Galeazzi: “Bernardini il più grande, ma che bravo Donadoni”


Intervenuto in trasmissione, lo storico cronista Gian Piero Galeazzi ha ricordato con affetto la figura di Fulvio Bernardini elogiando il grande lavoro di Donadoni nel Bologna di oggi

– di Marco Vigarani –

Il nuovo libro di Gian Piero Galeazzi sarà presentato a Pianoro giovedì 10 marzo

Il nuovo libro di Gian Piero Galeazzi sarà presentato a Pianoro giovedì 10 marzo

Ci sono volti o voci che restano inconfondibili nella memoria collettiva rappresentando per sempre un periodo preciso della storia condivisa. Il giornalista Gian Piero Galeazzi ha avuto sicuramente il merito di assurgere nel corso della sua lunga carriera ad un ruolo iconico noto persino alle generazioni più giovani. La passione delle sue cronache è diventata davvero proverbiale e proprio da un suo lavoro relativo alla Coppa Davis del 1993 è partita la chiacchierata ieri sera durante la puntata del Pallone Gonfiato Classic: “Credo che il tennis – ha detto – sia lo sport che ho seguito di più in carriera: ci ho lasciato davvero mezza vita professionale. In quell’occasione poi commentai un incontro del bolognese Paolo Canè, un atleta che ha dato grande lustro all’Italia“. A proposito di ricordi e di simpatia per la nostra città, Galeazzi ha ricordato come nacque la sua passione per il Bologna: “I rossoblù sono diventati la mia squadra del cuore nel 1964 quando mio padre mi portò allo stadio per vedere lo spareggio contro l’Inter. Eravamo amici di Fulvio Bernardini che, pur colpevolmente dimenticato da tanti, è stato uno dei più grandi personaggi dello sport italiano. Credo che meriterebbe un monumento in Federazione per quello che ha fatto in carriera ed allora regalò davvero una magnifica vittoria al Bologna“. Passando alla più stretta attualità, il noto giornaista non ha fatto mancare il suo pensiero sul tecnico Donadoni affermando: “Mi è sempre piaciuto anche in Nazionale quando ha affrontato anche momenti difficili senza però mostrare mai le stravaganze invece tipiche del suo collega Conte. Già a Parma aveva fatto un grande lavoro ed ora si sta confermando a Bologna: sono davvero molto contento per il bel momento. Credo che meriti davvero una squadra importante, pur non volendo dire con questo che i rossoblù non lo siano“. Galeazzi poi sarà presto in città per presentare il suo nuovo libro intitolato “L’inviato non nasce per caso” in cui racconta la sua lunga carriera: “Ho voluto descrivere quaranta anni di lavoro – ha spiegato – iniziato al giornale radio con professionisti come Ciotti e Ameri che mi hanno insegnato l’arte del vero cronista. Inizialmente, da laureato in statistica, non pensavo proprio che avrei fatto il giornalista ma poi ho avuto la fortuna di innamorarmi di questo mestiere che è il più bello del mondo e che mi ha permesso di vivere sul campo, tra le tante, due grandi emozioni come le vittorie ai Mondiali del 1982 e del 2006“. L’appuntamento è per giovedì 10 marzo alle ore 17:30 a Villa Gruppioni a Pianoro.

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