I miti del calcio: Alfredo Di Stefano


Dall’idea di Marco Dall’Olio, nasce una rubrica che settimanalmente vi propone un campione della storia del calcio mondiale. Oggi il protagonista è Alfredo Di Stefano, forse il miglior calciatore di sempre, di cui il 4 luglio ricorre l’anniversario della nascita

– di Marco Vigarani –

Fiumi di inchiostro sono stati versati per cercare di descrivere la grandezza di un calciatore che è riconosciuto universalmente come uno dei padri del gioco del calcio, un simbolo ed un ambasciatore di uno sport che grazie a lui ha toccato vette di eccellenza mai immaginate in precedenza. Alfredo Di Stefano, detto in campo “Saeta rubia”, è stato l’uomo che con il suo talento ha creato il mito del Real Madrid, una delle squadre più prestigiose del mondo e ha incarnato con il suo carattere lo spirito del calciatore moderno con cinquant’anni di anticipo facendo innamorare generazioni di appassionati ed ispirando altrettanti giovani atleti cresciuti con il suo mito.

Non fu facile per Di Stefano affermarsi con la maglia del River Plate (ph. Olè)

Non fu facile per Di Stefano affermarsi con la maglia del River Plate (ph. Olè)

Alfredo Stefano Di Stefano Laulhé nacque a Buenos Aires il 4 luglio 1926 da una famiglia di emigranti ed entrò nel River Plate già a quindici anni sognando di emulare le gesta del suo idolo Erico, centravanti dell’Independiente. La miopia di alcuni dirigenti e la paura di perdere il posto dell’allora stella Pedernera lo spinsero però ben presto verso un prestito all’Huracan che rivelò subito il talento clamoroso di quel ragazzo capace di cambiare le partite da solo arrivando in doppia cifra già al suo primo anno da professionista e segnando uno dei gol più rapidi della storia del calcio dopo appena undici secondi. Rientrato al River con un altro allenatore e senza più la concorrenza di Pedernera, Di Stefano confermò subito le sue doti trascinando la squadra alla conquista del titolo con 27 gol che gli permisero di vincere anche la classifica cannonieri a soli 21 anni assurgendo al ruolo di protagonista assoluto fino al trasferimento in Colombia nel 1949. Tale operazione fu fortemente voluta dallo stesso attaccante che pretendeva uno stipendio degno della sua classe ed in grado di garantirgli la vita di piaceri che riteneva di meritare: in quattro stagioni ai Millonarios vinse per tre volte il titolo segnando complessivamente oltre 90 reti.

 

Di Stefano e le sue cinque Coppe dei Campioni (ph. FrickFoot)

Di Stefano e le sue cinque Coppe dei Campioni (ph. FrickFoot)

Considerato ormai troppo vecchio dalla Roma, Di Stefano venne comunque in Europa nel 1953 dove il Real Madrid fece di tutto per assicurarselo nella speranza di raggiungere e superare il livello di Barcellona e Atletico, allora squadre egemoni della Liga. Nelle sue prime cinque stagioni spagnole il talento argentino conquistò il successo nella Liga per quattro volte aggiungendo ad esso due Coppe dei Campioni e quattro titoli di capocannoniere convincendo quindi anche la Spagna a convocarlo in Nazionale dopo aver già indossato anche i colori di Argentina (vittoriosa in Copa America nel 1947) e Colombia. Nel 1957 per Di Stefano arrivò il primo Pallone d’Oro bissato due anni dopo quando il Real dovette accontentarsi della Coppa Campioni non riuscendo a vincere lo scudetto nonostante le medie realizzative straordinarie dell’argentino che intanto aveva trovato il suo partner d’attacco perfetto nell’ungherese Puskas. Lo straordinario calciatore e uomo immagine del club madrileno nel 1963 visse anche l’esperienza del sequestro ad opera di un gruppo di militanti cubani che però lo rilasciarono dopo un paio di giorni senza ottenere alcun riscatto. L’anno successivo egli concluse la sua straordinaria esperienza al Real lasciando in eredità un’infinita serie di titoli in bacheca ma si concesse ancora due anni di attività all’Espanyol giocando e segnando fino al raggiungimento dei quaranta anni d’età.

Appese le scarpette al chiodo, Di Stefano divenne allenatore dividendo la sua nuova carriera tra Spagna e Argentina, le due nazioni della sua vita. Ottenuti due successi in patria alla guida di Boca e River, non ebbe altrettanta fortuna nell’esperienza a Madrid visto che l’unico trofeo vinto fu la Supercoppa del 1990. I suoi maggiori successi da tecnico sul suolo iberico risalgono alle esperienze con il Valencia, portato prima alla vittoria del campionato, poi al successo in Coppa delle Coppe e successivamente anche al ritorno nella Liga dopo una retrocessione. Dal 2000 Di Stefano è stato presidente onorario del suo Real Madrid fino al momento della scomparsa avvenuta il 6 luglio 2014 pochi giorni dopo il suo compleanno per le complicazioni di un infarto.

SQUADRA PRESENZE GOL
River Plate 72 53
Huracan 25 10
Millonaros 104 91
Real Madrid 396 307
Espanyol 60 14
Totale club 665 484
Argentina 6 6
Colombia 4 2
Spagna 31 23

 

PALMARES
CLUB INDIVIDUALI ALLENATORE
2 Campionati argentini 5 Coppe dei Campioni Pallone d’Oro 1957 e 1959 1 Segunda Divisione spagnola
3 Campionati colombiani 1 Coppa Intercontinentale Capocannoniere Argentina 1947 2 Campionati argentini
8 Liga 1 Coppa di Colombia Capocannoniere Colombia 1951 e 1952 1 Liga
1 Coppa di Spagna NAZIONALE Capocannoniere Spagna 1954, 1956, 1957, 1958 e 1959 1 Coppa delle Coppe
2 Coppe Latine Oro Copa America 1947 Capocanniere Coppa Campioni 1958 e 1962 1 Supercoppa spagnola

 

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