Festa italiana in Texas: vincono Fenati e Morbidelli, Rossi primo


Vittorie italiane in Moto2 e Moto3 sul circuito di Austin che permette a Rossi di prendere il comando della classifica di MotoGP

– di Alberto Bortolotti –

L’inno di Mameli suona due volte ad Austin ma metaforicamente anche in Motogp. Valentino Rossi, secondo dietro a Marquez, è infatti in testa al Mondiale, 56 punti contro i 50 del compagno di squadra Vinales, caduto in Texas, e 38 del vincitore di oggi Marquez, 9 vittorie in altrettante presenze negli States.

Valentino Rossi, secondo ad Austin, festeggia il primo posto in classifica (ph. Zimbio)

Per il Dottore terzo podio consecutivo, nonostante una penalità di tre decimi che gli è stata inflitta per un taglio di pista avvenuto in seguito ad un contatto con Johann Zarco. Il “Dottore” è stato alle spalle di Pedrosa fino a tre giri dalla fine, poi ha rotto gli indugi e dopo averlo passato alla curva 18 lo ha staccato con grinta. “Sono un po’ migliorato, però alla fine è andata più o meno come dicevo: Marquez era più veloce, Vinales è caduto e io me la sono dovuta giocare con Pedrosa e all’inizio anche con Zarco. Però sono molto contento, perché alla fine andavo forte, nonostante avessi un po’ di problemi sul lato destro della gomma davanti. Sono riuscito a spingere fino alla fine e negli ultimi due giri sono riuscito ad avere quel pelo in più rispetto a Dani. E’ il mio miglior risultato su questa pista e alla fine non ero neanche troppo lontano da Marquez. E’ una grandissima sorpresa per molti, ma soprattutto per me. Ci abbiamo messo un po’ più di tempo a capire questa moto, sia io per quanto riguarda il modo di guidarla che la squadra per la messa a punto, quindi abbiamo sofferto un po’. Questa moto però ha un gran potenziale e riesco ad essere molto efficace fino alla fine della gara. In Argentina ho battuto Crutchlow, qui ho battuto Pedrosa. Ora torniamo in Europa e lì ci sono tante piste che mi piacciono“.

Un bravo però se lo merita senza ombra di dubbio anche Pedrosa, che oggi ha sfoderato una gara veramente grintosa, provando a rispondere a Marquez e a Rossi fino a quando è stato possibile. A completare la bella giornata della Honda ci ha pensato Cal Crutchlow, che proprio al penultimo giro è riuscito ad artigliare la quarta posizione ai danni di Johann Zarco.

E’ stata una domenica decisamente complicata invece per la Ducati: un ottimo avvio di Jorge Lorenzo, addirittura quarto nelle primissime fasi, aveva illuso gli uomini della Rossa, ma alla fine le due Desmosedici GP si sono dovute accontentare del sesto posto di Andrea Dovizioso e del nono del maiorchino, che alla fine ha chiuso alle spalle anche dell’altra Ducati di Danilo Petrucci. E il gap dai migliori continua ad essere purtroppo importante. Però Jorge non è pessimista: “Sono felice perché nel corso dell’intero fine settimana ho spesso preso 2 secondi distacco sul passo, dunque questo avrebbe voluto dire finire la gara a circa 40 secondi da quelli davanti. Invece sono riuscito a chiudere a 17 secondi appena dal vincitore. Sarebbero stati circa 12 senza il graining sulla gomma anteriore, dunque è una cosa positiva. Ovviamente la nona posizione non è buona, noi vogliamo lottare per il campionato e per le vittorie, ma al momento non è una cosa possibile. Ma siamo ora più vicini alle altre Ducati e di conseguenza anche agli altri. Mi sento meglio sulla moto. Va meglio rispetto al Qatar e anche un po’ meglio rispetto all’Argentina e lo abbiamo dimostrato oggi in gara. Non è la prima volta che ho avuto graining su questa pista. E’ capitato anche quando correvo per la Yamaha. Specialmente in alcune curve specifiche. Devo dire che capita solo in questo tipo di piste, perché in altre le DUcati fanno lavorare bene la gomma anteriore“.
Tra le Desmosedici nel finale si è inserita anche la Suzuki di Andrea Iannone

In Moto2 ancora Morbidelli, tre vittorie su tre, in Texas davanti a Luthi e Nakagami.

Trionfo di Romano Fenati in Moto3 (quarto nel Mondiale con 45 punti), battuti Martin, Di Giannantonio, Bastianini e Bulega.

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