I miti del calcio: Helmut Haller


Dall’idea di Marco Dall’Olio, nasce una rubrica che settimanalmente vi propone un campione della storia del calcio mondiale. Oggi il protagonista è Helmut Haller, indimenticabile protagonista in rossoblù del quale il 21 luglio ricorre l’anniversario della nascita

– di Marco Vigarani –

Haller sfiorò il titolo di capocannoniere al Mondiale 1966 (ph. Getty Images)

Haller sfiorò il titolo di capocannoniere al Mondiale 1966 (ph. Getty Images)

Parlando di Helmut Haller la prima cosa che si sente sempre dire è che fosse un tedesco anomalo ma, a costo di essere ripetitivi, è questa la definizione che meglio lo rappresenta. Non brillava infatti per rigore, era all’antitesi della freddezza caratteriale nordica e sul campo da calcio assomigliava decisamente ad un brasiliano per la confidenza con il pallone che si combinava con estro e fantasia. Dopo il triplice fischio invece amava i locali, la vita notturna portata fino all’alba in compagnia di splendide donne e buon vino anche a costo di concedersi qualche licenza di troppo ed incorrere nelle punizioni degli allenatori.

Nato il 21 luglio 1939 ad Augusta e quindi bambino durante la Guerra, Haller si avvicinò al calcio solo da adolescente entrando nelle giovanili della sua città natale ed arrivando fino alla prima squadra e all’esordio nel 1957. Bastarono pochi mesi per far conoscere in tutto il Paese la sua classe come creatore di gioco offensivo difficilmente inquadrabile in una semplice definizione di mezzala o trequartista ed infatti già l’anno successivo venne convocato dalla Germania Ovest partecipando poi al suo primo Mondiale nell’estate del 1962. Fu l’ex rossoblù Sansone a segnalare Haller al Bologna convincendo addirittura il presidente Dall’Ara ad andare personalmente ad Augusta per concludere l’affare ed assicurarsi un rinforzo fondamentale per la sua squadra.

Helmut Haller, protagonista del Bologna dello Scudetto 1964 (ph. Tuttosport)

Helmut Haller, protagonista del Bologna dello Scudetto 1964 (ph. Tuttosport)

Il gioco di Bernardini ne esaltò le caratteristiche tecniche portando ad un’alchimia straordinaria con gli attaccanti Nielsen e Pascutti che condusse il Bologna al trionfo del 1964 nello spareggio contro l’Inter per lo Scudetto. Dopo quel successo per il talento tedesco aumentò addirittura il peso a livello offensivo raggiungendo per tre stagioni consecutive la doppia cifra nonostante il suo ruolo di rifinitore e la vena realizzativa venne confermata anche con la maglia della Germania al Mondiale del 1966, concluso solo con la sconfitta in finale ma con ben sei reti realizzate (una anche nell’ultimo atto del torneo) ad un solo gol dal capocannoniere Eusebio. Il capoluogo felsineo fu anche inevitabilmente fonte di grande distrazione per Haller che negli anni rossoblù si immerse completamente nella mondanità cittadina arrivando al termine della sua esperienza abbastanza lontano dalla condizione fisica perfetta di un atleta tanto da far pensare ai tifosi bianconeri che la Juventus avesse fatto un grave errore ad ingaggiarlo nel 1968.

 

Due scudetti anche alla Juventus per Haller (ph. TuttoSport)

Due scudetti anche alla Juventus per Haller (ph. TuttoSport)

Fortemente voluto dall’allora presidente Catella, venne tirato nuovamente a lucido dalla preparazione atletica scelta dal tecnico Heriberto Herrera e tornò ad essere il motore di una squadra giovane e subito vincente. I suoi assist furono la spinta propulsiva per le carriere di Anastasi e Bettega e nei cinque anni in bianconero per Haller arrivarono altri due scudetti uniti a prestigiose avventure in Europa. La sua Juventus vide svanire in finale sia la Coppa delle Fiere del 1971 che la Coppa dei Campioni 1973 contro l’Ajax imbattibile di Crujiff. La sua carriera in Nazionale intanto volse al termine già nel 1970 con l’ultima convocazione per il Mondiale in Messico mentre tre anni dopo Haller lasciò l’Italia per tornare nel suo Augusta relegato in Seconda Divisione. Le ultime sei stagioni della sua carriera furono interamente dedicate ai colori della sua città (salvo una parentesi allo Schwenningen) che lo riaccolse come un eroe. Colpito da un attacco cardiaco nel 2006 e successivamente dal devastante morbo di Alzheimer, Haller si è spento l’11 ottobre del 2012 dopo aver visto il nipote Christian Hochstatter seguirne le orme come calciatore professionista.

SQUADRA PRESENZE GOL
Augusta 187 48
Bologna 208 58
Juventus 174 33
Schwenningen 2 0
Totale club 571 139
Nazionale 33 13

 

PALMARES
CLUB NAZIONALE
3 Scudetti Argento Mondiale 1966
Bronzo Mondiale 1970
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