Gustavo Bou, che scoperta per l’Academia


Andiamo alla scoperta del centravanti del Racing Club, Gustavo Bou. L’argentino, scuola River Plate, è stato valorizzato dal club di Avellaneda nel quale è letteralmente sbocciato

– di Massimo Righi –

Gustavo Bou, centravanti del Racing Club (ph: superdeportivo.elonce.com)

Gustavo Bou, centravanti del Racing Club (ph: superdeportivo.elonce.com)

Dopo aver conosciuto meglio Federico Mancuello, simbolo dell’Avellaneda che tifa Independiente, scopriamo Gustavo Bou, centravanti che gioca per l’altra squadra di Avellaneda, il Racing Club. Bou nasce a Concordia, città confinante con l’Uruguay a circa 430 km da Buenos Aires nel febbraio del 1990. Ama il calcio come tanti ragazzini ma la sua famiglia necessita di denaro e così anche il giovane Gustavo si dà da fare in cantiere senza però abbandonare il calcio. Entra a far parte delle giovanili del River Plate ma l’impatto con la metropoli lo condiziona e non riesce a ripagare la fiducia in lui riposta dal Cholo Simeone, pertanto nel 2012 dopo lunghi periodi di scarso utilizzo, Bou viene ceduto in prestito all’Olimpo de Bahia Blanca dove trova continuità ma segna solo 8 reti. Dopo una parentesi in Ecuador e una fugace apparizione nel Gimnasia La Plata, nel 2014 il Racing Club decide di puntare sulla sua voglia di riscatto, affiancandolo al Principe Diego Milito, di rientro dopo i trionfi italiani.

La tifoseria non crede che Bou sia l’attaccante giusto per le ambizioni del club che in Argentina chiamano “La Academia” per via della sua tradizione vincente, ma ben presto si ricrederanno. Gustavo non è un Tanque, un carro armato alla lettera. Arriva al metro e settantacinque circa e non pare questa forza della natura, ma il ragazzo ha un gran senso della posizione e un fiuto del gol che gli è insito sin dai tempi adolescenziali. La sua stagione parte in sordina, due tribune e tre gare senza gol poco convincenti. Che fiasco, anzi no. All’ottava Bou infila la porta del Newell’s pareggiando lo svantaggio, poi la settimana dopo segna due reti al Boca sbancando la Bombonera. La gente lo acclama e lui ripaga segnando un’altra doppietta al Belgrano, poi ancora due reti all’Estudiantes. Bou si è ritrovato segnando doblete (doppiette) e col suo sostanzioso contributo permette al Racing di vincere la Primera da protagonista, siglando 10 reti in 15 partite. Nel 2015, alla ripresa del campionato, Bou si distingue per le due triplette segnate in Coppa Libertadores e con 7 reti all’attivo è il capocannoniere assoluto della rassegna.

Nonostante le mille difficoltà incontrate, la lontananza dalla famiglia e l’attaccamento ad essa, Gustavo Bou è riuscito a diventare un bomber acclamato grazie alle sue qualità tecniche e umane, facendo ricredere chi non aveva avuto pazienza di aspettare la sua maturazione, in un mondo in cui spesso si pretende tutto e subito dai calciatori senza dar loro il tempo di crescere e perfezionarsi. Lo chiamano La Pantera o El Intratable, soprannomi che rendono l’idea di come sia sgusciante nei movimenti e difficile da marcare per i difensori.

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