Garcia, il violino non suona più. Già pronti i sostituti


L’allenatore giallorosso, dopo la batosta del Camp Nou, è a rischio: Mazzarri, Spalletti e Capello i nomi dei possibili successori

– di Luigi Polce –

Riavvolgiamo il nastro: 5 ottobre 2014, si gioca Juventus-Roma. Nel primo tempo, Rocchi assegna un rigore ai bianconeri, e il tecnico giallorosso Rudi Garcia mima un violino in segno di polemica, come a dire “è sempre la solita musica”, rimediando l’allontanamento dal terreno di gioco. Da quel momento in poi, apriti cielo: ogni sconfitta della Roma è diventata buona per fare parodia del gesto del mister ex Lille che, tornasse indietro, probabilmente non rifarebbe quella scenetta.

Rudi Garcia sotto il diluvio del Dall'Ara (ph. abruzzo.tv)

Rudi Garcia sotto il diluvio del Dall’Ara (ph. abruzzo.tv)

Da quella partita in avanti comunque, Rudi Garcia sembra aver perso quello smalto e quella lucidità che lo avevano contraddistinto sin dal suo sbarco in Italia. “Vinceremo lo Scudetto” dichiarò infatti subito dopo la sconfitta dello Stadium, e sappiamo che non andò esattamente in quella maniera. Ora, i due secondi posti conquistati a Roma non gli bastano più per garantirsi il futuro sulla panchina dell’Olimpico, visto e considerato quanto la società abbia investito in sede di calciomercato, costruendo la formazione più forte del campionato almeno sulla carta. A ciò, si aggiunga il fatto che quest’anno l’incertezza la fa da padrona: la Juve è attardata dopo un avvio complicato, l’Inter comanda senza però convincere fino in fondo, Napoli e Fiorentina giocano bene ma con l’incognita legata alle seconde linee. Insomma, tempo e spazio per riportare il Tricolore all’ombra del Colosseo ce ne sarebbe, con i giallorossi attualmente a -3 dalla vetta. Anche se abbiamo visto a Bologna come Rudi Garcia non sia sempre perfetto nella gestione delle partite, durante ma soprattutto dopo i 90′: in conferenza stampa, per esempio, avrebbe potuto benissimo dire che una squadra che punta allo Scudetto non può approcciarsi alla gara senza mordente e stimoli, invece di prendersela solo ed esclusivamente col terreno di gioco inzuppato d’acqua.

Mazzarri è uno dei possibili sostituti di Garcia (ph. zimbio)

Mazzarri è uno dei possibili sostituti di Garcia (ph. zimbio)

Il problema, però, è rappresentato dall’andamento europeo: in due stagioni con Garcia infatti, i giallorossi hanno incassato 36 gol in 15 gare, rimediando figure troppo brutte per una squadra che vuole ambire a ritagliarsi una presenza importante in Champions League: l’anno scorso fu 1-7 contro il Bayern, per giunta in casa; martedì sera invece, 1-6 al Camp Nou contro il Barcellona. Quello che preoccupa però, al di là delle pesanti batoste, è la quasi totale assenza di una mentalità europea demarcata da Pjanic e compagni: a Barcellona puoi anche perdere, ma non arrenderti in questo modo manco fossi un Bate o un’Astana qualunque (con tutto il rispetto per le compagini appena citate). E’ per questo che Pallotta è su tutte le furie, e ha deciso di concedere un mese di prova a Garcia, nonostante un contratto fino a giugno 2018: Atalanta, Torino, Bate Borisov e Napoli saranno decisive.

Nel caso la rotta non dovesse cambiare, già pronti i sostituti: Mazzarri (già cercato dalla Roma in passato, e ancora legato contrattualmente all’Inter) oppure gli ex Spalletti e Capello. Più difficile la strada che porta ad Ancelotti, che non ha mai nascosto di voler un giorno sedere sulla panchina della Roma, ma attualmente in Canada a godersi il meritato riposo dopo le fatiche con il Real Madrid.

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