Gruppi: “Le aree compensative sono una chiara speculazione”


Durante il PG World è intervenuto Danilo Gruppi, portavoce del comitato “Rigenerazione No Speculazione”. Ecco le sue parole

– di Marco Vigarani –

Danilo Gruppi, ospite del PG World

Ieri sera “Il Pallone Gonfiato World” ha avuto ospite Danilo Gruppi, portavoce del comitato “Rigenerazione No Speculazione” che da diverse settimane ha acceso i fari del dibattito sulla concessione delle aree compensative da parte del Comune al Bologna nell’ambito del progetto di ristrutturazione del Dall’Ara. Ecco qualche precisazione preliminare: “Non siamo assolutamente nemici di Saputo, lo reputo una new entry molto importante che costituisce un’opportunità dopo una fase travagliata della vita del Bologna di cui sono tifoso. Condividiamo l’idea di ristrutturare il Dall’Ara senza spostare l’attività sportiva altrove anche se ho parlato con tante famiglie che vivono con disagio la presenza dello stadio. Noi del comitato contestiamo i lineamenti fondamentali del progetto e l’idea di una compensazione del tutto eccessiva in favore del Bologna. Comprendiamo l’idea di andare incontro al club con una convenzione di 99 anni che sarebbe più che sufficiente ma non capiamo perchè debbano essere coinvolte anche altre zone della città con insediamenti commerciali che non hanno ragione di esistere e fuori fase rispetto alle esigenze della città. Fin dall’inizio abbiamo dichiarato di essere animati da intento collaborativo in primo luogo con il Comune e ci siamo costituiti sin dal principio su una piattaforma che contiene otto proposte di merito per rifuggire dalla classica connotazione del comitato del no e basta. Avanziamo proposte compiute che possono essere più o meno condivisibili“.

Il Cierrebi, nodo fondamentale del problema

Gruppi poi ribadisce la posizione del comitato sulla questione del Cierrebi: “Confidiamo di convincere gli attori della vicenda ad intraprendere un’altra strada. Partiamo dal concetto che quella zona è completamente piena di strutture commerciali: c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ne stanno costruendo anche uno nuovo in questi giorni. L’ennesimo supermercato ammazzerebbe definitivamente il cosiddetto commercio di vicinato che è una caratteristica peculiare della zona ed un fattore di socialità e presidio del territorio. Poche settimane fa l’assessore Lepore ha presentato uno studio riguardante la carenza di strutture sportive: eppure si sta pensando di demolire una parte di un impianto sportivo per costruire un supermercato. Mi sembra una cosa incomprensibile. Togliere dal progetto la costruzione del supermercato non basterebbe perchè la questione si intreccia in modo rilevante con quella dei Prati di Caprara. In questo momento storico c’è un’offerta sovrabbondante rispetto ai consumi quindi diciamo no a quel supermercato. Escludere questa struttura sarebbe comunque un passo avanti ed abbiamo apprezzato l’offerta della Fondazione Carisbo di comprare l’impianto e preservarne le attuali caratteristiche“.

Anche la nuova destinazione dell’area dei Prati di Caprara non convince il comitato: “Inoltre viene azzerato un progetto risalente al programma elettorale di Cofferati – spiega Gruppi – che prevedeva la realizzazione nell’area dei Prati di Caprara del più grande parco cittadino: lì invece si parla oggi di costruire la Città della Moda quando tutti sanno che gli outlet, essendo attrattori di traffico, vengono normalmente posizionati lontano dai centri abitati. In quella zona c’è già una forte problema di congestionamento stradale senza dimenticare che sono in aumento delle malattie respiratorie e cardiovascolari dovute all’inquinamento. Siamo persuasi di essere di fronte ad una speculazione che avviene nell’ambito delle norme, quindi non c’è niente di illegale almeno a prima vista ma che ha un chiaro intento speculativo. Nel 2007, quindi prima della crisi, il Comune ha determinato una programmazione urbanistica che teneva conto dei presupposti del periodo: crescita dei consumi e del mercato immobiliare. Il quadro però ora è completamente cambiato ed è irragionevole pensare di costruire duemila unità abitative nell’area dei Prati di Caprara Est“.

Infine una battuta conclusiva relativa all’esposto alla Procura presentato da ex soci e piccoli azionisti riguardo alla vendita dell’area del Cierrebi: “Saluterei con grande piacere che si accendesse un riflettore sulla vicenda. Non voglio fare alcun processo alle intenzioni però ci sono delle stranezze nella vendita sottocosto dell’impianto. Abbiamo chiesto una stima ad un professionista che, pur sottostimando abbondantemente il valore dell’area al netto del supermercato, è arrivato ad una valutazione almeno doppia rispetto alla cifra di vendita“.

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