Giro’99: Pantani eliminato dalla camorra ma non ci sarà giustizia


Emerge finalmente la verità sull’esclusione di Pantani dal Giro d’Italia del 1999: fu la camorra ad alterare il suo sangue per farlo risultare fuori norma: da quel momento iniziò il declino del campione

– di Marco Vigarani –

Marco Pantani a Madonna di Campiglio nel 1999 (ph Zimbio)

Marco Pantani nel momento dell’esclusione dal Giro d’Italia a Madonna di Campiglio nel 1999 (ph Zimbio)

Il caso Pantani non smette di far discutere ed in questi anni solo la forza di volontà della famiglia e l’affetto immutato dei tifosi del campione hanno permesso di portare avanti una battaglia legale che tanti ritenevano inutile. Se ancora non è stata fatta chiarezza sulle dinamiche e le responsabilità della morte avvenuta nel 2004, almeno da ieri è stato acceso un faro sulla fine sportiva del Pirata identificata nella data del 5 giugno 1999. Da allora per il più formidabile ciclista italiano del Dopoguerra iniziò una lenta e dolorosa discesa agli inferi sul piano sportivo, psicologico ed affettivo conclusa in una stanza d’albergo nella notte di San Valentino. Quella mattina di diciassette anni fa prima della partenza della penultima tappa del Giro d’Italia avvenne un controllo a sorpresa ed il sangue di Pantani risultò fuori dai parametri con un tasso di ematocrito del 51,9% contro un limite di tolleranza del 50%: immediatamente sospeso a poche ore dalla vittoria della manifestazione, il ragazzo di fatto non si rialzò mai più da quella mazzata. La Procura di Forlì ha però indagato a lungo sulle dinamiche di quel controllo rilevando imprecisioni nelle procedure per arrivare a sospettare addirittura di un complotto ordito proprio per eliminare il Pirata dalla competizione. A spalancare la porta su questo scenario è stato il detenuto Renato Vallanzasca che ha rivelato alcune confidenze ricevute in carcere da un esponente della malavita organizzata che nel 1999 gli consigliò di non puntare sulla vittoria finale di Pantani perchè non sarebbe stato consentito al campione romagnolo di tagliare il traguardo. Sospetti che hanno trovato conferma in un’intercettazione ambientale di un affiliato ad un club della camorra la cui trascrizione squarcia il velo del mistero su una delle vicende più angoscianti della storia dello sport italiano.

P: “E che c’entrava Vallanzasca con sto Pantani?.”
U: “Vallanzasca poche sere fa ha fatto delle dichiarazioni.”
P: “Una dichiarazione…”
U: “Dicendo che un camorrista di grosso calibro gli avrebbe detto: ‘Guarda che il Giro d’Italia non lo vince Pantani, non arriva alla fine. Perché sbanca tutte ‘e cose perché si sono giocati tutti quanti a isso. E quindi praticamente la Camorra ha fatto perdere il Giro a Pantani. Cambiando le provette e facendolo risultare dopato. Questa cosa ci tiene a saperla anche la mamma.”
P: “Ma è vera questa cosa?.”
U: “Sì, sì, sì… sì, sì.”

Pantani al Giro d'Italia in maglia rosa (ph Zimbio)

Pantani al Giro d’Italia in maglia rosa (ph Zimbio)

Cinque sì attesi per quasi due decenni dalla mamma Tonina (che ieri ha detto: “Finalmente qualcuno è riuscito a fare un buon lavoro. Non mi ridanno Marco ma ridano una dignità a Marco“) e da tutti quei tifosi ed appassionati che non hanno mai creduto alla colpevolezza di Marco Pantani. Fu la camorra ad escluderlo dal Giro d’Italia per non perdere miliardi di lire legati alle scommesse clandestine e partendo da quelle parole registrate gli inquirenti hanno rilevato nelle indagini successive “elementi dai quali appare credibile che reiterate condotte minacciose ed intimidatorie siano state effettivamente poste in essere nel corso degli anni e nei confronti di svariati soggetti che, a vario titolo, sono stati coinvolti nella vicenda del prelievo ematico“. In pratica per tutti questi anni chiunque potesse dire la verità sulla vicenda è stato messo a tacere in qualche modo ed il mistero si è trascinato fino a ieri. Il lieto fine però non sembra davvero essere contemplato visto che il pm Sottani ha anche aggiunto che gli elementi acquisiti dall’indagine non risultano sufficienti per identificare gli autori dei reati scoperti che sarebbero comunque già caduti in prescrizione e quindi la Procura di Forlì ha richiesto l’archiviazione del caso. Tale richiesta andrà esaminata da tutte le parti coinvolte e non esclude la possibilità di agire in sede civile o sportiva (l’avvocato De Rensis ha annunciato che chiederà l’assegnazione all’ex campione del Giro d’Italia del 1999) almeno per ripristinare l’onore postumo di Pantani, ma è chiaro che sapere la verità e non poter avere giustizia resta un boccone molto amaro da digerire.

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