Flop giovanili: solo l’8% gioca in Serie A


L’analisi condotta dal CIES conferma che la Serie A è tra i peggiori campionati per l’impiego di calciatori provenienti dalle giovanili. In Bielorussia invece esiste una squadra al 92% creata in casa

– di Marco Vigarani –

La Supercoppa di Spagna va all'Athletic Bilbao che ha superato il Barcellona (ph. Marca)

Il 63% della rosa dell’Athletic Bilbao viene dalle giovanili (ph. Marca)

Sul fatto che il sistema calcio italiano stia vivendo da anni una profonda crisi non ci sono ormai più dubbi ed è altrettanto chiaro che uno dei settori più degradati è quello delle giovanili ormai incapaci di produrre nuovi talenti. Esterofilia dettata da parametri economici, mancanza di investimenti o di cultura sportiva: sono tante le ragioni che hanno portato a questa situazione ma la Serie A oggi è davvero in buona compagnia. Il rapporto redatto dal CIES (International Centre for Sports Studies) studiando ben 460 club in giro per l’Europa ed oltre 11mila atleti, non solo conferma il calo tendenziale dell’impiego di giovani in tutti i Paesi dell’area mediterranea ma evidenzia anche un crollo improvviso nell’area del Nord Europa che invece per tradizione è sempre stata molto attenta alla crescita dei talenti locali. L’unica zona del Vecchio Continente in cui si registra un incremento nell’impiego di prodotti dei vivai è l’Est europeo in cui, complice anche la crisi economica e la carenza di investimenti, esiste addirittura un club della massima serie bielorussa in cui la rosa è composta al 92% da giovani: il Gomel. Per avere un’idea della discrepanza tra le zone più virtuose e quelle in fondo alla classifica basti pensare che se in Bielorussia i prodotti dei vivai compongono in media il 34% delle squadre professionistiche, in Italia la percentuale è ferma ad un tragico 8,6% solo di poco superiore al dato della Turchia, fanalino di coda.

L'Inter è la miglior produttrice di giovani in Italia (ph. Zimbio)

L’Inter è la miglior produttrice di giovani in Italia (ph. Zimbio)

Provando ad esaminare la situazione relativa ai cinque maggiori campionati europei emerge che soltanto la Liga spagnola supera in media il 20% di utilizzo in queste prime giornate di campionato 2015/16 e che l’unico club davvero importante a superare il 50% è l’Athletic Bilbao, forte di una tradizione basca solidissima e quindi caso più unico che raro. Per provare a risollevare le sorti delle maggiori società continentali bisogna allora inserire nel conteggio anche i prodotti delle giovanili successivamente ceduti ed ora impiegati da altri club. Ecco allora che la famigerata cantera del Barcellona guida il riscatto degli iberici e posiziona i blaugrana al terzo posto anche se su 72 giovani totali prodotti ne sono rimasti solo 10 agli ordini di Luis Enrique. Primeggia però il Partizan Belgrado con 78 atleti seguito dall’Ajax, storica fucina di talenti ferma a quota 75, ma nelle prime venti posizioni troviamo poi anche altri due top club assoluti come il Real Madrid ed il Manchester United. E le squadre italiane? Per trovarne qualcuna occorre modificare ancora i parametri e restringere l’ultima ricerca ai soli cinque campionati più importanti d’Europa: ecco così che in undicesima posizione appare l’Inter con 2 prodotti delle giovanili ancora in rosa e 18 ceduti ad altre società. L’unica altra squadra italiana nelle prime venti posizioni è invece l’Atalanta a quota 18.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *