Finisce l’incubo: Fortitudo, accolto il ricorso


La Fortitudo potrà tesserare gli stranieri senza dover pagare nulla a nessun creditore. Soddisfazione in casa biancoblù, Grassani: “Nessuno ci ha regalato niente. È stata una vittoria frutto di un percorso nel rispetto delle regole”

– di Massimo Righi –

L’aria d’incertezza che ha regnato intorno alla Fortitudo fino a poco prima delle 18.30 era palpabile. Puntuali come sempre, l’avvocato Mattia Grassani con i suoi collaboratori ed il presidente della Fortitudo, Massimo Mota si sono presentati nella sala stampa del Pala Dozza per dare la lieta novella alla stampa, svelando di averla ricevuta appena pochi minuti prima: “Confesso che venendo verso il Palazzo, mi ero preparato un certo tipo di discorso, poi è arrivata la notizia che tutti speravamo arrivasse: la Fortitudo ha avuto ragione nelle motivazioni – ha esordito Mota. – Vi confesso che è una grande soddisfazione dopo un periodo di tensione e dobbiamo pertanto ringraziare chi ha lavorato per ottenere questo risultato: serviva ogni mezzo possibile per tutelare e difendere chi ha investito tempo e risorse, per sostenere la rinascita di questa società”.

Mota e Grassani in conferenza stampa

Mota e Grassani in conferenza stampa

Dopodiché, ha preso la parola l’avvocato Grassani che con grande chiarezza ha spiegato come il Giudice Unico Ulrich Haas, abbia dato ragione alla Forititudo, rivelando anche qualche passaggio della sentenza dell’11 settembre scorso: “Eravamo agguerriti per esporre tutte le iniziative da adottare per tutelare le ragioni della Fortitudo. Doveva essere una conferenza differente, perché non sapere l’esito di un ricorso del genere era motivo di inquietudine, poi pochi minuti fa tramite posta elettronica certificata, il giudice FIBA Haas ci ha comunicato che l’appello della Fortitudo103 era stato accolto. Possiamo quindi ritenerci soggetto senza nessuna continuità con la precedente, non dobbiamo pagare allenatori, né altri giocatori e possiamo usare questo nome. C’è continuità sportiva ma non legale, ma non si possono fare ricorsi perché sul sito ci sono i ricordi della storia che inizia nel 1932: infatti, la FIBA ha pensato che questo fosse prova che l’attuale Fortitudo fosse la continuazione di quella vecchia. Io ne ho viste tante, ma se ritenessimo che una nuova società non può raccontare la sua storia, come nel calcio ad esempio, ci sarebbe il caos”.

La sentenza che dà ragione alla Fortitudo in 4 punti

La sentenza che dà ragione alla Fortitudo in 4 punti

Entrando nei dettagli della sentenza di Monaco, sempre Grassani: “Il provvedimento era anacronistico e l’undici settembre a Monaco, il contraddittorio con la Fiba e con l’avvocato di Drucker è stato stucchevole. Volevano che ci chiamassimo Happiness Bologna per non subire eventuali provvedimenti, ma francamente davanti a questi ragionamenti non sapevamo se ridere o contrattaccare. Aggiungo che durante una pausa dell’udienza, il giudice Haas aveva chiesto alle parti di trovare un punto di incontro, invece ci è stato risposto che se non pagavamo ci avrebbero fatti sparire. Finalmente dopo tanti giorni di tribolazioni che avevano messo a dura prova la nostra pazienza, quando ci dissero che avremmo avuto la sentenza entro 2 giorni lavorativi, siamo arrivati in fondo a questo percorso: si possono tesserare i giocatori stranieri, il bando del 22 luglio non esiste più”. Drucker però potrebbe ancora ricorrere al TAS di Losanna: “Può impugnare il provvedimento, certamente – ha specificato Grassani – ma la cosa è dispendiosa, si parla di 40-50 mila euro e inoltre il signor Drucker si assumerebbe una responsabilità morale enorme. Il provvedimento contro la Fortitudo era disciplinare e non economico come invece ha fatto capire lo stesso Drucker. Se decidesse di andare a Losanna, saremo ancora più intransigenti. Anche altri hanno lodi, come Bagaric, ma non si è permesso di attaccare questa Fortitudo”. Infine, il presidente Mota e il d.g. Pavani hanno specificato che: La partita con Mantova non dovrebbe giocarsi, ma che ancora c’è un margine per parlare con la FIP e capire se si può giocare”. Ha poi concluso Mota: “Vorrei chiudere ricordando che la nostra posizione era solo a tutela della Fortitudo, perché eravamo convinti di essere nel giusto”.

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