I miti del calcio: Fulvio Bernardini


Dall’idea di Marco Dall’Olio, nasce una rubrica che settimanalmente vi propone un campione della storia del calcio mondiale. Protagonista Fulvio Bernardini, calciatore poi grande allenatore nato il 28 dicembre di 110 anni fa

– di Marco Vigarani –

Fulvio Bernardini, calciatore di talento e grande allenatore (ph. YouTube)

Fulvio Bernardini, calciatore di talento e grande allenatore (ph. YouTube)

Prima calciatore dalla classe cristallina poi allenatore innovativo ma anche illuminato scopritore di talenti e sempre uomo schietto e sincero: Fulvio Bernardini resta nella memoria degli appassionati di calcio come una delle figure di spicco del secolo scorso. La sua carriera ha infatti attraversato quasi cinquant’anni di pallone italiano portando il suo credo ovunque nella Penisola: dalle storiche capitali del potere economico alle cittadine di provincia diventate vincenti a dispetto delle aspettative.

Fulvio Bernardini nacque a Roma il 28 dicembre 1905 (salvo poi essere registrato all’anagrafe solo il 1 gennaio successivo) e curiosamente iniziò la sua carriera nella Lazio come portiere nel 1919 per poi cambiare ruolo tre anni dopo probabilmente in seguito ad un infortunio e divenne quindi attaccante raggiungendo persino la finale Scudetto a suon di gol. Anche la Nazionale aprì le sue porte per Fuffo anche se la sua vicenda in azzurro fu piuttosto travagliata tanto da escluderlo dai Mondiali consentendogli di partecipare soltanto alle Olimpiadi ottenendo un terzo posto. Nel 1926 arrivò però la chiamata dell’Inter e proprio a Milano egli non fu solo protagonista in campo ma fu anche il principale mentore di Giuseppe Meazza, segnalato con vivo interesse al tecnico Weisz. Bernardini quindi tornò a casa per vestire la maglia della sua Roma e lì rimase a lungo: dal 1928 al 1939 con un’ultima breve parentesi da giocatore-allenatore nella Mater prima di ritirarsi.

Bernardini vinse lo Scudetto a Firenze e Bologna (ph. Wikipedia)

Bernardini vinse lo Scudetto a Firenze e Bologna (ph. Wikipedia)

A quel punto iniziò però una seconda fase forse ancor più luminosa della carriera di Bernardini nel calcio italiano anche se i primi anni furono piuttosto complessi tra reggenza FIGC ed una prima avventura fallimentare in giallorosso. Il tecnico ripartì allora dalle basi guidando la Reggina in Serie C ed il Vicenza in Serie B perfezionando con la pratica le sue idee innovative di un calcio in cui gli spazi erano considerati elementi fondamentali da sfruttare a proprio vantaggio pur non imbrigliando il talento dei singoli in rigide strutture tattiche. Ecco allora che al suo ritorno nella massima serie Bernardini si laureò due volte campione prima con la Fiorentina poi con il Bologna con in mezzo una parentesi trionfale anche alla Lazio culminata nella vittoria della Coppa Italia ed in seguito una lunga militanza nella Sampdoria. L’ultimo incarico fu alla guida della Nazionale per un triennio purtroppo privo di successi che concluse la sua carriera da allenatore nel 1977. Dopo un paio di stagioni da direttore generale blucerchiato, Bernardini si ritirò definitivamente per condurre una battaglia contro la malattia che lo condusse alla morte nel 1984: solo anni dopo si è poi capito che si trattava di SLA.

SQUADRA PRESENZE GOL
Lazio ca 100 49
Inter 58 27
Roma 294 47
Mater
Totale club oltre 500 oltre 123
Nazionale 26 3

 

PALMARES
NAZIONALE ALLENATORE
Bronzo Olimpiadi 1928 2 Scudetti
INDIVIDUALE 1 Coppa Italia
Seminatore d’oro 1956 2 Serie C
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