Ecco Helander e Torosidis: “Siamo qui per giocare”


Presentati oggi alla stampa Filip Helander e Vasilis Torosidis, altri due innesti della rosa di Donadoni: ecco le loro prime parole in rossoblù

– di Marco Vigarani –

Ancora una doppia presentazione in casa Bologna per due ragazzi arrivati negli ultimi giorni di mercato. A fare gli onori di casa oggi è il club manager Marco Di Vaio che spiega: “Oggi presentiamo due ragazzi con storie diverse che abbiamo cercato anche su indicazione del mister, due difensori entrambi convocati nella propria Nazionale che avranno un ruolo importante nella nostra crescita. Sul portiere non ci sono novità: attendiamo ulteriori notizie ma a breve, al più tardi la prossima settimana, prenderemo una decisione“.

Di Vaio, Torosidis e Helander

Di Vaio, Torosidis e Helander

Ecco le prime parole di Vasilis Torosidis: “Arrivo in un gruppo che ha tanti giovani quindi toccherà a noi più esperti gestire la squadra offrendo le nostre conoscenze per mettere questo team di fare meglio dell’anno scorso. La Serie A è un campionato difficile in cui bisogna dare sempre il 100%. Fisicamente sto bene, ho giocato con la Grecia ma anche in precampionato con la Roma e quindi sono qui innanzitutto per dare una mano alla squadra ma poi anche per giocare. Inutile negarlo: qualsiasi calciatore vuole giocare e farà sempre di tutto per scendere in campo. Però nessuno ti garantisce la maglia e bisogna guadagnarsela in allenamento. Oikonomou mi ha parlato del club e della sua organizzazione ma già in queste prime ore a Casteldebole e poi anche qui allo stadio ho capito che c’è voglia di crescere“.

Tocca quindi a Filip Helander che, a metà tra italiano ed inglese, dice: “Ho grande entusiasmo per questa nuova avventura, ho voglia di migliorare ogni giorno e giocare a calcio. Conoscevo già il club, ero consapevole del fatto che ci sono altri bravi calciatori nel mio ruolo ma voglio mettermi a disposizione e giocarmi le mie carte. Se devo indicare le mie peculiarità posso dire di essere forte di testa e nell’uno contro uno. Non mi risulta che l’anno scorso il Bologna mi abbia cercato ma sono contento di essere qui oggi anche perchè Krafth mi ha parlato della bellezza di Bologna e del calore dei suoi tifosi. Conoscevo Klas Ingesson, un protagonista del calcio svedese che purtroppo non c’è più ma che ha lasciato un grande ricordo sia in patria che qui, l’ho incontrato anche in campo quando allenava una squadra avversaria“.

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