Germania-Italia: un’emozione già vissuta, un brivido sempre nuovo


Un classico d’Europa fa da carta di identità al Quarto più bello di Euro 2016. Germania-Italia: la carezza del passato per un Auf Wiedersehen futuro

– di Tiziano De Santis –

 

La sfida tra le bandiere di Germania e Italia (ph. secolo-trentino.com)

La sfida tra le bandiere di Germania e Italia (ph. secolo-trentino.com)

Ore 21.00, stadio Matmut Atlantique di Bordeaux, sfida romantica e velenosa tra l’Italia di Antonio Conte, fresca di una vittoria schiacciante contro la Spagna per gioco e dominio fisico, e la Germania di Joachim Löw, forza titanica di questo Europeo e vincitrice dell’ultimo incontro con la Slovacchia di Hamsik e co.
Germania-Italia, tuttavia, è molto più che un semplice quarto di finale: si tratta di un classico scritto nelle vene e nel destino di ambedue le nazionali. Il dolce sapore del ricordo del Mondiale portato a casa dagli azzurri e i ben 14 trionfi e 9 pareggi negli ultimi 30 match tra le due contendenti alla semifinale di Euro 2016 non devono annebbiare la vista degli undici di Conte, né partorire il pensiero che battere, nuovamente, i tedeschi sia qualcosa di facile e storicamente ovvio.

Esultanza della Germania al gol di Gomez contro la Slovacchia (ph. Calciomercato.com)

Esultanza della Germania al gol di Gomez contro la Slovacchia (ph. Calciomercato.com)

Questa Germania, infatti, è una miscela di tecnica, esperienza e prestanza fisica come poche, detentrice dell’ultimo titolo mondiale, imbattuta, sinora, in Francia. Ma tutto ciò che ruota intorno ai prossimi 90 minuti è sempre lo stesso film: da un lato, una nazione fiera che ama guardare l’avversario dall’alto al basso rilasciando qualche parola di troppo sulla sicurezza nei propri mezzi; dall’altro, un azzurro sbiadito, quasi, dalla certezza che per battere loro, i rivali di sempre, bisogna realizzare un’impresa, partendo ancora una volta da colore sfavorito per vestire nuovamente la Torre Eiffel di verde, bianco e rosso. Le parole, le chiacchiere, non servono a nulla nel ritiro italiano di Montpellier: il sacrificio, lo spirito di gruppo, il capolavoro tattico e quel famoso, ormai, 120% sono gli unici fattori indispensabili per un nuovo “Auf Wiedersehen” all’aquila d’oltralpe. Tutto il resto non conta: persino la quasi sicura assenza, nell’undici titolare, di De Rossi passa in secondo luogo dinanzi al dovere di essere cinici e uniti per la vittoria.

Esultanza dell'Italia dopo il 2 a 0 inflitto alla Spagna (ph. Mondiali.net)

Esultanza dell’Italia dopo il 2 a 0 inflitto alla Spagna (ph. Mondiali.net)

Loro sono tecnici, belli nelle giocate, fenomeni in attacco, ma le carenze in ambito difensivo e sulle fasce non mancano. Loro si piacciono e sanno di essere più forti. Noi siamo noi, la bestia nera di sempre, i temuti di fatto e i più scarsi nell’essere descritti. Noi siamo l’Italia, il Paese “della pizza, del caffè, della mafia, del ritardo“, ma formiamo la selezione che, quando serve, supera se stessa e tutte le proprie prerogative negative per sbattere fuori chi la dà per spacciata.
Germania-Italia è e sarà sempre tutto questo.  Le piazze della penisola si stanno popolando, l’ansia cresce, la semifinale è lì, dietro l’angolo e dietro gli undici in bianco.
Sarà l’ora del caffè o della birra al triplice fischio finale?

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