I miti del calcio: Kurt Hamrin


Dall’idea di Marco Dall’Olio, nasce una rubrica che settimanalmente vi propone un campione della storia del calcio mondiale. Oggi protagonista l’ex attaccante Kurt Hamrin che una settimana fa ha compiuto 81 anni

– di Marco Vigarani –

Kurt Hamrin, l'Uccellino (ph. The Inside Left)

Kurt Hamrin, l’Uccellino svedese che fece tremare il Brasile di Pelè (ph. The Inside Left)

Un talento offensivo straordinario proveniente dalla fredda Svezia per scaldare i cuori dei tifosi italiani. Hamrin è una pietra miliare del calcio mondiale e tuttora uno dei principi del gol della nostra Serie A con 190 reti complessive sempre realizzate con tecnica, eleganza e naturalezza: caratteristiche che portarono a definirlo affettuosamente “Uccellino“. Tanto la sua classe è entrata nel cuore dell’Italia calcistica quanto il nostro Paese è entrato nella sua anima diventando di fatto la sua patria adottiva al termine di una splendida carriera. Egli infatti vive ancora oggi vicino a Firenze dove ha creato una bella e numerosa famiglia.

Kurt Hamrin nacque il 19 novembre 1934 da una famiglia operaia di Stoccolma ed entrò già a cinque anni nelle giovanili dell’AIK iniziando a mostrare ben presto i segni inconfondibili del campione debuttando diciannovenne in prima divisione ed iniziando subito a mietere vittime tra i portieri avversari. Capocannoniere nel 1955, il suo vero lavoro era però quello di zincografo visto che il calcio svedese non aveva ancora assunto i connotati del professionismo e così quando venne segnalato da Liedholm ed ammirato in un’amichevole in Portogallo con la Svezia, non ci pensò due volte ad accettare la chiamata della Juventus che nel 1956 lo tesserò nell’ambito di un progetto di rinnovamento affidato a mister Puppo. La prima stagione italiana di Hamrin fu però complessivamente un fallimento e così l’anno successivo Agnelli decise di puntare su campioni più affermati mandando la punta svedese al Padova sospettando anche una preoccupante fragilità fisica che lo aveva visto protagonista di un lungo periodo in infermeria.

 

Hamrin segnò gol con la Fiorentina (ph. Storie di Calcio)

Hamrin segnò 208 gol con la Fiorentina (ph. Storie di Calcio)

In realtà però l’attaccante non aveva alcun problema ed in Veneto sotto la guida di Nereo Rocco formò una coppia fantastica con Brighenti chiudendo la stagione a quota 20 reti in 30 presenze e lasciò quindi il Padova dopo uno storico terzo posto in Serie A. La Juventus però non aveva spazio per lui e lo girò quindi alla Fiorentina che divenne la sua casa calcistica in Italia per ben nove anni. Basterebbero le 208 marcature realizzate in maglia viola a spiegare l’importanza di anni in cui la squadra chiudeva puntualmente la stagione al secondo posto conquistando però anche due volte la Coppa Italia e la Coppa delle Coppe ma anche la Mitropa e la Coppa delle Alpi. Nello stesso periodo Hamrin visse anche gli anni migliori in Nazionale concludendo da protagonista lo storico Mondiale verdeoro del 1958 al secondo posto dietro soltanto al Brasile di Pelè. Puntualmente in doppia cifra in ogni stagione alla Fiorentina e spesso anche capocannoniere nei trionfi nazionali e continentali, la prolifica punta svedese riuscì anche a raggiungere quota 30 reti complessive in tre diverse annate e venne allontanato da Firenze nell’estate 1967 con la scusa di essere ormai troppo vecchio.

Ovviamente anche stavolta la valutazione era stata affrettata ed approssimativa e fu quindi il Milan a cogliere l’occasione su consiglio ancora una volta di Rocco inserendo Hamrin in un organico straordinario che in due anni vinse praticamente tutto: Scudetto, Coppa dei Campioni ed anche Coppa delle Coppe proprio grazie ad una doppietta dell’Uccellino nella finale di Rotterdam contro l’Amburgo. Inevitabilmente lo spazio a disposizione di Hamrin calava di anno in anno ma nel 1969 arrivò un’ultima prestigiosa chiamata italiana da parte del Napoli che godette della sua classe per due stagioni senza ottenere successi ma regalando comunque ottimo calcio ai propri tifosi. Dopo qualche mese vissuto da allenatore sulla panchina della Pro Vercelli, l’ultima stagione da calciatore fu però di nuovo in patria a trentotto anni nell’IFK, squadra attiva a livello dilettantistico. Tornato in Italia ed abbandonata la carriera di tecnico, ha scelto di vivere a Firenze con la famiglia e gestire a lungo un’attività di import-export con la Svezia.

SQUADRA PRESENZE GOL
AIK 63 54
Juventus 23 8
Padova 32 20
Fiorentina 362 208
Milan 61 17
Napoli 34 5
IFK 10 5
Totale club 588 317
Nazionale 32 16

 

PALMARES
CLUB NAZIONALE
1 Scudetto Argento Mondiale 1958
2 Coppa Italia INDIVIDUALE
1 Coppa dei Campioni Capocannoniere svedese 1955
2 Coppa delle Coppe Capocannoniere Coppa Italia 1964 e 1966
1 Coppa Mitropa Capocannoniere Coppa delle Coppe 1961
1 Coppa delle Alpi Capocannoniere Coppa dell’Amicizia 1959
1 Coppa dell’Amicizia italo-francese Capocannoniere Coppa Mitropa 1962 e 1967
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