I miti del calcio: Juan Alberto Schiaffino


Dall’idea di Marco Dall’Olio, nasce una rubrica che settimanalmente vi propone un campione della storia del calcio mondiale. Oggi il protagonista è Juan Alberto Schiaffino, detto in Uruguay “Il dio del calcio”, del quale il 28 luglio ricorre l’anniversario della nascita

– di Marco Vigarani –

Schiaffino fu tra gli eroi del Mondiale 1950 (ph. Sky Sport)

Schiaffino fu tra gli eroi del Mondiale 1950 (ph. Sky Sport)

I calciatori sudamericani sono tutti simpatici e sorridenti. I calciatori amano solo la bella vita e dissipano volentieri il proprio stipendio. Se pensate che queste due affermazioni siano entrambe vere, la vicenda di Juan Alberto Schiaffino vi farà ricredere dimostrando che si può essere immensi campioni anche senza rientrare nel clichè del calciatore. Soprannominato in patria “Il dio del calcio”, egli ebbe sin da bambino un carattere schivo e diffidente condito da una notevole parsimonia ed attenzione all’aspetto economico tanto da gestire i suoi ricavi in modo decisamente moderno tra speculazioni finanziarie ed immobiliari soprattutto nella fase italiana della sua carriera.

Schiaffino nacque a Montevideo il 28 luglio del 1925 da una famiglia di umili origini e di chiara provenienza italiana da parte di padre e ben presto si appassionò al calcio insieme al fratello maggiore Raul che ebbe a sua volta una discreta carriera. Dagli allenamenti nella spiaggia di Pocitos, il giovane Pepe entò nella squadra locale del Palermo prima di passare all’Olimpia e successivamente al Nacional dove ottenne finalmente la visibilità giusta per compiere il salto verso una realtà professionistica. Trovando la strada già aperta dal fratello, Schiaffino venne ingaggiato nel 1943 dal Penarol dove mise subito in mostra le sue doti straordinarie: nato ala, egli si trasformò rapidamente in un costruttore di gioco offensivo a tutto tondo in grado di fornire assist ai compagni ma anche di trafiggere in autonomia i portieri avversari grazie ad un tiro di grande precisione. Nel 1945 vinse il suo primo titolo nazionale dei cinque conquistati in dieci stagioni (più altri svariati tornei) nel campionato uruguagio ma ottenne anche la convocazione in Nazionale dove esordì con un assist per il fratello Raul. Inarrestabile in patria, Schiaffino scrisse la storia del suo Paese nel 1950 conquistando il Mondiale in Brasile a scapito proprio dei padroni di casa e netti favoriti per il successo finale.

Per Schiaffino 60 gol in sei stagioni al Milan (ph. Storiedicalcio)

Per Schiaffino 60 gol in sei stagioni al Milan (ph. Storiedicalcio)

Il Mondiale successivo nel 1954 segnò invece l’inizio della carriera europea di Schiaffino che, dopo la sconfitta subita per mano dell’Ungheria nella cosiddetta Partita del secolo, firmò per il Milan tra lo sgomento dei tifosi del Penarol. Nonostante qualche polemica di troppo con la classe arbitrale italiana, Pepe risultò subito decisivo anche in Serie A conquistando lo scudetto già al primo tentativo: il primo di tre ai quali fece seguito una Coppa Latina ma non la Coppa dei Campioni, sfiorata nel 1958 in finale contro il Real Madrid di Di Stefano. Nel corso della sua esperienza in rossonero, Schiaffino arretrò il proprio raggio d’azione sul campo trasformandosi in un regista puro di centrocampo per illuminare il gioco con la sua visione geniale ed entrò a far parte anche della Nazionale italiana in qualità di oriundo, pur senza grande fortuna. Nel 1960 poi la cessione alla Roma scatenò una ribellione anche da parte dei sostenitori milanisti ma l’età avanzata non gli permise di rendere al meglio delle sue possibilità arretrando ulteriormente nel ruolo di libero sul campo e pur conquistando una Coppa delle Fiere nel corso del biennio giallorosso.

 

La fine della carriera sul campo portò Schiaffino a tentare di mettere il suo genio calcistico a disposizione del mondo del calcio da una panchina. Nel 1974 l’esordio fu direttamente alla guida dell’Uruguay ma i risultati testimoniarono rapidamente il fallimento di questa nuova carriera che visse un ultimo tentativo nelle giovanili del Penarol ma ben presto si concluse. Per l’ex campione allora si prospettò la possibilità di proseguire la seconda carriera parallela da imprenditore godendo dell’amore della moglie Angelica, conosciuta nel 1952 e che lo anticipò di pochi mesi nell’ultimo passo. Schiaffino si è spento il 13 novembre 2002 dopo una malattia incurabile e, come testimonianza ulteriore della sua grandezza, si ricorda che quel giorno il Senato uruguaiano inserì nell’ordine del giorno un tributo alla sua memoria.

SQUADRA PRESENZE GOL
Penarol 227 88
Milan 171 60
Roma 47 3
Totale club 445 151
Uruguay 21 8
Italia 4 0

 

PALMARES
CLUB NAZIONALE
5 Campionati uruguayani 5 Tornei Competencia Oro Mondiale 1950
3 Scudetti 8 Torneo Honor
1 Coppa delle Fiere 1 Coppa Latina
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