Guida a Bologna-Entella
Aneddoti, numeri e precedenti


La sfida fra Bologna ed Entella in programma questo pomeriggio al Dall’Ara, è una sfida inedita. È la prima volta che il club di Chiavari affronta una squadra blasonata come il Bologna

di Massimo Righi

La Virtus Entella ed il Bologna non si sono mai affrontate prima, quella di oggi sarà quindi una prima assoluta fra le due compagini, dal momento che la squadra ligure ha per lo più militato in divisioni inferiori per molti anni e che la promozione in serie B conquistata nel maggio scorso, è il miglior risultato sportivo ottenuto dal club del presidente Antonio Gozzi. Non ci sono nemmeno ex di turno da ambo le parti. La squadra di Chiavari è stata fondata nel 1914, 5 anni dopo il Bologna e quest’anno compie quindi 100 cento anni.

Lo stemma della Virtus Entella

Lo stemma della Virtus Entella

Non esistendo pertanto nessun incrocio di sorta fra i due club, ci sono alcune curiosità in termini numerici che è doveroso riportare all’attenzione prima del fischio d’inizio. Il Bologna non vince da 11 partite ufficiali: l’ultima volta che i rossoblù hanno vinto una partita era il 23 marzo scorso in Bologna-Cagliari 1-0, con gol di Christodoulopoulos su rigore. In serie cadetta, i rossoblù mancano dal 2008, quando vennero promossi come secondi classificati dietro al Chievo Verona, dopo aver conquistato 84 punti, frutto di 24 vittorie, 12 pareggi e 6 sconfitte. In quella stagione, il Bologna ebbe la miglior difesa del campionato assieme al Lecce, con sole 29 reti subite. Inoltre, i felsinei persero una sola volta in casa, 1-2 contro il Piacenza alla 30ma giornata. Per quanto riguarda l’Entella invece, la Virtus ha vinto una sola partita delle ultime 10 disputate, 2-1 a Cremona lo scorso 4 maggio, ultima giornata di campionato in I divisione lega pro. Nel mezzo, ha collezionato solo 4 pareggi e 5 sconfitte.

Perché biancoceleste? – Ogni società ha la sua storia dietro la scelta dei colori sociali, così pure l’Entella ha una spiegazione riguardo alla scelta del bianco e del celeste. Si dà infatti il caso che questi colori furono scelti da Enrico Sannazzari, giocatore fra i più rappresentativi del club negli anni ’10 del secolo scorso, in omaggio alla divisa della nazionale Argentina, paese dove aveva vissuto alcuni anni. Nel 1920, data la facilità del celeste a stingersi, la società cambio idea e passò a far indossare ai propri giocatori delle divise nere, con uno scudo bianco-celeste sul lato sinistro del petto. Nel 1961 però, l’Entella tornò alla divisa originaria, riprendendo i colori bianco e celeste

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