Higuain, punto esclamativo sullo scudetto. Roma, stop a Empoli. Milan 3°


Nell’11^ giornata di Serie A la Juventus supera il Napoli grazie all’ex Higuain, consolidando il primato in classifica. Male la Roma, Milan e Lazio ok

– di Tiziano De Santis –

Leonardo Bonucci (sx) e Gonzalo Higuain (dx) esultano dopo la vittoria della Juventus sul Napoli per 2 reti a 1 (ph. Tuttosport.com)

Leonardo Bonucci (sx) e Gonzalo Higuain (dx) esultano dopo la vittoria della Juventus sul Napoli per 2 reti a 1 (ph. Tuttosport.com)

Tutta l’Italia calcistica è ferma davanti alla tv nell’11^ di Serie A, che mette in scena i migliori protagonisti del football del nostro Paese nel più bel teatro in circolazione subito dopo la vittoria di misura della Fiorentina di Paulo Sousa sul Bologna di Roberto Donadoni nell’anticipo pomeridiano delle 18.00, quando Kalinic stende i felsinei su rigore dando continuità alla striscia di 4 risultati utili consecutivi per i Viola. Allo Stadium, alle 20.45, si consolida l’eterna rivalità degli ultimi anni tra Juventus e Napoli, condita da un tradimento in più, quello di Gonzalo Higuain, ex azzuro e neo bianconero. In seguito a un primo tempo privo di particolari occasioni da gol, complice un Hernanes mai in partita e un Napoli attento e altissimo nel pressing sui portatori di palla zebrati, i padroni di casa squarciano l’equilibrio con un fulmine di Bonucci, il quale dà il senso migliore al campanile alzato inutilmente da Ghoulam e solo, davanti a Reina, spara, al 50′, un sinistro che si insacca sotto la traversa per l’1-0 dei suoi. Gli ospiti, tuttavia, non ci stanno e impiegano soli 4 minuti per recuperare lo svantaggio: il funambolico Insigne rende possibile l’impossibile, alla luce di una difesa avversaria ben schierata, ma troppo lenta nella lettura: l’assist dell’attaccante per il Callejon è dolce come il miele, forse anche troppo per contrastare il cinismo bianconero. Lo spagnolo trasforma il passaggio in un chirurgico diagonale destro che abbatte le certezze di Buffon per il pareggio partenopeo. Solo momentaneo, però, perchè proprio quando meno te lo aspetti un vero campione può interrompere il digiuno col gol pugnalando la propria ex squadra sul più bello. E’ il caso di Higuain, l’unico giocatore bravo nell’intuire, al 71′, la direzione della respinta di Ghoulam sull’inserimento di Khedira e a punire la retroguardia azzurra troppo schiacciata con un sinistro all’angolino su cui Reina proprio non può nulla. Il Pipita sa di aver allontanato definitivamente il vecchio amore dei propri ex supporter con la rete decisiva dello Stadium e decide di non esultare, secondo la legge non scritta di chi sa che l’ha combinata grossa ed è meglio star zitti con l’alibi di un rispetto che diventa polvere dinanzi a un 2-1 finale e a un +7 in classifica.

L'esultanza di Immobile dopo il gol in Lazio-Sassuolo 2-1 (ph. Tgcom24.mediaset.it)

L’esultanza di Immobile dopo il gol segnato in Lazio-Sassuolo 2-1 (ph. Tgcom24.mediaset.it)

