Fisico e non solo: dopo Gonzalez e De Maio arriva Poli


Trovate le torri in difesa con Gonzalez e De Maio, il Bologna ha preso Poli a centrocampo per dare anche sostanza al proprio gioco

– di Marco Vigarani –

Poli, Gonzalez e De Maio sono i primi tre acquisti del Bologna

A mercato ufficialmente aperto solo da poche ore, si può però già dire con certezza che il Bologna si sia mosso con buon tempismo e con idee chiare. Non è infatti difficile rintracciare una linea guida precisa nelle operazioni finora ufficializzate del club rossoblù per rinforzare la rosa a disposizione di mister Donadoni: la ricerca di esperienza, chilogrammi e centimetri. Mancava evidentemente qualcosa sul piano della fisicità visto che sono arrivati tre giocatori con una struttura importante in relazione al ruolo ovvero due difensori centrali imponenti (Gonzalez 191cm x 84kg e De Maio 189cm x 90kg) ma anche un centrocampista che supera praticamente tutti i compagni di reparto, eccetto Pulgar, per rapporto altezza/peso (Poli 182cm x 77kg). Troppo spesso infatti nell’ultima annata il Bologna è apparso leggero al cospetto degli avversari con una presenza impalpabile soprattutto in situazioni di calcio piazzato nei pressi dell’area che generano sempre duelli uno contro uno fatti di colpi più o meno leciti. Al conto dei gol realizzati sono mancati ad esempio quelli che nella stagione 15/16 vennero messi a segno dal centrale Rossettini proprio sfruttando la propria fisicità ed il tempismo nel farsi trovare pronto a colpire ma anche in difesa troppo spesso si è sofferto per il lavoro sporco delle punte avversarie. Ecco allora perché si è scelto di comprare vere e proprie torri come Sebastian De Maio e Giancarlo Gonzalez, difensori con una buona esperienza alle spalle e già perfettamente integrati nella realtà del calcio italiano ma anche centrali di peso in grado di intimidire gli attaccanti pur concedendo magari qualcosa sul piano del palleggio o in fase di uscita palla al piede.

Andrea Poli posa per la prima volta in rossoblù (ph. Bologna)

Anche Andrea Poli è un centrocampista moderno, non certamente un colosso ma sicuramente dotato di una struttura ben diversa da quella di ragazzi come Taider, Donsah e soprattutto Nagy che ha pagato soprattutto sul piano fisico l’impatto con la Serie A. L’ormai ex milanista, di fatto considerabile un veterano del massimo campionato, avrà però soprattutto il compito di aumentare il tasso tecnico del centrocampo del Bologna dando alla manovra dei rossoblù quel dinamismo che troppo spesso è mancato nel corso dell’ultimo campionato. Meno finalizzatore di Dzemaili e meno regista di Viviani, Poli fa dell’estrema duttilità la propria caratteristica principale come dimostrano i ben nove ruoli interpretati nel corso di oltre 350 gare da professionista disputate in massima parte in Serie A. Dagli esperimenti come terzino destro a quelli come esterno offensivo su entrambi i fronti passando per le gare da mediano o da interno di un centrocampo tanto a due quanto a tre interpreti per arrivare alle prestazioni offerte talvolta anche sulla trequarti. Donadoni non gli chiederà di decidere le partite con i suoi gol (5 reti il suo miglior bottino annuale in Serie B al Sassuolo) e forse neanche di offrire l’ultimo passaggio decisivo alla manovra della sua squadra ma sicuramente si aspetterà un’opera costante e paziente di cucitura della manovra aiutando non solo i compagni del centrocampo a velocizzare lo sviluppo dell’azione ma anche sgravando sia i difensori da compiti di regia sia gli attaccanti da profondi ripiegamenti in fase di non possesso. Kg, cm e non solo: il Bologna riparte da una nuova idea di calcio.

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