Gastaldello: “Il Bologna ha creduto in me, felice della scelta”


Il neo difensore rossoblù Daniele Gastaldello è stato presentato alla stampa. Idee chiare e tanta voglia d’iniziare per l’ex doriano classe 1983

– di Massimo Righi –

Daaniele Gastaldello posa con la nuova maglia affiancato da Fenucci

Daaniele Gastaldello posa con la nuova maglia affiancato da Fenucci

Poco dopo le 14.15, il neo difensore rossoblù Daniele Gastaldello ha fatto il suo ingresso in sala stampa, accompagnato da Fenucci. Sorridente, con la maglia numero 28 in mano, Gastaldello ha espresso concetti chiari ed essenziali, mostrandosi parecchio a suo agio, ribadendo più volte il fatto di essere contento di aver scelto Bologna. Come d’abitudine, l’a.d. rossoblù Fenucci ha introdotto il giocatore: “Come ha spiegato ieri il direttore Corvino, il mercato è stato condotto seguendo certi criteri che sono stati rispettati sia dal punto di vista economico sia da quello operativo. Con l’arrivo di Gastaldello abbiamo completato un organico già buono, ma la sua esperienza ci darà una mano. Ha tanta serie A alle spalle e ha voluto fortemente il Bologna e per questo gliene sono grato, perché ha creduto sin da subito nel progetto che abbiamo. Bologna oggi, rappresenta una progettualità che poche realtà del calcio in Italia possono offrire”.

La parola è poi passata a Gastaldello: “Perché ho scelto Bologna? Credo nel progetto, ho trovato una società e delle persone che mi stimano e credono in me. Non ho avuto problemi a scendere di categoria, lo feci anche con la Samp 3 anni fa. Qui c’è tanta ambizione e io sono ambizioso. Lascio una realtà importante come la Sampdoria che sta facendo bene, ma ho fatto anche una scelta familiare a venire qua, mi sono avvicinato a Padova, casa mia. Ho un contratto fino al 2018, non so se sarà l’ultimo della mia carriera, di certo giocherò finché me la sentirò. Gli altri compagni ritrovati qui? Ognuno ha fatto le sue scelte per accettare Bologna, poi ovviamente ci siamo parlati. Di certo il Bologna ha acquistato giocatori di spessore umano oltre che tecnico. Sono bravi ragazzi, ci metto la mano sul fuoco”. Gastaldello è parso subito un ragazzo con le idee chiare sull’atteggiamento da tenere: “Il lavoro settimanale a mio avviso è il più importante di tutti. È durante la settimana che si migliora e si cresce in gruppo. Io sono a disposizione del mister, sono pronto a giocare, valuterà lui”. Il neo difensore rossoblù proviene dalla serie A, ma ha ben presente come funziona la serie B: Certi palcoscenici non mi mancheranno, ci torneremo. So che la B è tosta, bisognerà essere cattivi e duri prima che belli e tecnici. Poi chi gioca contro il Bologna gioca alla morte, non sarà facile, ma noi guarderemo a noi stessi perché possiamo fare molto bene”. Un primo colloquio con mister Lopez c’è già stato ed è stato positivo: “Come allenatore deve conoscerlo, come giocatore l’ho affrontato quand’era al Cagliari, una squadra tosta che giocava bene. Mi ha parlato di concetti e principi che sono perfettamente in linea coi miei: rispetto, gruppo e lavoro, mi paiono un ottimo punto di partenza”. Il centrale rossoblù indosserà la maglia numero 28: “La scelsi quando arrivai alla Samp, su consiglio della mia ragazza che mi suggerì il 28 perché è un numero fortunato. Mihajlovic? Mi ha capito e mi ha spronato, sapeva che a Bologna c’era un progetto ambizioso. Chi ha rifiutato Bologna? Ognuno fa le sue scelte, meglio avere ragazzi che credono nel club che altri meno convinti. Delle due è apprezzabile averlo saputo per tempo”. Inevitabile il confronto fra i due presidenti, anche se: “Tacopina non l’ho ancora conosciuto, mentre Ferrero è diverso dagli altri, quando ci ho parlato si vedeva che sapeva cosa voleva, così come con chi aveva a che fare. Mi ha lasciato andare perché ha capito le mie esigenze. Ora il passato è alle spalle, ma mi ha fatto molto piacere ricevere molti attestati d’affetto dalla piazza a livello personale”. La sua esperienza può essere d’aiuto ai giovani: “Credo di avere le qualità per essere d’aiuto ai più giovani. D’altronde l’esperienza che ho accumulato in questi anni mi permette di dare dei suggerimenti a chi ne ha meno. Di certo bisogna comunicare e parlare molto in campo, sono pronto a farlo“.

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