rossoblù insieme a Marocchi (ph. Web Calcio)

L’analisi sulla preponderanza degli aspetti economici nel calcio moderno ha portato inevitabilmente a parlare del caso Parma: “Le squadre italiane si sono riempite di giocatori stranieri che non hanno elevato il livello di un calcio che ormai è in balia degli interessi economici. Queste sono anche le ragione per le quali si arriva ad una tragedia sportiva come quella del Parma sul quale nessuno ha vigilato permettendo che si stipulassero addirittura 190 contratti. Proprio parlando dei gialloblù, perchè mai Alberto Cerri è stato mandato a Lanciano invece di essere inserito nelle rotazioni della prima squadra? Tornando ai portieri vediamo ragazzi come Perin, Bardi, Leali o Sepe che non ricevono mai fiducia dai grandi club mentre invece in Inghilterra i diciassettenni sono già in prima squadra e giocano anche in palcoscenici internazionali. E qui invece gioca ancora Pierobon“. Scendendo nell’ambito rossoblù poi l’ex portiere ha spiegato: “Non ho seguito abbastanza Stojanovic per poterlo giudicare ma non mi sorprendo affatto di quello che sta facendo Coppola perchè se uno è bravo nel suo ruolo lo sarà sempre. Ad una certa età serve solo continuità per ritrovare le proprie caratteristiche tecniche e atletiche ma la cosa più importante è l’abitudine a giocare: non basta l’allenamento, servono la tensione e la concentrazione delle partite vere“. Legato invece al suo periodo in rossoblù, Ferron ricorda un dettaglio curioso: “In quella stagione il mio ingaggio era di 5omila euro. Prima ancora i contratti avevano addirittura durata annuale e allora bisognava davvero impegnarsi al massimo“.

Ferron con la maglia dell'Atalanta con cui ha collezionato 253 presenze (ph. Wikipedia)

Ferron con la maglia dell’Atalanta con cui ha collezionato 253 presenze (ph. Wikipedia)

Di nuovo lo sguardo si è quindi allargato poi a livello internazionale per analizzare il presente ed il futuro del ruolo del portiere: “Spesso i portieri si possono valutare sul periodo – ha detto l’ex Atalanta – allora Dida è stato sicuramente un grande interprete ma se si guarda l’intera carriera è difficile trovare qualcuno al livello di Buffon. Solo Neuer credo che abbia tutte le potenzialità per superarlo diventando il più grande portiere della storia del calcio non solo per quello che fa tra i pali ma soprattutto per la concezione moderna del ruolo ed il suo essere sempre un uomo in più per la sua squadra. Buffon però resta straordinario e quest’anno ha ritrovato una tranquillità tale che tutti i possibili eredi italiani devono continuare ad aspettare il proprio turno“. Collegandosi proprio al capitano azzurro, Ferron ha infine parlato dei cambiamenti introdotti dal lavoro federale di Sacchi e raccontato dettagli interessanti del lavoro del ct Antonio Conte: “Sacchi ha portato ad una svolta nell’organizzazione del lavoro e nello scouting dei nuovi talenti mentre invece Conte interpreta il suo lavoro come un impegno a tempo pieno. È già venuto tre volte a vedere l’Under 17 anche in Spagna, fa sentire sempre la sua presenza dando consigli ma soprattutto cercando il confronto ed il dialogo scendendo anche in campo insieme a noi. Inoltre sta cercando di creare una linea di continuità con i club a partire proprio dai tecnici dei settori giovanili“. L’ultima riflessione è però uno spaccato amaro del calcio moderno: “Una volta c’era lo sport al centro di tutto e le società erano affari di famiglia invece ora le serie minori vengono trascurate e si pensa solo a ciò che genera profitto. Personalmente poi arrivare allo stadio e vedere gli stuart schierati, per quanto siano indispensabili, mi mette un profondo senso di angoscia: ero abituato a trovare solo tifosi“.

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