Dov’è finito il Guardiolismo? Il City colleziona 6 gare di fila senza successi


Pep Guardiola, da miglior medico a veleno per il City: la squadra di Manchester non vince da sei gare. E’ record: non accadeva dal 2008

– di Tiziano De Santis –

Pep Guardiola pensieroso alla guida del City (ph. Foxsports.com.br)

Pep Guardiola pensieroso alla guida del City (ph. Foxsports.com.br)

Dici Manchester City e pensi a uno dei migliori  habitat calcistici del mondo, grazie anche ad una disponibilità economica come poche e praticamente inesauribile. Dici City e pensi probabilmente al più appassionante campionato d’Europa, la Premier tanto seguita ed inseguita in termini di fatturato da noi italiani. Dici City e pensi all’esponente numero uno del bel gioco, Pep Guardiola, ex Barça e Bayern. Un vincente nato, minuzioso in ogni minimo dettaglio tecnico-tattico del calcio, fondatore del famoso ‘Guardiolismo’, corrente sportiva caratterizzata dal complesso concetto del possesso-palla, fatto di movimenti e inserimenti senza la sfera, difesa alta e linee corte tra i reparti di una squadra. Peccato, tuttavia, che nonostante un passato quasi enciclopedico pullulante di tronfi e riconoscimenti, l’attuale tecnico dei Citizens non se la passi benissimo in quel di Manchester. Il team di Khaldoon Khalifa Al Mubarak, infatti, non conquista il bottino pieno da ben sei gare ufficiali, tra Champions, Premier ed EFL Cup. La maledizione ha inizio il 28 settembre scorso, quando il City pareggia 3-3 con il Celtic di Brendan Rodgers al Celtic Park di Glasgow nella fase a gironi della massima competizione europea. Nell’ultimo match giocato è addirittura il ‘nemico’ di sempre José Mourinho ad infliggere una pesante sconfitta, all’Old Trafford, ai cugini-rivali in un derby cittadino sempre speciale, nonostante l’andamento non particolarmente esaltante di entrambe le squadre. In mezzo, due severi k.o. contro Tottenham (2-0) e Barcellona (4-0), oltre a due pareggi casalinghi con Everton e Southtampton, con un ammontare di ben 12 reti subite in 540 minuti giocati. ‘Dov’è finito il Guardiolismo’ sarebbe la più azzeccata domanda da porsi, alla luce di quanto fatto ultimamente dai ragazzi dell’allenatore spagnolo. Eppure i primi 10 successi di fila promettevano bene per Pep e company. In un rapporto d’amore le due parti in causa vanno d’accordo, tuttavia, e questo è quello che accade in casa City, col club che non registrava il suddetto record di non-trionfi dal 2008 e il protagonista della panchina che non ha mai conosciuto il significato vero e proprio di cotante prestazioni prive dei 3 punti. ‘All’inseguimento della vittoria’ sarebbe, pertanto, il titolo del prossimo film di Guardiola, chiamato a modificare drasticamente un copione che non può andare avanti per molto ancora. Già, perchè l’equilibrio perso e la fragilità difensiva non possono le uniche componenti della striscia negativa. Sicuramente anche l’infortunio di De Bruyne ha inciso e non poco sulle occasioni create ed ottimizzate al massimo dei celesti di Manchester. Eppure non può essere solo questo il motivo in più di un fallimento così duraturo, perchè qualcosa sembra essersi inceppato a livello psicologico, fattore non indifferente nello sport calcistico. Al miglior sarto del mondo il compito di ricucire lo strappo, prima che sia troppo tardi per il prosieguo della stagione in termini di soddisfazione e successi.

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