I miti del calcio: Johan Cruijff


Dall’idea di Marco Dall’Olio, nasce una rubrica che settimanalmente vi propone un campione della storia del calcio mondiale. Oggi il protagonista è il profeta del gol Johan Cruijff che compie gli anni il 25 aprile

– di Marco Vigarani –

Cruijff ha collezionato 365 presenze con la maglia dell'Ajax (ph. FrickFoot)

Cruijff ha collezionato 365 presenze con la maglia dell’Ajax (ph. FrickFoot)

Parlare di Johan Cruijff equivale a parlare dell’essenza stessa del calcio piuttosto che di un semplice calciatore: quando infatti l’artista è assolutamente eccelso finisce per fondersi nella sua arte stessa. La carriera del cosiddetto Profeta del gol è talmente ricca di successi personali e collettivi che sembra quasi irreale ma i titoli non bastano a spiegare le emozioni che la leggenda olandese ha trasmesso ad intere generazioni in vent’anni trascorsi sul campo portando successivamente la sua aura di vincente anche nell’esperienza di allenatore. La classe sprigionata dai suoi dribbling, la precisione assoluta dei suoi passaggi e l’implacabilità delle sue conclusioni verso la porta avversaria scoccate indifferentemente con entrambi i piedi rendono praticamente impossibile attribuire a Cruijff un preciso ruolo in uno scacchiere tattico. Il numero dei gol realizzati fa pensare ad un attaccante ma la partecipazione alla manovra lo rende inquadrabile anche come trequartista: l’unico modo per non sbagliare è definirlo un genio del calcio.

Tre esperienze anche al Barcellona come giocatore, allenatore e dirigente (ph. IndoBarca)

Tre esperienze anche al Barcellona come giocatore, allenatore e dirigente (ph. IndoBarca)

Nato il 25 aprile del 1947 nella periferia di Amsterdam da una famiglia poco agiata, iniziò a stupire i vicini di casa già a cinque anni per le sue doti con il pallone tra i piedi tanto da diventare ben presto noto in città ed entrare nel settore giovanile dell’Ajax già a dieci anni insieme al fratello maggiore Heini, stopper. Il tecnico della prima squadra, Vic Buckingham, vide da subito grandi potenzialità in quell’adolescente fisicamente poco dotato e ne impostò personalmente uno specifico programma di rafforzamento. Il calcio divenne ben presto la vita del giovanissimo Cruijff che, perso il padre, decise di investire tutte le energie nella sua carriera arrivando al debutto nell’Ajax nell’autunno del 1964 segnando la sua prima rete già alla seconda presenza. Un evento fondamentale però avvenne nei primi mesi dell’anno successivo con l’arrivo sulla panchina dei Lancieri del nuovo allenatore Rinus Michels, chiamato a salvare una stagione fallimentare.

Cruijff ha sempre avuto un rapporto difficile con la Nazionale (ph. DailyMail)

Cruijff ha sempre avuto un rapporto difficile con la Nazionale (ph. DailyMail)

Evitata la retrocessione, dall’annata successiva iniziò una straordinaria striscia vincente in cui l’Ajax iniziò ad interpretare il famigerato calcio totale, divenuto un marchio di fabbrica della tradizione olandese e la forma espressiva perfetta per le qualità di Cruijff, centravanti atipico capace di muoversi instancabilmente su tutto il fronte offensivo con il suo mitico numero 14 sulle spalle. Sicuramente meno idilliaco fu sin dal principio il suo rapporto con la Nazionale visto che alla seconda presenza nella selezione giovanile colpì con un pugno l’arbitro rimediando una lunga squalifica: fu l’inizio di una storia complicata ulteriormente dai continui dissidi con compagni e allenatori che lo portarono a non vincere mai nulla con l’Olanda sfiorando solo il Mondiale del 1974. Dopo quattro scudetti in cinque anni, nel 1971 per il suo Ajax arrivò anche il trionfo in Coppa Campioni che spianò la strada per la conquista anche del primo Pallone d’Oro: in entrambi i casi si trattò di un successo ripetuto altre due volte nelle tre stagioni seguenti con tanto di triplete nel 1972.

