Il futuro di Cerci legato al fondo del Qatar: ecco gli ostacoli


Il fondo del Qatar che detiene parte del cartellino di Cerci può essere un ostacolo al suo approdo a Bologna: ecco il quadro la situazione

– di Marco Vigarani –

Cerci (ph. Zimbio)

Il fondo del Qatar avrebbe in mano il 50% del cartellino di Alessio Cerci (ph. Zimbio)

Il Bologna sta valutando nuovamente la possibilità di ingaggiare Alessio Cerci, non è una novità. L’esterno classe 1987 l’estate scorsa non aveva superato le visite mediche ed in particolare non aveva convinto il club emiliano in merito ai tempi del suo ritorno in campo in seguito all’operazione sostenuta a maggio a causa di una patologia cartilaginea al ginocchio destro. Le parti oggi però stanno cercando di capire se l’operazione sia ancora fattibile e ne stanno analizzando ogni aspetto: da quello tecnico-tattico a quello atletico passando ovviamente per quello economico. Titolare di un contratto fino al giugno 2018 con l’Atletico Madrid, Cerci deve ancora ricevere 1,3 milioni di euro per la seconda parte della stagione in corso ed altri 3 milioni per la prossima per un totale lordo, spese incluse, di circa 10 milioni. Evidentemente trovare la quadratura del cerchio sulle cifre salariali e sulla durata dell’accordo non è una missione così semplice per il ds rossoblù Bigon che deve lavorare rientrando nei vincoli stringenti dati dalla proprietà e ribaditi più volte dall’ad Fenucci. Il ragazzo di Velletri non vorrebbe rinunciare alla cifra spettante e pertanto il Bologna avrà bisogno di spalmare l’importo su più anni in caso di acquisto a titolo definitivo oppure di un forte aiuto da parte dell’Atletico Madrid qualora l’operazione venisse conclusa sulla base del prestito con diritto di riscatto vincolato. In realtà però c’è un altro attore che avrà un ruolo fondamentale in questa partita: il fondo del Qatar che detiene parte del cartellino del giocatore.

Può essere Alessio Cerci il prossimo esterno del Bologna (ph. Zimbio)

Dal Qatar sono arrivati numerosi vincoli anche all’esperienza di Cerci al Milan (ph. Zimbio)

Pur mancando documenti ufficiali al riguardo, il cartellino di Cerci sarebbe equamente diviso appunto tra l’Atletico Madrid e questo fondo arabico facente capo all’emiro Al Thani che al momento del passaggio in Spagna versò una parte consistente dei 16 milioni di euro complessivi incassati in tre rate dal Torino. Ora appare evidente che un fondo d’investimento, per sua stessa natura, non possa pensare di svalutare pesantemente un proprio asset e che quindi vorrà cercare di rientrare in buona parte degli almeno 8 milioni spesi nell’estate del 2014. Il Bologna pertanto, a prescindere dalla formula (titolo definitivo o prestito con diritto/obbligo di riscatto) e dalla disponibilità dell’Atletico Madrid, per diventare proprietario del cartellino del giocatore dovrà trattare direttamente con gli emissari qatarioti: una missione tutt’altro che semplice. Basti pensare infatti che, al momento del prestito biennale al Milan nel dicembre 2014, il fondo arabo pretese ed ottenne dai rossoneri il vincolo di restituzione immediata del giocatore dopo sei mesi qualora fosse arrivata un’offerta ritenuta importante. Ed ancora nel gennaio del 2016 Galliani e Preziosi dovettero trattare per diversi giorni con gli emissari del Qatar allo scopo di far accettare il trasferimento del prestito dal Milan al Genoa, operazione già accettata in precedenza dall’Atletico Madrid che però non può decidere in autonomia del futuro del giocatore. Ecco perchè l’approdo in rossoblù di Alessio Cerci oggi è un’ipotesi plausibile ma ancora lontana dalla realizzazione.

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