I miti del calcio: Diego Armando Maradona


Dall’idea di Marco Dall’Olio, nasce una rubrica che settimanalmente vi propone un campione della storia del calcio mondiale. Domani festeggerà il 55esimo compleanno il leggendario Diego Armando Maradona

– di Marco Vigarani –

Maradona in posa con la Coppa del Mondo 1986 (ph. Zimbio)

Maradona in posa con la Coppa del Mondo 1986 (ph. Zimbio)

Per milioni di persone sarebbe offensivo parlare di Diego Armando Maradona come di un semplice calciatore. Il Pibe de Oro ha infatti assunto quasi i tratti della divinità non solo per la tecnica sublime del suo gioco ma anche per una personalità complessa ed affascinante che sicuramente ne ha limitato la carriera ma lo ha anche reso allo stesso tempo una leggenda assoluta per intere generazioni. Anzi ancora oggi in giro per il mondo il suo nome è pronunciato con disinvoltura anche da bambini che non lo hanno mai visto in campo ma che lo idolatrano attraverso il ricordo dei genitori. Maradona è al centro della disputa più famosa della storia dello sport per il più grande calciatore della storia in competizione con Pelè ma soprattutto è uno dei pochi eletti il cui nome evoca immediatamente magia ed emozione nonostante i tanti problemi personali attraversati durante e dopo la carriera sul campo.

Nato il 30 ottobre 1960 a Lanus, il talento argentino ha iniziato a giocare con la maglia (prima giovanile poi professionale) dell’Argentinos Juniors debuttando a sedici anni e guadagnandosi in pochi mesi anche la chiamata in Nazionale. Talento purissimo, Maradona divenne capocannoniere in Argentina già nel 1978 per poi laurearsi campione del mondo Under 20 pochi mesi dopo e vincere quindi per due anni di fila il Pallone d’Oro sudamericano prima di trasferirsi a Boca Juniors nel 1981 in uno scambio che vide coinvolti come contropartita addirittura altri cinque atleti. Bastò un anno per ricevere, complice anche la difficoltà del club argentino, la chiamata del Barcellona dove in due anni ebbe la possibilità di ambientarsi nel calcio europeo ed in particolare di prendere confidenza con la manieri rudi dei difensori. Qualche infortunio di troppo mise fine alla sua esperienza iberica aprendo per lui le porte del Napoli, club e città con i quali avvenne un’identificazione totale dentro e fuori dal campo.

 

Maradona e la Coppa UEFA vinta con il Napoli (ph. Wikipedia)

Maradona e la Coppa UEFA vinta con il Napoli (ph. Wikipedia)

Il successo di Maradona a Napoli coincise con un periodo storico per il club partenopeo che riuscì ad aggiudicarsi due Scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa ed una Coppa UEFA inserendosi per qualche stagione nell’elite assoluta del calcio italiano mentre al campione argentino riuscì l’impresa di laurearsi campione del mondo con l’Argentina nel 1986. L’esperienza napoletana però segnò anche l’inizio della fine per il fantasista che accentuò ulteriormente il suo consumo di sostanze stupefacenti e divenne dipendente dalla cocaina fino a farsi scoprire durante un controllo antidoping nel 1991 ricevendo una ovvia squalifica di un anno e mezzo. Esaurito il periodo di stop forzato, Maradona tornò in campo con il Siviglia per poi rientrare in patria prima con la maglia del Newell’s Old Boys e poi di nuovo con quella del Boca Juniors: la sua stella però era ormai tramontata insieme agli abusi del periodo europeo ed arrivò anche una seconda squalifica in Nazionale per positività all’efedrina. Il ritiro dall’attività agonistica avvenne nel 1997.

Da quel momento in avanti la vita di Maradona fu sempre a rischio per circa un decennio tra problemi di peso ed abuso di droghe e alcool che lo obbligarono a lunghi periodi di riabilitazione per non causarne una morte prematura. Figli illegittimi in giro per il mondo, problemi con il fisco, insulti e risse sono poi solo il contorno di un personaggio inconfondibile per quanto modello ben poco edificante. Nel 2008 però è iniziata una nuova fase della vita professionale di Maradona: chiamato ad allenare l’Argentina dopo qualche brevissima esperienza in panchina al termine del decennio precedente, egli guidò senza fortuna la spedizione verso i Mondiali 2010. Esonerato dopo l’eliminazione ai quarti di finale, egli ha accettato in seguito un incarico a Dubai lontano dal calcio autentico ma in realtà non sembra aver ancora trovato la strada giusta per continuare a lavorare nel mondo del calcio.

SQUADRA PRESENZE GOL
Argentinos Juniors 166 116
Boca Juniors 71 35
Barcellona 58 38
Napoli 259 116
Siviglia 29 8
Newell’s Old Boys 5 0
Totale club 588 313
Nazionale Under 20 24 13
Nazionale 91 34

 

PALMARES
CLUB NAZIONALE
1 Campionato argentino Oro Mondiale U20 1979
1 Coppa di Spagna Oro Mondiale 1986
1 Coppa della Liga INDIVIDUALE
1 Supercoppa spagnola Pallone d’Oro sudamericano 1979, 1980
2 Campionati italiani Pallone d’Oro alla carriera 1995
1 Coppa Italia Capocannoniere Serie A 1988
1 Supercoppa italiana Onze d’Or 1986, 1987
1 Coppa UEFA MVP Mondiali U20 1979
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