Finisce il sogno Fortitudo, Brescia promossa


La Fortitudo perde gara 5 a Brescia per 83-59 senza entrare mai in partita. La formazione lombarda sale di categoria, ma per l’Aquila esce a testa alta dopo una stagione strepitosa e piena di avversità

– di Massimo Righi –

Matteo Boniciolli, coach della Fortitudo (ph. Fortitudo)

Matteo Boniciolli, coach della Fortitudo (ph. Fortitudo)

Non c’è il lieto fine per la Fortitudo che non conquista la promozione. Gara 5 della serie finale la vince Brescia per 83-59, passeggiando sui resti di una squadra che aveva evidentemente già dato tutto. I meriti della squadra di Boniciolli però non devono assolutamente passare in secondo piano. La Fortitudo ha chiuso da settima la regular season ed è arrivata in finale battendo avversarie più quotate e facendo sudare sette camicie a Brescia. Poi non vanno dimenticati i numerosi infortuni che hanno costantemente minato la stagione biancoblù, ultimo dei quali quello di Flowers che non ha giocato (praticamente) i playoff per la rottura del tendine d’Achille. La promozione di Brescia è meritata, indiscutibile, ma la Fortitudo ha davvero fatto il possibile per provarle a soffiare il risultato. In ultima analisi: aver a disposizione una sola promozione in un campionato così strutturato è qualcosa di assurdo. È ora di cambiare le cose.

Il match. Brescia parte forte, la Fortitudo pianissimo. I padroni di casa dettano legge e arrivano presto a +13 mentre gli ospiti non hanno idee, sbagliano quasi tutto e tirano a vuoto. Dopo la sfuriata Brescia rallenta e va avanti per inerzia, sbagliando e concedendo, ma la Fortitudo non prende mai la scia e chiude sotto di 12 punti il primo quarto, 25-13. C’è tanta confusione nella compagine bolognese che non ha le idee chiare e gira male il pallone. Eppure Brescia non pare insormontabile, tanto che il divario si allarga con i lombardi che giocano con un filo di gas senza strafare, con un Bushati che infila anche le preghiere. Sul +20 a metà quarto, si iniziano ad avere cattivi pensieri, sebbene un sussulto (o meglio, un singhiozzo) ospite accorci il divario sino al -12 all’intervallo: 45-33.

Al rientro la Fortitudo batte timidi segni di vita e arriva anche a -8 ma non si ha l’impressione che possa riaprirla. Così è infatti perché la mira bolognese è sbilenca e Brescia con un minimo di sale in zucca, riprende il bandolo della matassa e scappa via senza troppi ostacoli. Dietro la difesa ospite è un colabrodo e l’attacco è prevedibile. Al penultimo gong è 64-43. Il resto del match è poca cosa, con Brescia che ammazza la partita e a poco più di due minuti dalla fine ha già messo in ghiaccio la promozione, tanto che Boniciolli va già a salutare la panchina di casa e i giocatori in campo si abbracciano complimentandosi. Sul campo finisce 83-59, sugli spalti vince la Fossa dei Leoni e tutti gli altri tifosi bolognesi che hanno cantato senza sosta per tutta la partita, anche mentre Brescia festeggiava la promozione. Onore ai lombardi e complimenti alla Fortitudo per la stagione straordinaria.

Brescia 83: Fernandez 5, Alibegovic 12, Moss 15, Hollis 17, Cittadini 7, Passera 6, Bushati 17, Bruttini 2, Totè 2. All: Diana

Fortitudo 59: Candi 2, Carraretto 6, Raucci 7, Italiano 9, Daniel 8, Lamma 2, Sorrentino 6, Campogrande 3, Montano 7, Amoroso 4, Quaglia 5. All: Boniciolli

Brescia-Fortitudo 3-2: 71-63; 76-58; 60-69; 70-94; 83-59

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