I conti si riaprono: inizia l’ATP world tour finals


A Londra va in scena l’ultimo grande torneo tennistico della stagione che vedrà affrontarsi i migliori otto del circuito. Tutti contro Andy Murray, nuovo numero uno del mondo. Novak Djokovic vuole la rivincita

-Giuseppe Cambria-

Novak Djokovic (ph. Zimbio)

Novak Djokovic (ph. Zimbio)

È ancora tutto aperto. All’ “O2 Arena” di Londra si apre una settimana di fuoco, dal 13 al 20 novembre, con l’ATP world tour finals, ultimo masters della stagione, nel quale si sfideranno i primi otto tennisti al mondo. Mancano i due infortunati di lusso, Roger Federer – che non sarebbe rientrato comunque tra gli otto per la lunga assenza dai campi- e Rafa Nadal. Entra in gioco l’austriaco Dominic Thiem, il più giovane del torneo con i suoi 23 anni. E questi conti sono chiusi. Quelli ancora aperti restano invece tra Andy Murray, nuovo numero uno al mondo, dopo la vittoria a Parigi Bercy, e Novak Djokovic, detentore del torneo e alla conquista del suo sesto titolo nel masters di Londra. Il primo cercherà la conferma del primato appena raggiunto, il secondo cercherà di riprendersi la vetta, obbligato a vincerle tutte. Gli occhi, ovviamente, saranno puntati su entrambi, senza offesa per gli altri. Lo scozzese dovrà vedersela con la pressione psicologica della prima posizione che già sembra averlo condizionato durante la finale al masters di Parigi contro lo statunitense Isner. Il serbo, invece, dovrà tirare fuori tutte le energie rimastegli, dopo il forte calo fisico avuto negli ultimi mesi. I due potranno sfidarsi solo in un eventuale semifinale o finale poiché i due gironi (all’italiana) sono così strutturati: Gruppo “John McEnroe”: Andy Murray, Stan Wawrinka, Kei Nishikori e Marin Cilic. Gruppo “Ivan Lendl”: Novak Djokovic, Milos Raonic, Gael Monfils e Dominic Thiem. La condizione fisica di tutti i partecipanti, dopo un anno intenso di impegni, non getta delle buone premesse per uno svolgimento del torneo ad alto livello. Le motivazioni faranno la differenza. E chi più di Djokovic e Murray ne hanno? È un duello che già aspettiamo con ansia, senza offesa per gli altri.

Si parte con Djokovic- È il serbo ad aprire le danze e il turno del gruppo “Ivan Lendl”. Contro si ritrova il numero nove del mondo Dominic Thiem, alla sua prima da debuttante nelle finals. L’austriaco è l’unico dei due a non aver nulla da perdere. Ma il match ci dà un profilo psichico diverso. Il primo set è molto combattuto, in un festival di tensioni: i due tennisti sembrano essere ancora in fase di studio. Djokovic gioca spesso molto offensivo sotto rete ma non ottiene gli effetti sperati. Gli scambi sono molto lunghi e si lotta su ogni palla. Ognuno porta a casa il proprio turno di servizio e si arriva al 6-6: si va al tie-break. Thiem riesce a ottenere ben sette set point, tre dei quali riesce a mandarli in fumo per doppio fallo. L’inesperienza punisce Thiem ma il serbo non riesce ad approfittarne. Il primo set va clamorosamente all’austriaco. Dopo il primo set non c’è più nulla da dire. Thiem non rientra più in campo e Djokovic reagisce da campione, nonostante uno stato fisico non ottimale: si porta a casa due set, 6-0 6-2, e il match in 50 minuti circa. Thiem rimandato. Nole non stecca la prima.

In prima serata- A chiudere la prima giornata e gli scontri del primo gruppo c’è lo scontro tra Milos Raonic, numero quattro del mondo, e Gaël Monfils, due posizioni sotto. Il primo set è dominato dal canadese che parte subito benissimo con due aces. Monfils non sembra all’altezza: doppi falli e troppe distrazioni. È Raonic che comanda gli scambi ed è inarrestabile nel servizio. In 35 minuti il canadese chiude il primo set sul 6-3.bIl ritornello non cambia nel secondo set. Raonic questa volta arriva al break solo sul 4-3. Chiude gioco e partita sul 6-4 con il dodicesimo ace del match. Prima vittoria in carriera alle world tour finals per Milos Raonic che si ritrova a guidare il girone “Ivan Lendl”.

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