La seconda forza del campionato si inchioda su uno scialbo 0-0 al Castellani nel pomeriggio della domenica: la Roma di Luciano Spalletti crea ma non sfrutta al massimo le proprie occasioni, scivolando a -4 dalla capolista, complice anche il muro difensivo dell’Empoli e le grandi parate di Skorupski, portiere in prestito da chi? Proprio dai giallorossi, come in un film dalla trama ironicamente pungente di una casistica scontata nel mondo del calcio. A non fermarsi più sono l’Atalanta di Giampiero Gasperini e la Lazio di Simone Inzaghi. All’Atleti Azzurri d’Italia, i bergamaschi demoliscono le salde mura psicologiche del Genoa di Ivan Juric, reduce dalla netta vittoria di Marassi sul Milan per 3 reti a 0. Il Grifone praticamente non scende in campo e viene così travolto dalle realizzazioni di Kurtic (doppietta) e Gomez, che tra il 36′ e l’84’ chiudono una pratica mai nata consegnando la 6^ posizione in graduatoria al club di Antonio Percassi. Le aquile biancocelesti, invece, sfruttano l’inizio del secondo tempo per siglare un uno-due micidiale e mettere k.o. il Sassuolo di Eusebio Di Francesco: al 50′ Lulic apre le marcature del match dell’Olimpico su assist di Keita; al 55′ è Ciro Immobile a siglare il 9° gol personale sul passaggio di testa di Radu, superando Consigli grazie anche alla deviazione di Dell’Orco. Inutile la riapertura dell’incontro di Defrel del 57′, perchè la Lazio riesce a conquistare il bottino pieno e, con esso, il 4° posto solitario in classifica. Chi la precede è il Milan di Vincenzo Montella, autore di una prestazione così e così contro il Pescara di Massimo Oddo. I Diavoli rossoneri vincono di misura grazie all’intuizione di Jack Bonaventura, che al 49′ fa saltare a vuoto la barriera rivale su una punizione dal limite dell’area di rigore biancoazzurra, spedendo la sfera alla destra di Bizzarri con un chirurgico rasoterra e regalando la 3^ posizione al team dell’Aeroplanino.

Fabio Quagliarella esulta dopo il gol segnato in Sampdoria-Inter 1-0 (ph. It.eurosport.com)

Fabio Quagliarella esulta dopo il gol segnato in Sampdoria-Inter 1-0 (ph. It.eurosport.com)

A non sorridere affatto è l’altra faccia di Milano, quella nerazzurra, che viene nuovamente risucchiata dai propri incubi in quel di Marassi, nel match contro la Samp. L’1-0 blucerchiato è solo la lettura più veloce della sfida tra cuore e determinazione da un lato e la mancanza di certezze dall’altro: dovrebbe essere la partita di Icardi e invece a spuntarla è Fabio Quagliarella, che capitalizza l’inserimento in serpentina di Linetty battendo Handanovic al 44′. L’Inter, invece, sbatte contro la traversa, colpita prima da Brozovic e poi da Palacio, e la panchina di de Boer torna a tremare fortemente dopo il trionfo conseguito a San Siro contro il Torino nel penultimo turno di campionato. A trovare i primi 3 punti stagionali è, invece, il Crotone di Davide Nicola, che fa affondare il Chievo di Maran al 10° posto della Serie A grazie al rigore conquistato da Mesbah e trasformato da Trotta sul finire del primo tempo, nell’ultimo dei tre minuti di recupero decretati da Pairetto per essere precisi. Curioso è il siparietto tra lo stesso 29 rossoblu e il compagno d’attacco Falcinelli poco prima della battuta del penalty: entrambi vogliosi di calciare in una disputa in cui ne viene fuori, e anche alla grande, il primo. Falcinelli può comunque sorridere, perchè il raddoppio dei padroni di casa porta la sua firma nell’ultimo giro di orologio del match, dopo una bella palla recuperata da Sampirisi ai danni di Hetemaj. L’11° turno di Serie A tramonta con i posticipi del lunedì: se il Torino di Sinisa Mihajlovic, impegnato nella trasferta di Udine, trova in Ljajic la risorsa in più per pareggiare un match iniziato alla grande grazie al gol del vantaggio di Benassi e capovolto dalle reti di Thereau e Zapata, il Cagliari di Massimo Rastelli manda nell’oblio più profondo il Palermo di De Zerbi. Il capitano rossoblu Dessena rientra dopo 11 mesi di stop per il serio infortunio a tibia e perone, firmando la doppietta che stende, tra il 53′ e il 64′, i siciliani, bravi, tuttavia, a cercare di riaprire il match invano al 79′ con Nestorovski. I sardi balzano al 9° posto in classifica, a quota 16 punti, mentre De Zerbi, fermo alla penultima posizione con soli 6 punti ottenuti sinora, rischia seriamente il posto.

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