I miti del calcio: Lev Jasin


Dall’idea di Marco Dall’Olio, nasce una rubrica che settimanalmente vi propone un campione della storia del calcio mondiale. A 86 anni esatti dalla sua nascita ricordiamo Lev Jasin, straordinario portiere

– di Marco Vigarani –

Lev Yashin, il Ragno Nero (ph. Il Foglio)

Lev Jasin, il Ragno Nero (ph. Il Foglio)

Il nome di Lev Jasin viene da decenni scomodato appena un portiere dimostra di avere qualità fuori dal comune: è successo con Buffon ed ora è il turno di Neuer. La realtà però è che tutti sanno che probabilmente nessuno sarà mai più come il Ragno Nero, lo straordinario estremo difensore russo capace di inserire il suo nome tra i vincitori del Pallone d’Oro. Il calcio in cui ha militato era molto diverso da quello odierno, i suoi orizzonti professionali limitati alla sola madrepatria, ma il talento e l’intelligenza mostrati sul campo dal sovietico furono un dato oggettivamente fuori dal comune e forse un unicum nella storia del calcio.

Nato a Mosca il 22 ottobre 1929 da una famiglia di operai, Lev Ivanovič Jašin iniziò a lavorare in fabbrica già nella prima adolescenza per sostituire gli uomini partiti per la Seconda Guerra Mondiale e proprio lì si dice che abbia messo in mostra per la prima volta le sue doti afferrando al volo con sorprendente sicurezza gli oggetti lanciati dai colleghi. Il Ministero degli Affari interni allora lo fece entrare nelle fila della Dinamo Mosca dirottandolo però verso l’hockey su ghiaccio a causa della presenza nella squadra di calcio dell’intoccabile titolare Aleksej Chomic. Al terzo anno da portiere con i pattini ai piedi, Jasin vinse il titolo nazionale e nei mesi successivi avvenne il grande passaggio al calcio in seguito all’infortunio del collega: dal 1954 non abbandonerà mai la maglia biancoblu fino al 1971 vincendo cinque titoli nazionali, tre Coppe URSS ed un campionato sovietico.

 

Jasin è l'unico portiere ad aver vinto il Pallone d'Oro (ph. Famousfix)

Jasin è l’unico portiere ad aver vinto il Pallone d’Oro (ph. Famousfix)

La sua grande notorietà nel mondo però è dovuta soprattutto alle prodezze compiute con la maglia della Nazionale con la quale esordì nel 1956 vincendo le Olimpiadi e già quattro anni dopo vinse la prima edizione degli Europei chiudendo la manifestazione con appena due reti concesse agli avversari. La sua divisa completamente nera era un incubo per gli attaccanti avversari che spesso lo maltrattarono come nei Mondiali cileni del 1962 in seguito ai quali decise di ritirarsi. Jasin però ben presto torno sui suoi passi, indossò nuovamente i guantoni e nel 1963 vinse addirittura il Pallone d’Oro dopo una prestazione mostruosa proprio contro l’Italia agli Europei. Convocato anche per i Mondiali dell’anno successivo, si dovette arrendere soltanto alla Spagna in finale pochi mesi prima di ritirarsi con una media straordinaria: oltre 200 volte imbattuto in oltre 400 gare.

Atleta straordinario che interpretò il suo ruolo già in chiave moderna da regista arretrato della manovra corale, Jasin fu amato tanto in patria quanto all’estero da tifosi e avversari ai quali negò la gioia del gol. Egli fu anche un uomo straordinariamente tenace negli ultimi anni della sua vita scegliendo di accompagnare la Nazionale russa nella spedizione vincente alle Olimpiadi del 1988 nonostante l’amputazione di una gamba subita tre anni prima a causa di una tromboflebite. Morì nel 1990 a causa di un cancro allo stomaco.

SQUADRA PRESENZE RETI SUBITE
Dinamo Mosca 326 240
Nazionale 78 76

 

PALMARES
CLUB NAZIONALE
5 Campionati russi Oro Olimpiadi 1956
3 Coppe URSS Oro Europei 1960
1 Campionato sovietico Argento Europei 1964
INDIVIDUALE
Pallone d’Oro 1963
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