I miti del calcio: Luigi Meroni


Dall’idea di Marco Dall’Olio, nasce una rubrica che settimanalmente vi propone un campione della storia del calcio mondiale. A 48 anni dalla sua tragica scomparsa, ricordiamo oggi Luigi Meroni

– di Marco Vigarani –

Luigi Meroni, detto la Farfalla granata (ph. Biografie Online)

Luigi Meroni, detto la Farfalla granata (ph. Biografie Online)

Tra tante leggende assolute del panorama del calcio italiano ed internazionale che hanno scritto pagine indelebili di sport vincendo qualsiasi competizione possibile, oggi il ricordo si ferma in Italia ad un ragazzo di talento che non ha avuto la possibilità di diventare una stella. Luigi Meroni infatti è morto a soli 24 anni, esattamente il 15 ottobre del 1967. Nato a Como da una famiglia umile e ben presto orfano di padre, egli si dedicò a qualche lavoro prima di sfondare con il pallone tra i piedi come ala destra dotata di un dribbling ubriacante. Meroni è cresciuto calcisticamente nella sua città natia prima di essere ceduto al Genoa nel 1962 dove si impose all’attenzione del grande pubblico per gesta sul campo in grado di cancellare anche i pregiudizi sulla sua vita privata: capelli lunghi, passioni artistiche e convivenza con una donna ancora sposata prima che in Italia venisse approvato il referendum sul divorzio.

La mobilitazione dei tifosi genoani non servì a far saltare il suo trasferimento al Torino due anni dopo ed in maglia granata Meroni si affermò definitivamente in coppia con il centravanti Combin conquistando anche la sua prima maglia Azzurra. Titolare inamovibile nel club, si tolse anche la soddisfazione di un paio di gol in Nazionale ed attirò anche l’interesse della Juventus salvo il parere fermamente contrario dei tifosi che sventarono l’operazione. In quella seradi autunno del 1967 uscì dallo stadio dopo una gara con il compagno Poletti e venne investito da un automobile guidata da un giovanissimo Attilio Romero che in seguito divenne poi presidente del Torino. Fratture alle gambe ed al bacino unite ad un grave trauma cranico resero inutile la corsa verso l’ospedale dove Meroni morì, ai funerali parteciparono in decine di migliaia ed ancora oggi sono tantissimi a rendere omaggio alla sua memoria tanto al cimitero quanto nel punto in cui avvenne il tragico impatto.

 

SQUADRA PRESENZE GOL
Como 25 3
Genoa 42 7
Torino 103 22
Totale club 170 32
Nazionale 6 2
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