Higuain riacciuffa il Toro allo Stadium, Pandev ammutolisce l’Inter al Ferraris. La Roma fa piccolo il Diavolo a San Siro. Il Palermo è in B


Il commento della 35^ giornata di A: il Toro sfiora il colpaccio allo Stadium. Lazio, Roma e Napoli, vittorie spettacolo per l’Europa. Milan e Inter k.o.

– di Tiziano De Santis –

Gonzalo Higuain esulta dopo il gol del pareggio in Juventus-Torino 1-1 (It..eurosport.com)

Quello della Serie A sembra un copione già scritto e difficile da modificare di qui alla fine, nonostante i colpi di scena non siano mancati nei recenti turni disputati, compresa l’ultima giornata, la 35^ della stagione 2016/2017. Basti pensare al derby della Mole tra la Juventus di Massimiliano Allegri e il Torino di Sinisa Mihajlovic: nell’anticipo serale del sabato, infatti, i bianconeri vengono riplasmati dal turnover scelto dal tecnico livornese e non riescono a conquistare i tre punti davanti ai propri supporter. A dir la verità lo Stadium trema sino all’ultimo davanti alla compostezza e al cuore dei Granata, la cui voglia di scalfire l’insuperabile difesa avversaria trova compimento nella pregevole punizione calciata da Ljajic al 52′. La parabola si rivela, infatti, imprendibile per Neto, che può solo osservare la sfera baciare la traversa e superare la linea di porta per lo 0-1 avversario. Per poter far festa sugli spalti, il popolo zebrato deve aspettare il 92′, quando Higuain, subentrato a Sturaro a inizio ripresa, stoppa alla grande un bel filtrante di Pjanic, prima di insaccare la sfera all’angolino destro di Hart con una bella girata dal sapore del pari. Tra le due realizzazioni del match si ci mette, tuttavia, un clamoroso errore dell’arbitro Valeri, che, supportato dal quarto uomo, decreta un fallo inesistente di Acquah – già ammonito nel primo tempo – e mostra al ghanese il secondo giallo per la furia dell’intera rosa granata e del condottiero Sinisa, costretto a sua volta ad abbandonare anch’egli la propria postazione per eccessive proteste al direttore di gara e al quarto uomo. La partita termina con un pareggio che avvicina la Juventus al titolo, ma che evidenzia ancor più ciò che più contraddistingue storicamente il Torino dal resto delle squadre del nostro campionato, quel cuore e quella generosità unici e indispensabili per fare una figurona in un’arena ostile a molti in Italia e in Europa. Chi è impegnato in una vera e propria bagarre per il secondo posto è il Napoli di Maurizio Sarri, che, come da pronostico, non ha alcuna difficoltà nel mettere in ginocchio il Cagliari di Rastelli in un San Paolo pullulante d’azzurro: la doppietta di Mertens e il gol di Insigne polverizzano in 67 minuti i sardi, che trovano il gol della bandiera allo scadere con Farias. I partenopei agguantano momentaneamente le spalle dei campioni in carica, scavalcando la Roma di Luciano Spalletti.

Ciro Immobile batte il cinque con Felipe Anderson dopo aver segnato il gol in Lazio-Sampdoria 7-3 (ph. Calcionews24.com)

Proprio i giallorossi, impegnati nella trasferta di San Siro contro il Milan, non hanno problemi nell’effettuare un controsorpasso da manuale calcistico nel posticipo della domenica sera: ad annullare il Diavolo sono Dzeko (autore di una doppietta in 26 giri d’orologio), l’ex El Shaarawy e De Rossi, il quale sentenzia definitivamente i padroni di casa su un rigore causato dal fallo di Paletta – successivamente espulso – su Salah, e solo intuito e sfiorato dall’incolpevole Donnarumma. A nulla è valso il momentaneo 2-1 realizzato da Pasalic al 76′, perchè due minuti più tardi la Roma ha già riportato a due i gol di vantaggio. Tutto il resto è noia direbbe probabilmente San Siro se potesse parlare, ma anche fortuna si potrebbe aggiungere, dati i risultati del pomeriggio di Inter e Fiorentina, in corsa entrambe, assieme al Milan, per l’Europa League. In particolare i nerazzurri mettono a referto la terza sconfitta di fila in campionato contro il redivivo Genoa di Ivan Juric, capace di soffrire, gioire per il rigore sbagliato da Candreva, ed esultare come mai alla rete di Goran Pandev, utile al Grifone per annientare il Biscione e tornare ad una vittoria indispensabile per la permanenza in A, alla luce dei trionfi di Empoli e Crotone contro Bologna e Pescara, piegati rispettivamente 3-1 e 1-0; il team di Juric riesce, infatti, a rimanere a +1 sui toscani e a +5 sui calabresi, il cui sesto risultato utile consecutivo potrebbe non bastare per tenere a bada il richiamo della B. La Viola, invece, impegnata nella difficile trasferta di Reggio Emilia, prima passa in vantaggio con Chiesa contro il Sassuolo di Eusebio Di Francesco, per poi farsi riprendere e rimontare dai neroverdi nella ripresa; le reti di Politano e Iemmello sembrano assegnare la vittoria agli emiliani, che tuttavia al 94′ vedono svanire l’illusione nel gran destro piazzato di Federico Bernardeschi, autore del clamoroso 2-2 in favore dei suoi, costretti, tra l’altro, a giocare in 10, dal 72′, per l’espulsione di Gonzalo Rodriguez. Se l’Atalanta conquista un punto prezioso per la causa europea alla Dacia Arena – rischiando anche il colpaccio se Perica non pareggiasse nella ripresa le marcature aperte da Cristante -, la Lazio di Simone Inzaghi travolge letteralmente la Sampdoria di Giampaolo tra le mura amiche. Le aquile albicelesti, infatti, riescono a rifilare cinque reti all’avversario nel solo primo tempo, all’Olimpico, per la seconda volta consecutiva, portando poi le realizzazioni complessive a sette nella ripresa: ad iscriversi al tabellino dei marcatori sono Keita, Immobile (doppietta), Hoedt, Anderson, de Vrij e Lulic, i quali annullano completamente il valore dei tre gol doriani di Quagliarella e Linetty.

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