Futuro Rossoblù: “Nessuno scandalo nello Scudetto del 1925”


L’associazione Futuro Rossoblù interviene per fare chiarezza riguardo al presunto scandalo dell’assegnazione al Bologna dello Scudetto del 1925

Il Bologna campione d'Italia nel 1925 (ph. Wikipedia)

Il Bologna campione d’Italia nel 1925 (ph. Wikipedia)

Dopo le parole scritte dal quotidiano britannico The Guardian ed il più recente articolo intitolato “La madre di tutte le porcate” pubblicato sull’allegato Il Venerdì di Repubblica, L’associazione Futuro Rossoblù nelle sue varie declinazioni ed il Centro Bologna Club intervengono con una nota per smentire le accuse di scippo rivolte al Bologna da fonti genoane per l’assegnazione dello Scudetto del 1925, il primo della storia felsinea.

La ‘Fondazione Genoa’, come letto sul settimanale, intenderebbe rivolgersi alla Federazione calcio affinché revochi lo scudetto del 1925 al Bologna per assegnarlo al Genoa, sul presupposto che solo grazie all’ intervento di bolognesi in camicia nera e grazie all’ intervento di Arpinati, bolognese, legato al regime dell’ epoca e in odore di divenire presidente della FIGC, la ns. squadra lo aveva vinto. Tale doppia azione avrebbe condizionato l’arbitro nelle sue decisioni, oltre a far ripetere una delle famose cinque partite (la terza). Non si tratta, e per quanto ci riguarda, effettuare valutazioni politiche, ma semplicemente mantenere nei giusti binari la realtà. Già il contenuto dei fatti descritti nell’ articolo, risalenti a novant’ anni fa, fornisce al massimo elementi per un racconto di fantasia, non certo per poter agire con azioni concrete contro la legittimità del titolo sportivo bolognese, il primo di un palmares storico, facente parte del patrimonio della cultura sportiva popolare della nostra città e del quale non accettiamo gratuite e offensive azioni. Basti pensare, per quanto riguarda Arpinati, che lo scudetto del 1927, revocato al Torino non fu assegnato al Bologna, secondo classificato, proprio per evitare accuse di favoritismi o campanilismi! Nessuna prova che giustifichi anche solo l’ affermazione secondo la quale si tratterebbe della più grande ingiustizia del calcio mondiale: le ingiustizie sono ben altre, più gravi e documentate come testimoniato per esempio dai fatti che riguardano i vertici del calcio mondiale degli ultimi mesi. Confidiamo nel buon senso e soprattutto nella tutela di quanto legittimamente vinto sul campo per il rispetto dovuto ai protagonisti dell’ epoca, indipendentemente dalla squadra nella quale militavano e alla città di Bologna“.

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