Fifa, si cambia: si decide il nuovo presidente, Infantino in pole


Dopo gli scandali che hanno coinvolto il presidente uscente Sepp Blatter, la Fifa è pronta a ripartire eleggendo il suo nuovo presidente. Cinque i candidati, Gianni Infantino è in pole

– di Luigi Polce –

E’ arrivato il giorno del giudizio. Anzi, della svolta. La giornata odierna potrebbe infatti regalare nuova linfa ad una Fifa martoriata dopo gli scandali che hanno coinvolto il presidente uscente Blatter, punito ad otto anni di inibizione da incarichi assieme al presidente dell’Uefa Platini, con l’accusa di corruzione. In carica dall’8 giugno 1998, dopo ben cinque mandati lo svizzero vedrà il suo corso esaurirsi, con cinque candidati pronti a prendere le redini del calcio mondiale.

Gianni Infantino, attuale Segretario generale della Uefa, è in pole per la corsa alla presidenza Fifa (ph. maidirecalcio)

Gianni Infantino, attuale Segretario generale della Uefa, è in pole per la corsa alla presidenza Fifa (ph. maidirecalcio)

Il favorito è Gianni Infantino, avvocato svizzero ma di origini calabresi che attualmente ricopre la carica di Segretario generale Uefa, il quale può contare sull’appoggio della stessa Federazione europea, la prima a schierarsi al suo fianco una volta naufragata la candidatura del presidente Platini, della Federazione sudamericana (Conmebol, 10 voti) e quella del Centro America (Uncaf, 7 voti). Inoltre pare avere l’appoggio anche di diversi paesi africani, raccolti nella Caf: insomma, una bella fetta dei 209 membri complessivi dell’assemblea elettiva sembrano dalla parte di Infantino, che in caso di elezione ha promesso un Mondiale “allargato” ai microfoni del quotidiano sportivo spagnolo AS: “Daremmo ad altri otto paesi l’opportunità di approfittare della follia del Mondiale, lo strumento più forte per promuovere il calcio in ogni parte del mondo” le parole del 45enne, che comunque dovrà vedersela con Ali bin Al Hussein, principe di Giordania, e con lo sceicco del Bahrein Salman bin Ebrahim Al Khalifa: il primo costrinse Blatter al ballottaggio nel 2015, lamentando poca trasparenza nelle modalità di voto, motivo per cui aveva chiesto il rinvio anche delle votazioni in programma oggi. Il secondo, già presidente della Federazione asiatica, appare invece il vero e proprio sfidante di Infantino nella corsa alla poltrona del calcio mondiale. Più staccati gli outsider Jerome Champagne (francese) e Tokyo Sexwale (sudafricano), che hanno pochissime possibilità di risultare vincitori.

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