 

 

Tre Palloni d'Oro nella bacheca di Cruijff (ph. Twicsyl)

Tre Palloni d’Oro nella bacheca di Cruijff (ph. Twicsyl)

Arrivò quindi l’estate del 1973 con un’offerta del Real Madrid che trovò subito il consenso dell’Ajax ma non quello di Cruijff che fece di tutto per far saltare l’operazione riuscendo ad essere ceduto invece al Barcellona dove ritrovò il mentore Michels debuttando però solo a fine ottobre in una stagione apparentemente fallimentare con i blaugrana penultimi. A fine anno arrivò lo Scudetto dopo quattordici anni di assenza ed ovviamente il trascinatore fu quell’olandese soprannominato volante dopo una fantastica rete in rovesciata di tacco. Entrato in rotta di collisione con il nuovo tecnico, Cruijff però non riuscì a ripetere i successi a raffica degli anni precedenti e nel 1978 a soli trentuno anni annunciò il ritiro. Bastarono pochi mesi a fargli cambiare idea portandolo a vestire la maglia dei Los Angeles Aztecs con un contratto faraonico e successivamente arrivarono anche le esperienze a Washington e di nuovo in Spagna nel Levante ma non quella con il Milan a causa di una condizione fisica imperfetta che non convinse appieno i dirigenti rossoneri. Dal 1981 avviene il ritorno all’Ajax per svezzare giovani talenti come Rijkaard e Van Basten e vivere altri due anni di successi prima di concedersi un’ultima passerella vincente con la maglia del Feyenoord e ritirarsi definitivamente nel 1984.

Cruijff ha vinto (ph. VIvelohoy)

Cruijff ha vinto 14 titoli da allenatore (ph. Vivelohoy)

Pochi mesi dopo l’Ajax decise di richiamare Cruijff ma con il ruolo di allenatore nonostante la mancanza del patentino e nel giro di meno di tre anni arrivarono vittorie presitigiose sia in Coppa d’Olanda che in Coppa delle Coppe. Si trattava però solo dell’antipasto all’impresa compiuta tra il 1988 ed il 1996 a Barcellona: dopo aver rivoluzionato la squadra con futuri campioni come Guardiola, Koeman, Laudrup e Stoickov, il tecnico ottenne con il suo Dream Team una serie infinita di successi in campo nazionale ed internazionale proiettando il marchio blaugrana nell’Olimpo del calcio. Problemi cardiaci gli consigliarono però di abbandonare la carriera (salvo una parentesi come tecnico della Catalogna dal 2009 al 2013) e lo convisero ad accettare ruoli dirigenziali prima all’Ajax poi, in un continuo ripetersi della storia, del Barcellona. In seguito si consumò anche il ritorno ai Lancieri dove visse una lunga bufera burocratica che sfociò infine nelle dimissioni per poi vivere qualche mese in Messico come direttore generale del Chivas senza grande successo.

CLUB PRESENZE GOL
Ajax 365 267
Barcellona 184 61
Los Angeles Aztecs 27 14
Washington Diplomats 32 12
Levante 10 2
Feyenoord 44 13
Totale club 662 369
Olanda 48 33

 

PALMARES
CLUB NAZIONALE ALLENATORE
9 Eredivisie Argento Mondiali 1974 1 Coppa dei Campioni
6 Coppe d’Olanda 2 Coppa delle Coppe
1 Liga INDIVIDUALE 1 Supercoppa UEFA
1 Coppa di Spagna Pallone d’Oro 1971 1973 1974 4 Liga
3 Coppe dei Campioni Capocannoniere Eredivisie 1967 1972 3 Supercoppe di Spagna
1 Supercoppa UEFA Calciatore olandese dell’anno 1984 1 Coppa di Spagna
1 Coppa Intercontinentale 2 Coppe d’Olanda

 

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